Il dolore, ma soprattutto la paura, che negli ultimi anni sta affliggendo l’Europa ed il mondo intero in balia di folli che seguendo pseudo-ideali compiono mattanze, è purtroppo un argomento per noi quotidiano. Noi di Artwave.it, nel nostro piccolo, cercheremo di ripercorrere attraverso la storia dell’arte, le tappe di un episodio affine a questi eventi: la strage degli innocenti. Famosissimo episodio biblico dove Erode, venuto a conoscenza tramite i Re Magi della nascita di Cristo, ordina il massacro di tutti i bambini maschi allo scopo di uccidere il figlio di Dio. Un evento estremamente crudele, che ispira già nel Medioevo i più grandi artisti, da Duccio di Buoninsegna a Giotto, che in pittura cercano di esprimere questo tema forte, accennando anche a note sanguigne e lacrime nei volti delle madri disperate.

PicMonnnkey CollageStrage degli innocenti di Giotto e Duccio di Buoninsegna (da Wikipedia Commons)

Per tutto il Rinascimento questo fatto viene come accantonato, per dar spazio a temi molto più positivi, per esaltare l’uomo in tutte le sue sfaccettature, un essere creato a immagine e somiglianza di Dio. Uno dei pochi artisti rinascimentali che riprende l’episodio suddetto è Tintoretto che, nel 1582, rappresenta questo tema truculento: il furor di quel momento, lo strazio materno, attraverso un drammatico uso della prospettiva e della luce, il tutto accentuato dalle architetture sullo sfondo che si aprono verso l’infinito. Il gruppo indistinto delle madri sulla sinistra non fa altro che aumentare la teatralità del dramma in atto. Le donne in bilico sulla scalinata in alto a sinistra, invece, danno un tocco di precarietà all’immagine, pregna di toni bruni e rossastri.

Tintoretto, La strage degli innocenti, sala terrena, Scuola di S“Strage degli innocenti” di Tintoretto (da Wikipedia Commons)

La teatralità e il pathos di questa vicenda non ha potuto non allettare gli artisti barocchi, come Guido Reni, uno dei più importanti pittori di questo periodo che in uno spazio limitato ricostruisce la storia, accrescendo la confusione e l’agitazione. Attraverso la gamma cromatica luminosa, le figure si stagliano nello spazio angusto della rappresentazione, per mezzo di un ritmo compositivo ben preciso, fatto di gesti corrispondenti e contrapposti. Lo strazio nei volti delle madri disperate sono controbilanciate dai piccoli angioletti in alto a sinistra che porgono alle donne la palma, simbolo del martirio.

Guido_Reni_-_Massacre_of_the_Innocents    “Strage degli innocenti” di Guido Reni (da Wikipedia Commons)

Ultimo, solamente in ordine temporale, Nicolas Poussin, esponente della corrente classicista nel 1600. Rappresenta la scena straziante sotto un’enorme colonna scanalata a sinistra, come in una sorta di palcoscenico, racchiuso da destra da un edificio, sul quale si staglia la figura della donna disperata col figlio morto in braccio. La plasticità delle figure in primo piano pone la concentrazione dello spettatore sui gesti dei protagonisti, dal soldato che sta per avventarsi sul bambino alla madre disperata che cerca di fermarlo.

Nicolas_Poussin_-_Le_massacre_des_Innocents_-_Google_Art_Project“Strage degli innocenti” di Nicolas Poussin (da Wikipedia Commons)

L’episodio in generale, a prescindere dalle varie rappresentazioni pittoriche, richiama purtroppo i fatti a noi ben noti, dove un “Erode” dei nostri giorni in preda alla follia omicida, compie una strage. Molto spesso a pagarne le conseguenze sono cittadini innocenti che, come i bambini uccisi per ordine del re della Giudea, sono totalmente estranei ai fatti e vengono privati della vita, tutto per colpa di un odio ancora inspiegato.

 

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