Due anni fa nasceva il “Rospigliosi Art Prize concorso dedicato a Palazzo Rospigliosi, il nobile edificio cinquecentesco, sede in passato di Gran Palazzo, legato a una delle famiglie nobiliari della Roma rinascimentale: i Colonna. Un palazzo di straordinaria bellezza che domina la città di Zagarolo in provincia di Roma, divenuto oggi un Museo.

In questo scenario si svolge la seconda edizione del Rospigliosi Art Prize: premio di arte contemporanea che promuove e sostiene talenti provenienti da tutto il mondo. Suddiviso in due sezioni: Under 30 e Over 30, con un montepremi totale di diecimila euro in buoni d’acquisto, tre residenze d’artista di una settimana nel corso dell’anno e mostra finale dal 5 al 18 maggio 2019 presso il palazzo cinquecentesco.

Delle opere iscritte ne saranno selezionate fino a centoventi da una Giuria composta di prestigiosi nomi quali: Romina Guidelli, Curatore d’arte; Massimiliano Tonelli, Direttore di Artribune; Manuela Porcu, Direttore di Affordable Art Fair; Caterina Stringhetta del The Art Post Blog; Chiara Anguissola D’Altoè organizzatrice presso Explora il Museo dei Bambini di Roma; Daniele Leodori Presidente del Consiglio Regionale della Regione Lazio; Emanuela Panzironi Assessore alle Politiche Sociali e della Scuola. Per quanto riguarda gli Over 30, la giuria si compone della direzione di The Walkman Magazine (Nicola Brugoli, Ginevra Corso, Carlo Battisti, Riccardo Ferranti).

Una conversazione con Tiziano M. Todi

Perché e come nasce il Rospigliosi Art Prize?

Rospigliosi Art Prize nasce per l’amore e la necessità di voler valorizzare il nostro territorio da parte di un gruppo di giovani ragazzi di San Cesario che con passione ed entusiasmo hanno fondato l’associazione L’AVUGI di San Cesario (RM). Hanno voluto dar vita al Rospigliosi Art Prize, un premio che possa nel tempo diventare un punto di riferimento nell’Arte contemporanea internazionale, rivolgendosi alla Galleria Vittoria per la direzione artistica.

Tu sei giovanissimo, come hai affrontato la direzione artistica di questo premio?

La direzione artistica è di per sé un lavoro impegnativo, il cuore di un premio, poiché è l’organo che dà carattere e coordina tutti gli aspetti organizzativi affinché funzionino in maniera armonica. Il passo più difficile è stato quello di dover decidere il tema della competizione, compito non semplice, come può a volte sembrare. Volevo un tema che ponesse in rilievo il processo creativo celato dietro la creazione di un’opera, da ciò è nato Visibile/invisibile.

Visibile/Invisibile è, appunto, l’argomento di quest’anno. Secondo te un artista come può confrontarsi con questa tematica?

A mio parere l’artista si confronta con il Visibile/Invisibile ogni qual volta inizia il processo creativo di un’opera. Michelangelo ad esempio diceva che il blocco di marmo celasse già al suo interno l’opera, e che lui fosse solo la “mano” che la liberava; gli artisti che hanno partecipato a questa edizione del Rospigliosi Art Prize hanno saputo confrontarsi con questo tema abbattendo le barriere invisibili tra il visitatore e l’opera.

Questo premio nasce per promuovere l’Arte Contemporanea in ogni sua espressione, ti chiedo, in che modo gli artisti hanno colpito te e la giuria?

Sin dall’inizio abbiamo impresso una chiave di lettura internazionale al premio, ricevendo candidature da tutto il mondo, ad esempio il vincitore della sezione pittura della prima edizione è stato Pavel Gempler di Berlino; ovviamente ciò ha fatto giungere un caleidoscopio di visioni riguardo l’arte di artisti provenienti da tutto il mondo; le opere candidate erano molto valide e la selezione per i finalisti è stata molto impegnativa per la giuria.

la Galleria Vittoria, che dirigi, è stata confermata alla direzione artistica per il secondo anno, qual è la sua linea guida?

La Galleria Vittoria da sempre promuove l’arte in tutte le sue accezioni, incentrando l’interesse sulla ricerca di un rapporto umano tra gallerista e artista, un punto di riferimento dove la convenzionalità si perde e diventa collaborazione attiva, sinergia e confronto. Questo ci permette di poter unire la ricerca di nuovi talenti nazionali e internazionali e valorizzare artisti già affermati nel mercato dell’arte.

Una curatela la tua, che si è occupata capillarmente dell’evento: dall’organizzazione all’allestimento. Parlaci di come è articolata la mostra.

La mostra si articola in quattro sezioni: pittura, scultura, arte digitale e fotografia, suddivise in due categorie, ovvero Under 30 e Over 30.  Gli under 30 partecipano per un premio che consiste in una residenza d’artista che si concluderà con una mostra evento negli spazi di “Roma smistamento”; per gli over 30 invece ci saranno in palio 2,500.00 € in premio d’acquisto. La mostra è allestita in funzione della dicotomia classico contemporaneo, così da porre in evidenza la bellezza delle opere in concorso e quella del palazzo storico.

Foto dell’archivio della Galleria Vittoria – Galleria Vittoria anni ’70

Oltre ad essere il Curatore di questa edizione sei, prima di tutto, direttore della storica galleria romana: Galleria Vittoria. Una vocazione più che un mestiere che si tramanda nella tua famiglia. Puoi raccontarci come nasce l’amore per l’arte?

Da quando ne ho memoria l’arte è stata una costante presenza nella mia vita e non saprei definire come sia nato questo amore, ma posso dire che ancora oggi è un rapporto poetico e passionale. Con mio nonno Enrico Todi, che ha fondato negli anni ‘50 la Galleria Vittoria tramandandola a mia madre, Tiziana Todi, sin da piccolo ho avuto la fortuna di incontrarvi grandi maestri storici dell’epoca e artisti con i quali mio nonno intratteneva rapporti di amicizia e lavorativi. Quello che considero il mio padrino è il critico e lo storico dell’arte Giorgio Di Genova con il quale, ancora oggi, mi consiglio e confido.

Cosa significa per te, oggi, arte contemporanea?

L’arte contemporanea non si può definire e circoscrivere, in quanto si rifà a innumerevoli concetti, una miriade di ambiti; si forma e si distrugge da oltre un secolo, in eterno divenire. Per questo motivo a me piace dire che l’arte contemporanea è Novità nella tradizione: deve saper rappresentare la sensibilità dell’artista, che coglie particolari ed emozioni a noi invisibili filtrando la realtà e la contemporaneità dei giorni d’oggi.

Progetti in corso e progetti futuri?

In questo nostro mestiere non ci si ferma mai. Da anni seguo il progetto della fotografa Elena Datrino “Facce da blogger” che è giunto al termine e stiamo organizzando la terza e ultima mostra che vede ritratti oltre 100 volti del web tra blogger e non. Stiamo inoltre programmando uno scambio culturale tra la nostra galleria e la Galeria Stara Prochownia di Varsavia. Senza mai dimenticare il progetto espositivo in Cina, con cui la nostra Galleria collabora da anni.

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