La casa editrice Skira pubblica il volume Cuaderno C di Francisco Goya, in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid. E’ già disponibile nelle librerie questa riproduzione fedele ed integrale dello straordinario, Sketchbook dell’artista spagnolo, speciale perché pervenuto quasi intero.

Copertina del Volume “Cuarderno C” raccolta di disegni di Francisco Goya, riproduzione della Casa Editrice Skira. Fonte: @skira .net

Francisco Goya durante la sua prolifica attività di pittore, non si limita mai ad una sola tecnica artistica e tutte le sue opere sono sempre indagate da attenti studi, disegni, stampe e litografie, accompagnate da note a margine e didascalie. I disegni sono sempre numerati, molti di essi vanno infatti “letti” in ordine cronologico e consequenziale per esser meglio apprezzati. Per la conoscenza di questo sorprendente artista sono fondamentali i suoi quaderni di schizzi estemporanei e caricature che completano la comprensione di un pittore estremamente moderno e rivoluzionario.

UNA MOSTRA AL PRADO HA CELEBRATO I DISEGNI DI FRANCISCO GOYA

Lo scorso novembre, per celebrare due secoli di attività, il Museo del Prado aveva inaugurato una mostra interamente dedicata ai disegni di Francisco Goya. Più di trecento disegni provenienti da tutti i suoi sketchbook erano in mostra, con un’attenta selezione operata dal curatore José Manuel Matilla, custode e studioso del dipartimento disegni e stampe del Prado.  Artwave aveva recensito per voi la mostra Goya. Disegni. Solo la voluntad me sobra”,  dove fra le opere esposte vi erano anche disegni appartenenti al “Cuaderno C“. Questa raccolta è la più significativa, poiché lo sguardo dell’artista è volto a documentare anni difficili della storia spagnola, la Guerra d’Indipendenza, gli anni dell’Inquisizione. In questa raccolta l’artista, a differenza degli altri quaderni, non disegna caricature, ma documenta i momenti difficili, di povertà e miseria del popolo spagnolo. Contestualmente alla mostra di fine 2019, il Dipartimento dei Disegni del Prado, aveva avviato una collaborazione con la Casa Editrice Skira per la produzione di un volume con fedeli riproduzione dei disegni di Goya della raccolta denominata “Cuaderno C“, accompagnato da un saggio esplicativo in diverse lingue, tra cui l’italiano, di José Manuel Matilla.

I NOVE SKETCHBOOKS DI FRANCISCO GOYA 

Dei nove quaderni esistenti, solo il cosiddetto Quaderno italiano, composto durante il viaggio che Goya fece in Italia tra il 1771 e il 1772, è rimasto intatto e con la rilegatura originale. Gli altri, noti in ordine alfabetico o con i nomi attribuiti dagli storici – Quaderno di Sanlúcar [A], Quaderno di Madrid [B], Quaderno C, Quaderno di vecchie e streghe [D], Quaderno dai margini neri [E], Quaderno F e Quaderni di Bordeaux [G e H] –, vennero smembrati dopo la morte di Goya, riorganizzati in tre album spuri dal figlio Javier e venduti separatamente dal nipote Mariano nel 1859. In seguito ad aste e compravendite, i fogli finirono quindi dispersi in varie collezioni pubbliche e private d’Europa e d’America.

IL DESTINO DEL “CUADERNO C”

Fa eccezione il “Cuaderno C” poiché, nel 1866, Ramón Garreta y Huerta vendette al Museo de la Trinidad tre dipinti di Goya e un album contenente 186 disegni fra cui 120 disegni appartenenti al Quaderno C. Nel 1872, a seguito della fusione del Museo de la Trinidad con quello del Prado, tali opere passarono a quest’ultimo dove, alla fine dell’Ottocento, vennero esposte.

La raccolta era originariamente composto da almeno 133 fogli, come da numero riportato sull’ultimo disegno a noi noto. Quindi al Prado mancano almeno tredici disegni. Conosciamo solo la collocazione di cinque disegni ripartiti tra l’Hispanic Society of America (fogli 71 e 128), il British Museum (foglio 88), The Paul Getty Museum (foglio 78) e una collezione privata (foglio 11), mentre gli altri otto sono ad oggi ignoti.

LA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’ DRAMMATICA

I disegni originali di Goya furono realizzati su fogli molto sottili, sono lavorati solo sul recto, ma è possibile vedere i tratti del pittore anche sul verso, ed è interessante osservarlo per cogliere ogni sfumatura, grazie all’intensità degli inchiostri che si fondono con il tratto del carboncino. L’artista abbandona il tratto caricaturale ed eccessivamente onirico fantasioso, che appartiene alle altre raccolte, e si concentra sulla rappresentazione apparentemente realistica della figura umana. Dal foglio 59 in poi, sostituisce all’inchiostro di nerofumo quello ferrogallico, più caldo, e in parallelo al cambiamento dei temi accentua l’oscurità delle composizioni e raffigura scene sempre più drammatiche.

LA PARTECIPAZIONE EMOTIVA VERSO IL MONDO DEGLI EMARGINATI

Il Cuaderno C, realizzato fra il 1814 e il 1823, contiene gli schizzi ispirati a personaggi o eventi osservati nelle strade e nelle campagne desolate di una Spagna devastata dalla Guerra d’Indipendenza. Vi sono però anche scene allegoriche, frutto dell’immaginazione di Goya. L’artista rappresenta poveri, storpi, pazzi, deformi, figure ai margini della società. Vi sono però anche esseri scaturiti dalle visioni dell’artista, dai suoi incubi. Segue una grande e straordinaria sequenza di fogli raffiguranti scene di carcere e individui crudelmente castigati dall’Inquisizione. Il successivo gruppo di disegni mostra le conseguenze del processo di alienazione dei beni ecclesiastici avviato nel 1812. Tale processo condusse alla chiusura di numerosi monasteri. Ciò costrinse frati e suore a vivere miseramente, lontano dalla sicurezza dei conventi. Accanto a questi ultimi, vari disegni esaltano la libertà, la ragione e la giustizia.

Francisco Goya, Cuaderno C, disegno n. 105. Fonte: @Skira.net

UNA RACCOLTA DI DISEGNI COME UN DIARIO GRAFICO DELLA MEMORIA

Questo sketchbook potrebbe essere considerato una sorta di diario grafico in cui Goya documenta la realtà e denuncia le ingiustizie. D’altronde egli stesso, molto anziano, versava in condizioni economiche e di salute alquanto precarie. La pietas che pervade questi fogli è forse espressione della sofferenza personale dell’artista, il pessimismo traspare dai suoi disegni. Ne sono una riprova le didascalie di pugno dell’autore, che spesso fungono da titolo o da commento alle varie immagini. Esse sono rivelatrici, poiché il doppio senso su cui giocano, invita a riflettere sulla loro reale intenzione, non possono essere disgiunte. Skira ce le ripropone con questo volume. Sfogliare le sue pagine,  osservare ogni disegno con trasporto emotivo, è un piacere. Queste riproduzioni ci fanno viaggiare con la mente, in punta di dita, verso un mondo lontano. Ritroviamo l’anima ironica, ma sensibilissima, di uno straordinario artista.

 

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