“Questo mondo perduto

ricoperto

di fiori”

(Kobayashi Issa)

La bellezza di un haiku è racchiusa nelle sue poche sillabe, parole semplici che ispirano emozioni molto complesse. Sei parole dell’haiku sopra citato bastano per immaginare un vasto campo fiorito, ricco di alberi anch’essi in fiore. Impossibile vedere il suolo perché nascosto da queste nuvole di petali variopinte. Il cervello ricrea il profumo delicato di ogni genere di fiore, mentre i sottili steli danzano elegantemente al soffio di un vento frizzantino…Ed è subito primavera.

La stagione della rinascita sancisce non solo nella natura, ma anche nell’animo umano, l’inizio di un nuovo ciclo, l’occasione per riprendere in mano la propria vita e renderla uno spettacolo incantevole. Naturalmente un fenomeno così straordinario, nonostante la  sua periodicità, è stato fonte di ispirazione per molti artisti, i quali sensibili alle meraviglie della vita, hanno celebrato la primavera in diversi modi.

On-Hanami. Fonte: The Post Internazionale

Dalla letteratura all’arte pittorica, fino alla musica, facendo una semplice ricerca, troviamo moltissimi riferimenti a questo periodo dell’anno, forse il più bello (a meno che non siate soggetti ad allergie!), celebrato in numerose culture del mondo.

Il poema con cui abbiamo introdotto il tema e la tela sopra raffigurata provengono chiaramente dal Giappone, un paese che si contraddistingue per il forte legame e rispetto nei confronti della natura. Fin dall’antichità, la primavera è stato uno dei momenti dell’anno più attesi dal popolo del Sol Levante, anche per la celebrazione dell’ Hanami (ovvero la fioritura dei ciliegi). Siamo abituati a vedere questi fiori fin da bambini, nei numerosi cartoni animati nipponici, dove gli adolescenti passeggiano lungo viali decorati da alberi dalle chiome rosa, in una pioggia continua di petali. L’associazione frequente tra l’adolescenza e la fioritura dei Sakura deriva dalla bellezza simbolica di questo fenomeno: i parchi ricchi di ciliegi diventano un luogo incantato quando si vestono di bianco e rosa, non c’è spettacolo che possa eguagliarlo. Ma ciò che lo rende ancor più bello, seppur malinconico, è la sua brevità. Il vento porta via velocemente i fiori, lasciando il posto a fogliame e ciliegie mature e aprendo così un’altra fase del ciclo della natura. Allo stesso modo, l’adolescenza porta con sé una spensieratezza che non tornerà più. A noi non resta che coglierne l’attimo fugace, celebrando, come i giapponesi, la primavera della vita.

Nell’arte pittorica è impossibile non pensare immediatamente alla “Primavera” di Botticelli, in cui gli elementi naturali così precisi (sono state individuate 27 varietà di piante) si mescolano alle presenze divine dei protagonisti, ma nei secoli successivi ci è stato donato molto altro. Gli impressionisti, cultori della pittura en plein air, hanno descritto la primavera da qualsiasi punto di vista, mostrando non solo l’aspetto paesaggistico, ma anche come la società contemporanea vivesse queste belle giornate. Essi ci mostrano come la città risorga dal pungente inverno, con le strade piene di carrozze e le signore che si incontrano per la passeggiata pomeridiana, mentre nelle piazze si balla. Ciò che più apprezziamo delle tele impressioniste sono i colori: vivaci o a pastello, vengono mischiati tra loro in un connubio perfetto, tanto da poter avere la sensazione che la luce cambi al muoversi delle fronde degli alberi. Quando invece si vuole fuggire alla frenesia urbana, l’ambiente bucolico è ancora la destinazione migliore per oziare, l’erba morbida accoglie le pesanti vesti delle dame e la melodia della natura fa da sottofondo alla lettura di un libro.

A proposito di melodia….. Ascoltate:

E’ come se la Terra avesse sussurrato alle orecchie di Vivaldi la sinfonia che fa da colonna sonora a questo periodo dell’anno. Sentite come nel primo movimento la vivacità cresca, così come si elevano le piante dal suolo e si formano i primi germogli sui rami; per poi assistere allo sbocciare dei fiori più belli mentre gli insetti si rincorrono lasciando scie di nettare, nel timore che giunga qualche acquazzone a spezzare i fragili petali con la sua violenza.

Se questo breve excursus non vi ha spronato a spegnere il pc o ad abbandonare i libri almeno per un’ora, allora guardate fuori dalla finestra: oggi è una bellissima giornata di primavera e a voi non resta che viverla!

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