Cogliere l’attimo, il riverbero della luce sugli oggetti in un preciso momento con pennellate veloci, pastose, rapide e non mescolate. Magari all’aria aperta, in un ambiente che riesca a far cogliere al pittore l’istante dell’impressione visiva. Da qui nasce il nome di questo movimento artistico, Impressionismo appunto, nato in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, una corrente artistica che mirava a far passare in secondo piano il soggetto e a concentrarsi sul paesaggio e sulle cromie realizzate dalla luce in un preciso istante. Nell’opera qui in basso di Henri Fantin Latour, troviamo ritratti quasi tutti i più importanti impressionisti di quel tempo, appunto Monet, Manet, Renoir e molti altri.

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“L’atelier delle Batignolles” di Henri Fantin Latour (da Wikipedia Commons)

Edouar Manet fu un maestro per gli impressionisti, cercò di rinnovare la pittura, rimanendo sempre nel contesto classico ed ispirandosi ai grandi maestri del Rinascimento veneto. Un chiaro riferimento a Tiziano lo troviamo nella celeberrima opera “Olympia” del 1863, che creò non poco scalpore per le “volgari” bianche carni nude della giovane prostituta nell’atto di mostrarsi al cliente. Il dipinto è basato tutto sul gioco cromatico bianco/nero e ricco di simboli. Il bouquet di fiori al centro della composizione è dipinto con pennellate rapide, con colori puri e corposi, secondo i modi dell’Impressionismo.

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“Olympia” di Edouard Manet (da Wikipedia Commons)

Se in Manet la linea di contorno era ancora presente, con Monet troviamo la vera innovazione: con la pittura en plein air, all’aria aperta appunto, il pittore riesce così a cogliere ogni effetto che la luce crea sugli oggetti e sul paesaggio. Famosissime sono le serie di dipinti dei Covoni e delle molteplici vedute della Cattedrale di Rouen da lui dipinte in varie momenti della giornata e nelle varie stagioni dell’anno. Ma intorno al 1890 Monet realizzò una sessantina di quadri dipingendo ninfee, il suo soggetto preferito: i piccoli e vibranti tocchi di colore, depositati con pazienza, fanno sì che il soggetto non sia altro che un’espressione di luce ed atmosfera.

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“Ninfee” di Claude Monet

“Il pittore della gioia di vivere”. Così fu denominato Renoir dai suoi contemporanei, che videro nel suo superbo uso del colore l’esemplificazione della visione delle vita lieta, della vivacità della quotidianità parigina. Nella sua opera più famosa, “Ballo al Moulin de la Galette” troviamo una sala da ballo, coperta da un soffitto di fronde, che lascia però penetrare dei spiragli di luce che vengono colti dal pittore come delle macchie luminose sui soggetti. Il colore vibrante riflette ciò che il pittore davvero coglie in quel momento: luci, ombre e movimento sono resi con grande maestria. La critica si mosse contro il pavimento su cui poggiano i ballerini, definendolo come “un terreno simile a nuvole violacee che oscurano il cielo in un giorno tempestoso”.

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“Ballo al Moulin de la Galette” di Pierre-Auguste Renoir

Influenzato ed interessato alle stampe giapponesi, alla fotografia e soprattutto alla danza, Edgar Degas semplificò i mezzi espressivi per guardare la realtà, mantenendosi però sempre su una costruzione solida e geometrica. La danza per lui rappresentava il modo per analizzare un nuovo tipo di movimento: non più libero e spontaneo, ma basato su leggi precise e rigorose. Il soggetto spesso decentrato, serviva a restituire la visione come d’improvviso, come se la scena fosse stata osservata per caso con uno sguardo. Degas inoltre fu uno dei pochi impressionisti che rifiutò di dipingere en plein air.

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“Ballerina sulla scena” di Edgar Degas

In molti hanno aspramente criticato questo movimento artistico, definendo appunto questi quadri “solo impressioni”, a differenza del crudo realismo rappresentato dalla generazione precedente. Un mondo tra il sospeso e l’idilliaco è invece quello reso dagli impressionisti, colto in un momento fugace, durante un ballo o una bevuta in uno dei tanti caffè di Parigi magari. Un mondo accarezzato dalla luce, che ne modifica i colori da un momento all’altro, riuscendo a creare forme e cromie sempre nuove, pronte ad essere captate da questi grandi maestri.