A differenza di Firenze, caratterizzata da una bicromia marmorea bianca e verde e uno stile geometrizzante, Pisa è una città del tutto autonoma sotto il punto di vista artistico e fungerà da modello non solo per le città circostanti ma anche per altre regioni, ad esempio Sardegna e Puglia. L’apice dello splendore pisano arriva tra il XI e il XII secolo quando la città intraprende scambi commerciali con l’oriente arabo/bizantino: questa florida situazione economica porterà in città ingenti somme di denaro che verranno utilizzate per costruire grandi opere architettoniche. La città perciò intraprese la costruzione del cosiddetto Campo dei Miracoli, il cui progetto prevedeva la costruzione di un duomo, un battistero, una torre e un campo santo per i nobili più illustri della città.

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Così, nel 1064, per volere del vescovo Guido e delle istituzioni cittadine, la costruzione del duomo iniziò sotto le direttive dell’architetto Buscheto, celebrato come un “nuovo Dedalo”: l’artista prese spunto dalla monumentalità di San Pietro in Vaticano, ma riuscì a fondere molteplici influssi (classici, lombardi, transalpini ed orientali) che diedero un risultato omogeneo e coerente. La cupola ellittica, rivestita da una calotta di piombo, è coronata da un bulbo di gusto arabeggiante.

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A metà del XXII, alla morte di Buscheto, intervenne il secondo architetto, Rainaldo, che allungò di tre campate la navata centrale e realizzò la facciata a salienti con i famosissimi quattro ordini di loggette in stile lombardo. Inoltre Rainaldo, nella parte inferiore della facciata, riprende il tema di archi ciechi e losanghe (rombi) con il quale Buscheto aveva già decorato tutto il perimetro del duomo.

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Per quanto riguarda il Battistero, la costruzione fu iniziata nel 1153, su progetto di Diotisalvi, e fu portato a termine in periodo gotico. La struttura è circolare, su due piani, con una cupola fortemente conica. L’esterno è stato arricchito nel tempo con decorazioni in linea sia con quelle del duomo (archi ciechi e losanghe), sia in accordo col gusto personale degli scultori Nicola e Giovanni Pisano. Padre e figlio, si occuparono del ciclo di busti e statue per l’esterno del battistero ( molte delle quali sono conservate presso il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa) con espliciti richiami alle sculture gotiche francesi, con le loro figure allungate e la ritrovata monumentalità.

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La struttura più famosa del Campo dei Miracoli è indubbiamente la Torre campanaria, iniziata nel 1173, sotto le direttive di Diotisalvi o Bonanno Pisano, situata nella zona est dell’area. Arrivati al primo ordine, la struttura subì un cedimento a causa del terreno argilloso sottostante, ma proprio questa pendenza sarà l’elemento che contraddistinguerà questo simbolo italiano nel mondo. I lavori così si interruppero e ripresero poi nel XIV secolo, seguendo la linea stilistica del duomo e del battistero.

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Questo insieme di strutture, che dal Medioevo ad oggi è meta di milioni di turisti ed emblema di uno stile architettonico tutto italiano, nonostante i numerosi restauri, riesce a preservare intatta la sua bellezza, trasmettendo l’eco di una società fiorente che, nel pieno del suo splendore, mise a disposizione somme di denaro stellari per migliorare e rendere la città di Pisa unica nel mondo.

 

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