di Flavia Giordano

Roma, capitale d’Italia, prestigiosa e magica città, viene definita da Artribune come la capitale europea della street-art. La quantità e la qualità delle opere d’arte, la loro dislocazione tra centro e periferia, la produzione legale e pianificata sono i punti di forza di questo nuovo “movimento artistico” che negli ultimi anni sta spopolando nella capitale.

La street-art rappresenta una nuova forma d’arte contemporanea nata sulla strada e dalla strada. Sin dal principio è stata fraintesa ed emarginata, oggetto di numerose polemiche volte a denunciare e impedire il manifestarsi quest’espressione artistica che si esprimeva attraverso vere e proprie opere d’arte a cielo aperto: i “murales”, considerati per molto tempo come atti vandalici che andavano a distruggere muri immacolati e palazzine appena costruite.

Gli artisti, che di conseguenza si sono sentiti attribuire l’appellativo di “vandali”, hanno iniziato a comportarsi come tali compiendo atti di ribellione. Treni, case, muri e monumenti storici diventarono le tele perfette per questi giovani talenti incompresi.

Un’arte periferica, nata nei quartieri popolari, che racchiude in sé espressioni di denuncia sociale e di protesta che negli ultimi anni sta spopolando, valorizzando e riqualificando i quartieri romani ai margini del centro storico, caduti nel degrado e nelle mani di nessuno.

Finalmente la street-art diventa legale e grazie alla collaborazione di associazioni culturali e dell’amministrazioni è stato possibile restituire dignità e nuova vita a queste zone, inizialmente considerate i punti deboli della città, che ora acquistano colore conquistano prestigio, diventando vere e proprie attrazioni turistiche.

Roma pullula di street-art, tanto che nel 2015 Artribune, assieme a Toyota, hanno ideato e creato “Street Art Roma”, un’applicazione per smartphone che fornisce una mappatura e una guida completa di tutti i murales della capitale. Un progetto per turisti, residenti, appassionati d’arte e fotografi che vogliono andare alla scoperta di una Roma alternativa, non banale.

Se vi state chiedendo dove andare per vedere, vivere e magari fotografare queste attrazioni, ecco alcuni dei posti dove potrete osservare con i vostri occhi la vera essenza della street-art, lasciandovi travolgere da un’atmosfera a dir poco surreale:

 

OSTIENSE

Ostiense, nata come zona industriale e periferica di Roma è stata la culla del progetto “Ostiense District”, che ha donato nuova vita alle vie di questo quartiere cadute in uno stato di abbandono. Grazie alla partecipazione e alla collaborazione di numerosi artisti di fama mondiale, via Ostiense, via del Gazometro, via del Porto Fluviale e altre vie laterali e limitrofe si sono animate, con l’obiettivo di trasmettere forti emozioni e non passare inosservate agli occhi dei passanti.

Una delle opere di maggior successo in questa zona è sicuramente quella di Blu, un’artista italiano dai tratti anticapitalistici, che ha fatto di un ex magazzino militare un arcobaleno dai mille colori. L’edificio è ora una casa occupata e quei volti colorati dipinti sulle pareti esterne sembrano esser stati realizzati quasi come un messaggio d’accoglienza per i più bisognosi.

 

TESTACCIO

Roa, “Jumping wolf” – Fonte: 999contemporary.com

Non molto distante da Ostiense il quartiere “Testaccio” ospita grandi e imponenti opere di street-art di tutto rispetto. Il fiore all’occhiello di quest’area che circonda la citta dell’Altra Economia è sicuramente il murale creato dall’artista ROA in via Galvani. L’opera intitolata “Jumping Wolf”, rappresenta una rivisitazione della lupa capitolina dipinta in bianco in nero, tratto distintivo dell’artista belga. L’opera, che riveste l’intero lato di un edificio abitato, è stata il bersaglio di numerose critiche, perché somigliante ad un “lupo qualsiasi” feroce e rabbioso e non alla mitologica e maestosa lupa capitolina simbolo e stemma di Roma.

 

TOR MARANCIA

Seth (FR), “Il bambino redentore” – Fonte: ernestocinquenove.com

Considerato il quartiere più colorato di Roma, nel 2015 è stato al centro di una rivoluzione culturale che ha portato alla riqualifica urbana di questa zona. Grazie al progetto “Big City Life” venti artisti internazionali, in settanta giorni di lavoro e con ben 22 murales monumentali, hanno dipinto con colori vivaci le undici palazzine in Via di Tor Marancia 63.

Il grigiore e la monotonia del comprensorio hanno fatto spazio e lasciato via libera a forme e simboli che hanno reso le facciate di queste case sgargianti, in grado di stupire e meravigliare i passanti.

“Il peso della storia”, “Il Bambino Redentore”, “Spettacolo, rinnovamento, maturità” e “Santa Maria di Shangai” sono solo alcune delle opere d’arte che restituiscono la parola ad un quartiere per troppo tempo costretto al silenzio e ora desideroso di far sentire la sua voce.

 

TRULLO

Uno dei murales realizzati dai “Poeti der Trullo” – Fonte: poeti-der-trullo.devianart.com

la borgata del Trullo, grigia e degradante, ha recentemente riacquistato vitalità grazie all’incursione violenta e decisa dei metro-romantici “Poeti der Trullo”. Con i loro versi in romano raccontano e narrano una Roma periferica dove la vita è dura e gli amici e la famiglia sono i soli punti di riferimento per non cadere e cedere alle tentazioni che la strada offre.

In questo quartiere la street-art incontra la poesia di strada e gli spazi urbani si arricchiscono di immagini colorate e versi motivazionali e poetici. L’aria che si respira per le vie di questa periferia è idilliaca e allo stesso tempo straziante, si percepisce a pieno la forza di volontà, il desiderio di riscatto dei giovani ragazzi che non vogliono abbandonare le loro radici.

J.M. Basquiat, Fallen Angel – Fonte: artslife.com

La street-art non è sempre capita e accettata, la sua vera natura, la sua vera essenza passa spesso inosservata. Ci si ferma all’apparenza, non se ne percepisce lo spirito. Sono limiti della mente che vedono un murale, opera d’arte a cielo aperto, come uno “scarabocchio”, come un qualcosa volto a nuocere l’integrità delle cose. I Writer, gli artisti vogliono essere ascoltati, urlano e rivendicano la loro liberta, vogliono trasmettere i propri pensieri. La street-art non è roba da poco, non è arte banale. Bansky, Obey, Basquiat sono solo alcuni dei numerosi artisti di fama mondiale che con le loro opere hanno contribuito a dare prestigio a questo movimento artistico. Proprio in questi giorni le opere del writer statunitense Jean-Michel Basquiat si trovano in mostra a Francoforte. Fino al 27 maggio sarà possibile ammirare i dipinti, i disegni, i quaderni di quest’artista che ha fatto della propria passione uno stile di vita.

 

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