Torpignattara è probabilmente il quartiere più multietnico di Roma. Basta farsi un giro tra le strade di questa storica borgata di Roma per essere completamente immersi in una realtà fatta di voci, colori e odori che rimandano a paesi lontani.
Proprio in questa periferica zona della Capitale (anche se non troppo lontana dal centro storico) da alcune settimane, in via di Acqua Bullicante, al civico 110, è possibile ammirare una nuova opera di arte urbana.

WK – Herbarium in progress, Space Torpignattara, Roma 2019. Ph. Ilze Negribe

Il quartiere, da molti anni, vede aumentare il suo patrimonio artistico grazie alla continua realizzazione di nuovi murales rendendo, di fatto, Torpignattara una delle zone di maggior interesse per i tanti appassionati di urban art e street art. Questo nuovo lavoro, oltre che per la sua imponente mole (22 metri di altezza), colpisce soprattutto per il significato e per l’attinenza con il territorio.
L’opera, intitolata “Herbarium“, è infatti il prodotto di “Space Torpignattara” bando per 15 giovani creativi under 30. Il murales è solo la punta dell’iceberg di un workshop artistico dove i ragazzi che ne hanno preso parte sono stati guidati da Tellas, street artist sardo di chiara fama internazionale. Nel 2015 The Urban Contemporary Art Guide, a cura del prestigioso Graffiti Art Magazine, inserisce Tellas nella classifica dei 100 migliori artisti emergenti dell’anno a livello mondiale. Le sue opere urbane si trovano in Australia, Francia, Filandia, Regno Unito, Polonia e Lituania solo per citare alcune nazioni.

Questo lungo e complesso progetto è stato promosso dall’Associazione Culturale di Roma Wunderkammern (anche galleria di arte contemporanea molto attiva e conosciuta nel campo della street art) in partnership con Melting Pro, l’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros e il Comitato di Quartiere di Torpignattara.
Tutto è iniziato alla metà di marzo con una serie di laboratori per poi proseguire con cinque visite guidate alla scoperta del quartiere tra storia e multiculturalismo. Il percorso creativo è poi continuato con una serie d’incontri dove si è delineato il concept dell’opera e si è iniziato a lavorare sugli sketch. La seconda settimana di giugno Tellas e i suoi ragazzi hanno finalmente messo mani, pennelli e vernici sulla grande parte.

“Space Torpignattara” è stato realizzato nell’ambito del bando “Prendi Parte! Agire e pensare creativo” ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il bando nasce con la precisa volontà di promuovere l’inclusione culturale dei giovani nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale.

Il murales è, a tutti gli effetti, una grande pagina di un erbario. La produzione artistica di Tellas è da sempre focalizzata su piante, fiori, alberi e foglie ma qui a Torpignattara si è andati oltre alla semplice rappresentazione naturalistica.
Il fondo blu è un forte richiamo alla cianotipia, tecnica di stampa della seconda metà dell’Ottocento e molto spesso era utilizzata proprio per ricreare su di un foglio piante arbusti e fiori. Su di una lastra scrupolosamente trattata con prodotti chimici venivano adagiate le piante da riprodurre e grazie alla luce del sole il fondo si scuriva e diventava blu mentre la sagoma della pianta diventava bianca.
I 25 disegni sono piante, spezie, frutta e verdura che rappresentano le cucine delle numerose etnie di Torpignattara. Troviamo infatti, ad esempio, il frutto della passione, lo zenzero, la mano di Buddha, i peperoncini e l’autoctono cappero spontaneo, autentico e verace cittadino di Torpignattara.
In cucina poi è quasi impossibile identificare un vegetale con una sola cultura proprio perché da sempre cucinare è sinonimo di mescolare, amalgamare prodotti diversi, magari provenienti anche da paesi lontani dal luogo d’origine.

WK – Tellas, outdoor portrait. Ph. AlbertoBlasetti

Nella parte bassa del muro, proprio come in una vera pagina di un erbario, sono state inserite le diciture in latino di ciascun vegetale rappresentato.
Per la didascalia si è utilizzata la lingua degli antichi romani, sia come tributo alla città di Roma che, soprattutto, per fedeltà scientifica e storica agli erbari. Nel quartiere di Torpignattara si parlano così tante lingue che scegliere il latino è stata la soluzione più facile ed immediata e così facendo si crea curiosità e non si privilegia nessuna etnia.
Un murales, dunque, che parla al quartiere in maniera semplice e diretta dove la rappresentazione di verdure, frutti o spezie è solamente lo specchio di questo multiculturalismo, lasciando però la porta aperta all’immaginazione e alla curiosità.
In fondo non è proprio in cucina che spesso iniziano i viaggi più interessanti alla scoperta di nuovi popoli, territori e culture?

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