Non è facile raccontare il Vesuvio senza incorrere nel luogo comune; scandagliare la “montagna” che in secoli è diventata un’icona di terra, cultura, identità è rischioso per chi non possiede gli strumenti giusti. Queste armi Gennaro Regina, artista napoletano contemporaneo che ha esposto in tutto il mondo, le possiede. Egli sa rivelare, con originalità, abilità e coraggio, una storia millenaria attraverso la sua opera performativa che parte dalla tradizione e dalle origini per articolarsi in una ricerca artistica che segue dinamiche contemporanee.

“Meglio un uovo oggi”, Gennaro Regina – Ph. credits ufficio stampa Gennaro Regina

Il vulcano più famoso al mondo diventa così protagonista della mostra “Vesuvio in the box” al MAV di Ercolano dall’11 luglio al 30 settembre, delineandosi come il forte fil rouge che collega anni di esperienze e maturazioni artistiche dell’artista attraverso la sperimentazione di tecniche contemporanee e avanguardistiche. A partire dalla “scatola” che accoglie letteralmente i visitatori all’ingresso del museo e il cui interno è rivestito da un’antica carta geografica del territorio napoletano. Il legame alle origini – quelle sin dal 1865 ad un’importante e antica famiglia di editori e librai antiquari – è evidente qui come nelle opere della prima sala che prendono vita su un supporto prezioso: le mappe settecentesche della città diventano strumento inclusivo di memoria. E prendono vita: attraverso un gigantesco schermo al led di 60 mq, si evolvono e si fondono con i disegni dell’artista nell’avvolgente video-installazione dal titolo “Rebirth”, rinascita. Una rinascita dopo la distruzione non limitata ai volubili progetti politici che si sedimentano col passare delle amministrazioni, ma che parte dal quotidiano, dal “basso”, “da quello che la gente riesce a fare”, come spiega l’artista, sottolineando il momento di cambiamento che vede protagonista il territorio.

Il percorso prosegue nelle sale successive dove l’opera di Regina si articola tra performances documentate e collages. Come “MANN pittato” dipinto su carta antica – una delle poche del XIX secolo che riporta il Museo Nazionale ancora come Accademia Borbonica – realizzato in una performance live durante un concerto di musica barocca napoletana al museo MANN ed esposto nella sala del Toro Farnese per alcune settimane; oppure “Santa Legalità” realizzato in una prospettiva particolare con ritagli di giornali recanti notizie di cronaca nera del territorio napoletano, e il cui mare in basso al centro è fatto di occhi che rappresentano tutti noi inermi mentre aspettiamo un miracolo dal San Gennaro in silhouette posto di spalle che guarda un Vesuvio gorgogliante, dal cui cratere fuoriescono le lettere della parola “legalità”.

Regina scandaglia il Vesuvio a 360° e si interessa della percezione che ne deriva da differenti prospettive, come nell’opera “Il Castello” realizzato da Castellammare di Stabia, primo comune della penisola sorrentina, e nella performance “Dalla sempre” realizzata sulla terrazza dell’ Hotel Excelsior Victoria di Sorrento in occasione dell’anniversario della composizione della canzone “Caruso” di Lucio Dalla.

Lei è il patron di una delle più importanti e prestigiose gallerie d’arte napoletane, Voyage Pittoresque Factory, in cui espone non solo sue opere ma anche quelle di numerosi artisti più o meno conosciuti e giovani. Come nascono queste collaborazioni?

Sì, aiuto spesso giovani artisti nelle proprie personali ricerche, come Matteo – ndr con noi è presente Matteo Notaro, giovane artista e suo collaboratore -, persone che hanno enormi potenzialità e grandi capacità ma non hanno mai avuto l’opportunità di presentarsi al mondo dell’arte in maniera visibile, nel senso che una galleria o una mostra danno la giusta visibilità, cosa che invece restando su internet potrebbe non portare oltre il “like.”

Com’è nata la collaborazione con il MAV di Ercolano?

Il MAV ricorda quest’anno i 1940 anni dall’eruzione del 79 d.C. e per l’occasione il presidente Luigi Vicinanza mi ha chiesto di organizzare questa mostra sapendo che il mio soggetto preferito è proprio il Vesuvio. A me la proposta è piaciuta molto e il pensiero di realizzare qualcosa per la mia terra, per la mia città è sempre gratificante, è un onore sapere che può essere una forte spinta anche turistica per il territorio. E questo è stato possibile anche dal punto di vista della comunicazione, perché la mostra ha avuto un’eco a livello nazionale grazie a testate importanti e non solo campane. Questo dimostra che c’è un interesse per la nostra terra che va al di fuori dal nostro piccolo nucleo.

“Vesuvio limited edition”, Gennaro Regina – Ph. credits ufficio stampa Gennaro Regina

Il Vesuvio è un simbolo importante per lei, come per i napoletani. Qual è il riscontro internazionale?

Guardi, io ho realizzato numerose mostre all’estero e le posso dire che il Vesuvio è uno dei simboli più conosciuti al mondo, dopo quello della croce c’è il Vesuvio. Ho realizzato una mostra alle Nazioni Unite a New York per l’anniversario dei 60 anni dell’adesione dell’Italia, e tutti i diplomatici, ambasciatori e consoli, tutti sapevano il Vesuvio cos’era e dov’era a differenza per esempio del Fuji che non tutti conoscono. Le grandi eruzioni che ci hanno lasciato resti meravigliosi, come quelli di Pompei o Ercolano, sono un attrattore turistico pazzesco, grazie anche ai grandi ed incredibili progetti che sta realizzando Paolo Giulierini alla guida del MANN.

“The breath of the earth”, Gennaro Regina – Ph. credits ufficio stampa Gennaro Regina

 

Mi può parlare delle sue performances, in particolare del video-documentario “Suriezione” che ha vinto il LOS ANGELES MOVIES AWARDS nel 2017?

Suriezione” è un termine matematico, che nell’insiemistica, indica la corrispondenza univoca tra due insiemi, secondo la quale a ogni elemento del secondo corrisponde almeno un elemento del primo. Anche la scelta della giornata fu perfetta, limpidissima, si vedeva fino a Ponza e c’era un vento incredibile che ha permesso ai granelli della terra del Vesuvio di mischiarsi ai colori mentre dipingevo con le mani. Il congresso internazionale di vulcanologia a Santiago del Cile nel novembre del 2017 è stato inaugurato con questo video-documentario. È stato un riscontro mondiale ed un’importante diffusione anche dell’immagine di Napoli e nel 2020 sono stato invitato a Santorini dove si terrà l’XI congresso affinché possa realizzare un’opera come quella della Mostra D’Oltremare di Napoli, “The Breath of the Hearth

“Suriezione”, Gennaro Regina – Ph. credits ufficio stampa Gennaro Regina

Quanto è importante la musica per la sua opera?

Amo moltissimo la musica elettronica contemporanea e quando dipingo che sia in atelier o durante una performance live, la musica è un forte fattore di ispirazione. Nella realizzazione dei video documentari creiamo con un dj appositamente una colonna sonora studiata per avere quel mood.

C’è un’opera a cui si sente particolarmente legato?

Sì, si chiama “Spe-cul-azione”. È fatta con un vecchio libro dell’800 su Napoli scompleto, ritagliato a strisce, e una carta geografica di Rizzi Zannoni del 1799 che riprende tutta la provincia di Napoli. È nata durante la problematica della terra dei fuochi quando ho realizzato una mostra a Ginevra in cui ho presentato quest’opera. Il corpo della donna che viene ritratto nel collage è realizzato con i pezzi della carta geografica assemblati di tutti i paesi che sono stati interessati dal problema della terra dei fuochi. Ha una particolarità, perché è studiato in una prospettiva specifica per cui girandoci intorno è come se si avesse sempre la percezione di essere guardati in qualche modo.

“Spe-cul-azione”, Gennaro Regina – Ph. credits ufficio stampa Gennaro Regina

Dettagli evento

Luogo:
Museo Archeologico Virtuale, Via IV Novembre 44 Ercolano (NA)
Date:
11/07/2019 - 30/09/2019
Costo:
gratuito
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