Quando si pensa alla Roma Barocca del Seicento, di solito ci si immagina un luogo ricco di stimoli artistici e culturali, in cui tutte le Arti potessero fiorire. Con il sopporto della Chiesa e dei nobili dell’epoca lo sviluppo di una nuova proposta artistica ha potuto usufruire di un forte incorraggiamento, ed è in questa Roma della Controriforma che uno dei più grandi artisti ha potuto sviluppare a pieno la sua Arte.

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Estasi di Santa Teresa d’Ávila, Capella Cornaro, Sana Maria della Vittoria, Roma

Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) è arrivato a Roma ancora bambino e per l’influenza di suo  padre, anche lui un artista, che già lavorava per le corte papale, da piccolo ha potuto frequentare l’ambiente dei palazzi, assorbendo la tecnica dei mestri antichi e  rendendola parte del suo stesso talento.

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Bernini, Autorittrato, 1623

Pochissimi sono gli artisti che hanno avuto un rapporto indissolubile con una città come quello che ha avuto Bernini con Roma. Le sue opere sono state pensate quasi unicamente per l’Urbe e si può anche dire che nessun’altro artista ha saputo esplorare la città come lui l’ha fatto, modificando lo spazio urbano e utilizzandolo a suo favore per lo sviluppo delle sue opere. Tra le tantissime magnifiche opere che si possono trovare per tutta la città, una in particolare richiama l’attenzione di tutti per la sua eccellenza formale e il suo aspetto allo stesso tempo sacro e profano: la scultura “Estasi di Santa Teresa d’Ávila”, situata nella Chiesa, anch’essa Barocca, Santa Maria della Vittoria, costruita da Carlo Maderno e Giovanni Battista Soria.

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Santa Maria della Vittoria, Roma

La scultura rappresenta la famosa santa spagnola Teresa d’Avila e ci racconta la sua particolare esperienza spirituale attravverso la quale ella ha raggiunto Cristo. Nel’apice di un’esperienza “sensoriale eterea”, la Santa descrisse nella sua autobiografia intitolata “Il Libro dela Vita”, l’incontro divino con il suo Creatore. Bernini si inspira alla storia per creare, si può dire, l’opera che più rappresenta il Barocco, quando unisce nella stessa compozione scultura, luce, architettura e pittura. Lui racconta l’esperienza della Santa utilizzando l’emozione come guida e così ci offre una visione sia divina che mondana.

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Estasi di Santa Tereza d’Ávila

Nell’opera vediamo un angelo sulla cui faccia si delinea un sorriso accennato e che indica con una freccia in fiamme la Santa, che in questo momento si arrende all’ “estasi divina”. La sua figura si mostra in uno stato di estremo piacere e la composizione dell’opera può essere interpretata in diversi modi. Per gli studiosi di Bernini, non è esclusa la possibilità che quest’abbandono quasi sessuale sia stato voluto intenzionalmente dall’autore , poiché la  freccia e le fiamme sembrano andare nella direzione dell’organo sessuale della Santa, la quale senbra trovarsi all’apice del piacere, sia tanto carnale quanto spirituale. L’estasi, infatti, oltre a  configurarsi come divina, è anche un’espressione profana, un esempio belissimo della genialità dell’artista.

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Dettagli del’Estasi di Santa Tereza d’Ávila

Bernini è il tipico artista che mette in atto  la transcendenza del’Arte nella vita e in quest’opera riesce a oltrepassare i limiti sensoriali di chi la contempla e invita lo spettatore a sperimentare anche lui, estasi insieme a purezza.

Artigo traduzido em Português:

Quando se pensa na Roma Barroca, seiscentista, um pode imaginar-se em um ambiente repleto de estímulos artísticos e sociais para que a todas as Artes florescessem. Com o apoio da Igreja e da nobreza para o desenvolvimento de uma nova proposta artista, o movimento artístico teve grande encorajamento para acontecer. Nesta Roma da Contrarreforma, um dos maiores artistas de todos os tempos pode desenvolver sua Arte.

Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) chegou a Roma ainda criança e pela influencia de seu pai escultor[1] que já trabalhava para as cortes papais e desde cedo frequentou os palácios absorvendo a técnica dos mestres da antiguidade e incorporando-as ao seu próprio talento.

Poucos são os artistas que apresentam uma ligação indissolúvel com uma cidade assim como Bernini possui com Roma. Suas obras são pensadas quase que unicamente para Urbe, e poderíamos dizer que nenhum outro artista soube trabalhar e explorar a cidade assim como ele o fez, trabalhando com o espaço urbano e o utilizando a seu favor para o desenvolvimento de suas obras. Dentre estas, que estão espalhadas por toda a extensão de Roma, uma chama atenção pela excelência formal e pelo aspecto ao mesmo tempo sagrado e profano: a escultura “O êxtase de Santa Tereza” [2] que se encontra na igreja, também barroca, Santa Maria della Vittoria [3].

A escultura representa a famosa santa espanhola Teresa d’Ávila, e nos conta a sua particular experiência espiritual através da qual ela conseguiu sua união com Cristo; em um ápice da experiência “sensitiva etérea”, a Santa descreve em sua autobiografia intitulada O Livro da Vida, o encontro divino com seu Criador. Bernini se inspira na história para criar a obra que provavelmente mais representa o Barroco, quando une na mesma composição escultura, luz, arquitetura e pintura.

Retrata a experiência divina da Santa utilizando a emoção como guia e nos oferece uma experiência tanto divina quando mundana.

Na obra, vemos um anjo, que em sua face esboça um leve sorriso, que aponta uma flecha em chamas para a Santa, que se rende ao “êxtase divino”. Sua pose é de completo desfalecimento e a composição da obra geral pode ser interpretada de maneira diversa. Aos estudiosos de Bernini, não se exclui a possibilidade dessa rendição quase sexual ter sido feita de propósito, visto a composição da flecha e chamas estarem apontando justamente para o órgão sexual da Santa, e essa, por sua vez, parecer estar no ápice do prazer, tanto carnal quanto sublime. O Êxtase, ao mesmo tempo em que é sublime também é carnal, o que faz da obra um exemplo belíssimo de uma expressão sagrado e profano.

Bernini é o típico artista que faz transcender a vida em sua Arte e nessa obra supera os limites sensoriais de quem a contempla e convida o espectador a experimentar o Êxtase junto à Santa.