A inizio Novecento, i conflitti di classe​, la seconda rivoluzione industriale ed il rafforzamento dei movimenti nazionalistici​, furono solo alcuni dei fenomeni che portarono alla crisi dei valori sui quali le società del XIX secolo si erano fondate. In questo clima di generale sconvolgimento, si fecero strada correnti di pensiero che mettevano in luce l’impossibilità di raggiungere una verità assoluta e oggettiva, lasciando spazio alla dimensione istintiva e soggettiva dell’essere umano. Figure centrali furono, a tal proposito, lo psicologo Sigmund Freud​, il filosofo Friedrich Nietzsche, lo studioso Henri Bergson​, e lo scienziato Albert Einstein​.

I nuovi fenomeni artistici 

Lo scoppio della Grande Guerra nel 1914, con l’irrazionalità degli eventi che portò con sé, fece crollare definitivamente la fede nella ragione e nell’umanità stessa. Ciò, ovviamente, diede vita ad una chiara risposta anche in ambito artistico​. Nelle correnti ​di inizio secolo, che presero il nome di Avanguardie storiche, la figura umana andò così deformandosi, fino a diventare linea e colore, per poi svanire quasi del tutto.

Fu in questo periodo che diversi artisti, sempre più inclini ad un totale distacco dalla rappresentazione realistica, cominciarono ad indagare altre dimensioni, fatte di alterazioni dei concetti di spazio e tempo​, di ritmo​, di movimento ​e di visioni soggettive​. E quale mezzo migliore per arricchire il vocabolario espressivo degli artisti, se non la musica​? I confini tra un linguaggio artistico e l’altro divennero sempre più labili: non furono rari i casi in cui lo stesso artista si dedicò ad entrambe le forme d’arte.

In Italia 

Luigi Russolo, La musica​, 1911, olio su tela, 220 x 140 cm, Londra, Estorick Collection of Modern Italian Art (fonte: Wikimedia Commons)

Nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il Manifesto del Futurismo. I futuristi, con l’intento di celebrare la guerra, il progresso scientifico e tecnologico, la velocità e il dinamismo, si opposero con decisione alla cultura del passato. Il desiderio di rinnovamento generale portò successivamente alla pubblicazione di altri manifesti, tra cui il Manifesto dei pittori futuristi (1910) ed il Manifesto tecnico della musica futurista (1911). In pittura svilupparono nuove tecniche per rappresentare il rapporto tra il moto e la dimensione temporale, avvalendosi di espedienti quali l’iterazione​, ovvero la ripetizione di un elemento o di un movimento, e le visioni simultanee​ dello stesso soggetto.

Tra gli esponenti del Futurismo, Luigi Russolo fu sicuramente uno degli artisti più innovativi. Alla sua iniziale dedizione alla pittura, seguirono e prevalse il suo interesse per la musica, tanto da essere considerato uno dei musicisti futuristi più importanti. Tra i vari manifesti pubblicati, egli ne scrisse uno intitolato L’arte dei rumori (1916), e promosse l’invenzione di nuovi strumenti musicali chiamati “intonarumori”, con i quali l’artista stesso tenne svariati concerti.

 

In Germania 

Vasilij Kandinskij, Composizione VI​, 1913, olio su tela, 195 x 300 cm, San Pietroburgo, Ermitage (fonte: Wikimedia Commons)

Negli stessi anni si diffuse in Germania la corrente artistica dell’espressionismo​, inaugurata nel 1905 dal gruppo Die Brücke (Il Ponte) e diffusasi poi in gran parte d’Europa. Nel 1911, il pittore russo Vasilij Kandinskij(1866 – 1944) ed il pittore tedesco Franz Marc, fondarono Der Blaue Reiter (Il Cavaliere azzurro), gruppo di cui entrò a far parte anche il musicista viennese Arnold Schönberg. Quest’ultimo strinse presto con Kandinskij un forte legame di amicizia,fondato sulla comune ricerca di un’arte priva di schemi e lontana dalla tradizione accademica.

Kandinskij, ispirato dalla ricerca dell’amico e desideroso di “catturare il suono interiore degli elementi”, realizzò una serie di dipinti intitolati Composizione, avvicinandosi all’astrattismo. Egli, con il suo linguaggio fatto di tonalità brillanti e forme astratte, fu così in grado di rappresentare su tela gli elementi propri di una vera a propria composizione musicale​.

 

In Francia 

Henri Matisse, La musica​, 1910 olio su tela 260 x 389 cm, San Pietroburgo, Ermitage (fonte: cultura.biografieonline.it)

La corrente dell’espressionismo fu rappresentata in Francia da alcuni artisti definiti, in modo dispregiativo, fauves (belve), per la violenza e l’intensità dei contrasti cromatici impiegati nelle loro opere d’arte. Henri Matisse(1869 – 1954) fu tra i maggiori esponenti di questo gruppo. Dopo una fase di iniziale allontanamento dalla rappresentazione descrittiva, Matisse si avvicinò maggiormente a visioni tendenti all’astrazione, come nel caso delle celebri opere La danza e La musica. 

Nel secondo dipinto, in particolare, egli raggiunse la quasi totale bidimensionalità, indagando sempre più a fondo le potenzialità ritmiche e dinamiche della linea​. La scelta dei colori accesi, che creano dei contrasti cromatici senza precedenti, e le pennellate larghe sono in grado di rendere l’immagine musicale, movimentata e sospesa al tempo stesso.

​Henri Matisse, Icaro​, 1947, papier découpé (fonte: mattiadevito.blogspot.com)

Nel 1933 il pittore, il quale ammirava non solo Bach, ma anche i musicisti a lui contemporanei, ebbe modo di incontrare il compositore americano George Gershwin​. Nonostante il già radicato interesse di Matisse per il jazz, egli lo introdusse ulteriormente a questo genere musicale. L’artista conobbe così la musica di alcuni dei più noti jazzisti dell’epoca, tra cui Louis Armstrong​ e Billie Holiday​.

Jazz è ritmo e significato”,queste le parole con cui Matisse si espresse per definire il sound a cui, nel 1947, dedicò un libro dall’omonimo titolo. Questo, composto da tavole dallo “sfondo sonoro” realizzate con una particolare tecnica di decoupage​, fu una delle ultime opere dell’artista, eseguita all’insegna dell’essenzialità​, dei colori luminosi​, del ritmo​ e dell’improvvisazione​.

In America 

Stuart Davis, Paesaggio Swing​, 1938, olio su tela, 220 x 439, Bloomington (Indiana), University Museum of Art (fonte: www.ft.com)

Oltreoceano, durante i primi anni del ‘900, la scena musicale fu caratterizzata da un’influenza tra vari stili​. Gli USA divennero il luogo in cui i tanti compositori europei, costretti a trasferirsi per ragioni politiche, furono accolti, e qui l’incontro tra le diverse sonorità del jazz ed i pittori americani dell’epoca, diede vita a numerose espressioni pittoriche. Tra questi, Stuart Davis ​(1892 – 1964), grande ammiratore di Matisse, riuscì a comunicare la ritmicità e lo spirito del jazz per mezzo del frenetico intrecciarsi degli elementi e dei colori ​protagonisti del celebre dipinto murale Paesaggio Swing.

Piet Mondrian, Broadway Boogie – Woogie​, 1942-43, olio su tela, 127 x127 cm, New York, Museum of Modern Art (fonte: Wikimedia Commons)

Negli stessi anni, il pittore olandese Piet Mondrian(1872 – 1944) fu costretto a fuggire dalla guerra, lasciando l’Europa per recarsi a New York. Egli rimase così colpito dalla dinamicità della città americana che, seppur quasi settantenne, non smise di frequentarne la vita notturna per lasciarsi incantare dai più svariati generi musicali. Con Broadway Boogie – Woogie, Mondrian fu in grado di rendere omaggio all’affascinante ritmo di questo nuovo genere musicale e alla vivacità della vita newyorkese​, celebrando in un’unica tela il traffico cittadino​, le luci di Broadway​ ed il suo ritmo incalzante​.

© riproduzione riservata