Ormai è appurato che l’Italia ha un patrimonio artistico-culturale vastissimo: su un totale di 890 luoghi simbolici in tutto il mondo, il Bel Paese ne detiene 44. Ciò non significa però che sappia come valorizzarlo al meglio e soprattutto prendersene cura. Molti tesori vengono dimenticati, lasciati in un totale stato di abbandono, pronti per crollare al suolo in un cumulo di macerie. In questo articolo Artwave porrà sotto lente d’ingrandimento tutti i più importanti siti artistici a rischio o in totale stato di degrado.

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Area inagibile per crolli a Pompei (da Wikipedia Commons)

Ad Ostia Antica, ricca di borghi, basiliche e castelli, nel 42 d.C, iniziò per volere dell’imperatore Claudio, la costruzione del porto collegato al Tevere per portare cibo e materie prime nell’Urbe. Giulio II della Rovere, invece, alla fine del Quattrocento, vi costruì il proprio castello. Molte zone però sono devastate dal fango e dalla melma, che rendono inaccessibili ai visitatori gli scorci più belli di questa antica città. Nonostante i più di 300 mila visitatori l’anno, il degrado di Ostia Antica non permette di valorizzare a pieno questo sito archeologico.

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Ostia Antica, prima e dopo (da Wikipedia Commons)

Pompei, il 26 agosto del 79 d.C, fu completamente distrutta dall’eruzione del Vesuvio che, con una coltre di gas, lava e lapilli, sommerse ogni forma di vita presente nella città. Nel 1748 la città affiorò dagli scavi archeologici e costituì una scoperta fenomenale per l’epoca: la città, esplorata tramite cunicoli e poi con scavi a cielo aperto, divenne una meta per ogni nobile che affrontava il Grand Tour, un viaggio culturale e di studio nelle maggiori città europee. Il danno più imponente in questo sito archeologico fu nel 2010, quando la Casa dei gladiatori, usata per far esercitare i guerrieri prima degli spettacoli, si sgretolò al suolo, lasciando soltanto un cumulo di macerie informi.

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Casa dei Gladiatori, com’era e com’è oggi

Un’altra grande perdita fu quando, nel 2012, un pezzo del muro del Pincio, belvedere romano dove ogni giorno migliaia di turisti si affacciano per ammirare il meraviglioso panorama, cadde al suolo, portando con sé il rivestimento del muro creato da Giuseppe Valadier nel 1826. La causa di questo cedimento? Forse la pioggia, forse la neve (?), forse la noncuranza per il nostro patrimonio artistico.

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Operaio al lavoro sotto il Pincio (da Repubblica.it)

Progettata da Luigi Vanvitelli e patrimonio dell’UNESCO dal 1997, la Reggia di Caserta, storico palazzo dei Borbone, comprende più di 1000 stanze e un esterno che si estende per più di 120 ettari, ricco fontane, di giardini all’italiana e all’inglese, che fanno di questa struttura il palazzo reale più grande del mondo. Il degrado e l’incuria hanno intaccato, però, anche questo sito: nella foto in basso infatti troviamo il giardino di fronte la facciata cosparso di bottiglie e cartacce che rovinano il meraviglioso palazzo borbonico.

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Facciata della Reggia di Caserta e viale in stato di degrado (da Wikipedia Commons e Caserta Monitor)

Negli ultimi anni però, il Ministero dei Beni Culturali e soprattutto molti enti privati hanno cercato di restaurare e valorizzare molti monumenti italiani: nel marzo 2016 è stato portata a termine la pulizia dell’esterno Colosseo e delle più importanti fontane romane. Questo sprazzo di luce in fondo al tunnel del degrado, fa sperare gli appassionati, i turisti, e soprattutto i cittadini di questa nazione che tanto ancora ha da dare al mondo sul piano artistico-culturale.

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