La porta murales del Bataclan di Parigi era diventata un manifesto di cordoglio e ricordo delle vittime dell’attentato alla capitale francese del 13 novembre del 2015. A causa dell’attacco terroristico morirono 130 persone. Fra queste 90 morirono nel teatro parigino, colmo di giovani che assistevano ad un concerto rock del gruppo Eagles of Death Metal. Fra le vittime vi era anche la studentessa italiana Valeria Solesin.

L’ingresso del Bataclan con corone di fiori commemorative. Fonte: @Yeslife.it

LA COMPARSA DEL MURALES

Il murales era apparso su una porta secondaria adibita ad uscita di sicurezza del teatro nottetempo il 26 giugno del 2018, in perfetto stile Banksy. Mai come in quest’occasione il monocromatico marchio dell’artista riusciva a rendere l’idea della profonda prostrazione, per le tante vittime innocenti di follia omicida ingiustificata. L’immagine di una donna piangente in bianco e nero era comparsa su una porta laterale dell’edificio, come pietra d’inciampo, per non dimenticare. L’espressione di dolore e rabbia rassegnata resa da occhi e pugni chiusi, rende immediatamente il messaggio dell’artista. La capacità dell’artista inglese di rendere con pochi tratti un sentimento complesso e un messaggio diretto aveva, ancora una volta, colto nel segno. Ben presto tutta la città sentiva come propria quella porta, come memento e sentimento di rivalsa per la violenza cieca. La porta era entrata di diritto nel patrimonio artistico e culturale francese e non solo. Un bellissimo omaggio, un simbolo di solidarietà a livello mondiale. Come tutte le sue opere, era stata collocata sulla strada, proprio per poter essere ammirata da tutti, per potere dare il proprio contributo alla riflessione, era di tutti e per tutti.

La porta del Bataclan con il murales di Banksy. Ph Leon Tanguy/MAXPPP. Fonte: @minformo.com

IL FURTO DELLA PORTA

Il 26 gennaio 2019 profondo sdegno aveva sollevato il furto della porta che era scomparsa con il suo murales altrettanto silenziosamente così come era apparso. La direzione del Bataclan aveva annunciato via Twitter la notizia del furto e il proprio sdegno, che ben presto era diventato un sentimento condiviso. L’azione vile era stata condannata da tutte le autorità politiche e culturali. Come non restare sbigottiti di fronte un evento così vigliacco come rubare ai morti. Senza contare che se l’obiettivo dei ladri fosse stato quello di impossessarsi del murales, il furto avrebbe avuto ancora meno senso. Il murales aveva senso d’esistere esattamente lì dov’era, al Bataclan, la sua decontestualizzazione è un crimine nel crimine. Ma della porta e dell’opera di Banksy si erano perse le tracce irrimediabilmente.

 

IL RITROVAMENTO DELLA PORTA IN ITALIA

Finalmente poche ore fa la porta e il suo murales sono stati ritrovati in Italia. Erano nascoste in un casale della campagna abruzzese. Un operazione di Intelligence portata avanti dai carabinieri della compagnia di Alba Adriatica vicino Teramo, ha reso possibile il recupero della porta. Il procuratore distrettuale dell’Aquila, Michele Renzo, ha reso noto che il  ritrovamento è stato possibile a seguito di indagini condotte dalla Procura distrettuale, in collaborazione con gli organi di polizia e con la magistratura francese.

Domani alle 11 al Palazzo di Giustizia una conferenza stampa chiarirà le dinamiche dell’inchiesta e del ritrovamento.

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