Mentre l’Uomo Vitruviano resta “incatenato” nei depositi dell’Accademia di Venezia senza che anima viva, o quasi, possa vederlo, fortunatamente diversa è la sorte di altre opere, forse meno universali del disegno leonardesco, ma ugualmente d’inestimabile valore, che riescono a lasciare l’Italia ed essere prestate a musei e istituzioni estere com’è giusto che sia.

È questo, ad esempio, il caso della Madonna della Loggia di Sandro Botticelli che, in uno scambio senza eguali, prenderà temporaneamente il posto che all’Ermitage è solitamente occupato dalla Madonna Litta di Leonardo, attualmente in mostra al Museo Poldi Pezzoli di Milano.

Venata di malinconia, seria, pensosa a prefigurarsi il destino del figlio, ma immersa nella sua bellezza, con un Gesù Bambino che tende la mano ad accarezzarle il viso, è questa la Madonna della Loggia. Dopo un lungo viaggio che dagli Uffizi l’ha portata a Vladivostok, nella parte più orientale della Russia, l’opera giungerà a novembre al Museo Ermitage di San Pietroburgo, portando con sé, per la prima volta nell’estremo oriente russo, la testimonianza dello stile di un giovane Botticelli e della straordinaria bellezza dell’arte Italiana.

Sandro Botticelli, Madonna della Loggia (1467 circa; tempera su tavola, 72 x 50 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi)

Al centro di una controversia tra critici, divisi per anni sull’effettiva paternità dell’opera, oggi la Madonna della Loggia è quasi universalmente attribuita al grande Maestro del Rinascimento.

Nella realizzazione di quest’opera, l’artista impiega un’antica iconografia bizantina nota come Glikophilousa che in greco significa “dolce amante” o “dolce bacio” (nella tradizione russa viene chiamata più spesso Eleousa o della Tenerezza), una delle rappresentazioni della Madre di Dio più emotiva e intima, di cui, nell’iconografia russa, la Madonna di Vladimir ne è l’esempio più potente.

Botticelli esprime il naturale sentimento di una madre per il figlio in una composizione che emana un senso di tenera intimità. Le due figure sono inserite all’interno di un’architettura rinascimentale aperta sul fondo, una loggia da cui il dipinto prende il titolo.

L’opera, che fa parte dei primissimi anni di carriera di un giovane Botticelli, risente dell’influenza dello stilo di Filippo Lippi, in cui il Maestro svolte il suo apprendistato di pittore dopo aver frequentato, molto giovane, la bottega di un orafo. A suggerirlo, non solo la composizione, ma anche il predominio della linea di contorno e il panneggio vibrante. Decisiva anche l’influenza del Vernocchi, l’altro grande maestro determinante nella formazione di Botticelli, da cui deriva la fisionomia del Bambino, presto abbandonata a favore di uno stile più personale.

L’opera, che in origine doveva essere inserita in una cornice a tabernacolo, era probabilmente un “colmo da camera”, cioè un tipico oggetto destinato alla devozione privata: era questa la produzione cui gli artisti in genere si dedicavano prima di ricevere commissioni più impegnative. Del dipinto, però, non sappiamo nulla sulla committenza, che è pervenuto alla Galleria degli Uffizi solo nel 1784.

Ciò che rende straordinario il lascito dell’opera di uno dei pittori più iconici ed emblematici dei Rinascimento verso la Russia, e in particolare verso l’Estremo Oriente Russo, è che in passato l’Ambasciata d’Italia a Mosca non aveva mai organizzato mostre con le eccellenze della nostra arte pittorica. Come sottolinea Pasquale Terracciano, ambasciatore italiano a Mosca, “si tratta quindi di un evento unico, dal grande valore simbolico, che risponde all’intento di portare la nostra cultura anche nelle regioni più distanti, rendendo la nostra arte più accessibile ai moltissimi amanti dell’Italia in tutta la Federazione”.

Palazzo d’Inverno, Museo Ermitage – San Pietroburgo- ph. © Anna Frabotta

Le due tappe di esposizione dell’opera, sono al centro del programma culturale del V Eastern Economic Forum di Vladivostok e del VIII Forum internazionale della Cultura di San Pietroburgo. Le mostre sono organizzate dalle Gallerie degli Uffizi, dalla Galleria Nazionale Primorye di Vladivostok, dal Museo Statale Ermitage, con MondoMostre e il supporto organizzativo di Roscongress.

Su iniziativa del Partner Generale del progetto, PAO Sberbank, anche le persone non vedenti e ipovedenti avranno accesso al capolavoro: insieme all’opera originale sarà esposta una copia tattile del quadro con l’apposita audioguida.

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