Volge al termine la mostra Serpenti Form a Palazzo Braschi, Roma: un progetto della Maison Bulgari di fama internazionale.

Ctonico e misterioso, il serpente è uno degli animali che più ha sollecitato l’immaginario umano. Il dualismo di fascino e timore che questi rettili esercitano su di noi, ha dato vita nel corso della storia a due interpretazioni diametralmente opposte di ciò che questo animale simboleggia: con le sue movenze sinuose, la sua capacità di mutare periodicamente la pelle, di rimanere in contatto con la terra e al tempo stesso elevarsi da essa, è emblema di seduzione, rinascita e trasformazione. Allo stesso tempo proprio per le sue movenze così sinuose, per il suo veleno e il suo sangue freddo può esser ritenuto simbolo del male. La Genesi narra che il serpente, fra tutti gli animali creati da Dio, era il più astuto, secondo l’esegesi ebraica, il più malvagio. Quando Dio mise le creature nel Giardino dell’Eden, proibendo di mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male, il serpente indusse Eva a mangiarlo cosicché quest’ultima poi portò al peccato originale anche Adamo. Bulgari ha voluto narrare – attraverso la mostra – come esso abbia stimolato molti protagonisti di spicco dell’arte contemporanea, del design, della moda, delle arti decorative e delle fotografia con uno sguardo anche al passato.

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Liz Taylor in Cleopatra

Nell’antico Egitto ritroviamo il dualismo simboleggiato da questo rettile, i serpenti si dividevano in “buoni” e “cattivi”: i primi proteggevano il cammino del defunto nell’aldilà, i secondi rappresentavano una minaccia all’ordine universale. Dai primi faraoni a Cleopatra che morì, si dice, facendosi mordere da un aspide, il serpente è fortemente presente nella cultura egizia. L’ureo rappresenta un simbolo di magnificenza e di rispetto: esso era infatti una parte del copricapo indossato dai grandi sovrani egizi ed era costituito da una statuetta che raffigurava un cobra eretto, spesso d’oro, che era posato sulla fronte di chi lo indossava, conferendogli supremazia e rispetto agli altri. Con serpi al posto dei capelli, nella mitologia greca, troviamo Medusa: una delle tre Gorgoni, con il potere di pietrificare chiunque incrociasse il suo sguardo.

 

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Armilla a corpo di serpente – Pompei, I secolo d.C.

Per gli antichi Romani invece il serpente era riconducibile, in particolare, a una divinità, Esculapio, considerato il custode della medicina. In più, ai Romani non era sfuggito il fatto che i serpenti sono esperti predatori di topi e ratti, e perciò erano soliti ospitare un serpente nelle loro abitazioni, ponendo così fine al problema della piaga dei roditori. Famose sono le armille a corpo di serpente – presenti nella mostra

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Keith Haring 1982

– della Pompei del I secolo d.C. Arrotolati ad una o più spire, resi con minuzia di particolari, con la coda e la testa dell’animale finemente cesellate, questi bracciali a corpo di serpente potevano essere molto semplici e comuni a nastro piatto o a verga tubolare, o più complessi realizzati con due robusti fili d’oro che si incrociavano formando lunghe maglie. Nei racconti popolari della Cina antica figurano due fratelli, Nüwa, una divinità femminile della creazione, e Fu Xi, uno dei tre sovrani cinesi detti “I Tre Augusti”. Entrambi vengono raffigurati come esseri ibridi, formati da un busto umano e da una coda di serpente. Secondo la tradizione Nüwa a inventò la musica e la tecnica per suonare il flauto, ma soprattutto fu lei a creare gli uomini.

 

Ancora oggi, nella nostra epoca contemporanea, la presenza di questo antico rettile come simbolo di fascino e terrore è largamente diffusa.

Snakeman 1981 Robert Mapplethorpe 1946-1989 ARTIST ROOMS Acquired jointly with the National Galleries of Scotland through The d'Offay Donation with assistance from the National Heritage Memorial Fund and the Art Fund 2008 http://www.tate.org.uk/art/work/AR00193

Snakeman, Robert Mapplethorpe 1981

Lo ritroviamo nello stemma dell’Alfa Romeo, dove un serpente coronato – quindi Re- divora un uomo. Il biscione è il logo distintivo delle aziende di Silvio Berlusconi, tra cui Mediaset. Al serpente si sono ispirate opere di artisti come Keith Haring, Niki de Saint Phalle, Alexander Calder e Joana Vasconcelos. Illustri fotografi come Robert Mapplethorpe e Helmut Newton hanno catturato nel rullino fotografico l’essenza di questo rettile. E per ultimo ma non certo per importanza, Bulgari. L’azienda nasce a Roma nel 1884 con un piccolo negozio in via Sistina dall’argentiere greco Sotirio Bulgari.

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Bulgari Heritage Collection

Nel 1905 il punto vendita si sposa a Via Condotti. Le lavorazioni in argento di Sotirio Bulgari – influenzate in quegli anni dall’Art Deco- riscuotono ben presto un grande successo attirando turisti e la clientela locale della Capitale. Durante gli anni Quaranta la produzione, dopo esser passata nelle mani dei figli Giorgio e Costantino, è oggetto di profondi cambiamenti. I gioielli vengono realizzati in oro con un utilizzo parsimonioso (dovuto alle ristrettezze economiche della Seconda Guerra Mondiale) di pietre preziose. Le rigide linee geometriche lasciano il posto a tratti più morbidi e d’ispirazione naturalistica.
Sul finire degli anni Quaranta, Bulgari lancia inoltre gli orologi-bracciale a serpente. I primi esemplari ispirati al motivo destinato a divenire una delle icone più celebri del marchio. I serpenti sono estremamente stilizzati, con spirali in Tubogas o in maglia intrecciata d’oro che si avvolgono intorno al polso.

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Bulgari Heritage Collection

Negli anni ’50 e ’60 Bulgari ha ormai acquisito uno stile riconoscibile che spicca fra i marchi di gioielleria di tutto il mondo. Il periodo coincide con l’epoca della Dolce Vita e di Hollywood a Roma: le star del cinema italiano ed internazionale scoprono e si innamorano di Bulgari. “L’unica parola che Liz Taylor conosce in italiano è Bulgari”, disse un giorno Richard Burton.

Bulgari rivoluziona il concetto stesso di gioiello concependo creazioni sofisticate ma allo stesso tempo altamente indossabili, perfette per essere sfoggiate in ogni momento della giornata. Ed è proprio il serpente
che oggi Bulgari ha voluto omaggiare con la mostra Serpenti Form ( 10 marzo – 10 aprile 2016): un trionfo di forme sinuose e materiali preziosi. Arte, gioielleria e design in un unico percorso reso ancora più suggestivo grazie all’uso di proiezioni di serpi sulle mura dell’antico Palazzo Braschi e dalle note accattivanti degli Efterklang.
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To celebrate the opening of new boutique in the exclusive French ski resort of Courchevel 1850, Bulgari is putting on sale a one-of-a-kind gray gold Serpenti necklace studded with more than 74 carats of diamonds.

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