Molti palazzi europei hanno ospitato nel corso dei secoli artisti di ogni genere che, in cambio di opere sublimi che avrebbero portato in auge la corte in cui si trovavano, venivano protetti dal signore, dal re, o dal comune in cui soggiornavano. Non solo: i mecenati, commissionavano, oltre a quadri e statue, anche la decorazione interna del proprio palazzo, per avere con sé una testimonianza eterna del passaggio di quel determinato pittore o scultore nella loro dimora. Analizziamo dunque alcuni dei palazzi europei, entrando nei luoghi più belli e riccamente decorati che hanno ospitato nei secoli comizi, assemblee e feste, come suggerisce il titolo.

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Partendo cronologicamente, il Palazzo Pubblico di Siena fu progettato nel 1288, ma iniziato nel 1297, per volere del Governo dei Nove. La struttura, tripartita, è composta dal blocco centrale più alto e più antico e due minori ai lati; il tutto all’ombra di un altissimo campanile. All’interno, in cui i vari organismi del governo risiedevano, troviamo molti cicli di affreschi attribuibili a personalità quali Duccio di Buoninsegna, Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini. Lo stile è prettamente medievale, i soggetti sono molto spesso allegorie di virtù cittadine, battaglie o maestà con Vergine in Trono.

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Pochi anni dopo, nel 1299, sotto le direttive di Arnolfo di Cambio, che aveva già realizzato la facciata di Santa Maria del Fiore, venne edificato Palazzo Vecchio, per dare ai magistrati fiorentini una sede in cui riunirsi. Successivamente, Cosimo I de’ Medici, ne fece la residenze ufficiale della sua famiglia. Ha ospitato personalità artistiche di ogni genere, e conserva (assieme alla Galleria degli Uffizi e nella Loggia dei Lanzi) capolavori assoluti della storia dell’arte: dalla Primavera di Botticelli, al Ratto di Proserpina di Giambologna e molte altre. All’interno di Palazzo Vecchio (appellativo dato dopo aver scelto Palazzo Pitti come nuova residenza) ci sarebbero dovuti essere due affreschi: uno di Leonardo, la Battaglia di Anghiari, e uno di Michelangelo, la Battaglia di Cascina. Leonardo, però, dopo vari disguidi con la corte, non terminò mai la sua opera; quella di Michelangelo invece fu distrutta nei restauri cinquecenteschi.

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Spostandoci in Francia rinascimentale, sotto la corte di Francesco I, troviamo il castello di Fontainebleau, dove collaborarono per volere del re moltissimi artisti italiani, come Rosso Fiorentino e Primaticcio. Le decorazioni sono perlopiù allegorie. Frutti, ghirlande e foglie, che danno un gusto raffinato e prezioso all’ambiente. Successivamente venne chiamato anche l’orafo Benvenuto Cellini che realizzò la famosa Saliera d’Oro, capolavoro del manierismo nonostante le sue esigue dimensioni, oggi conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

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Il castello per eccellenza, dove feste, lusso ed eccessi erano all’ordine del giorno è senza dubbio quello di Versailles. Luigi XIV vi ci trasferì la famiglia reale per allontanarsi dal caos parigino. Trecentosessantaquatro appartamenti nelle ali a sud e a nord, nel corpo centrale invece sale da ballo e appartamenti reali. Una delle sale più importanti è la Sala degli Specchi, un corridoio in cui il gioco di luci riflesse in questi ultimi, dona un bagliore straordinario all’ambiente. All’interno troviamo sculture e opere famosissime: una di queste è il busto di Luigi XIV realizzato da Bernini, uno dei tanti capolavori dello scultore barocco. L’immenso parco frontale era utilizzato sia per lunghe passeggiate, che per battute di caccia da parte della famiglia reale e dei suoi ospiti.

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Che siano o no mecenati, i sovrani d’Europa hanno lasciato la storia e la gloria della loro famiglia in queste residenze. Artisti, italiani e non, hanno contribuito a renderle ancora più maestose agli occhi dei loro committenti, con affreschi e gruppi scultorei di immensa bellezza.

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