Protagonista di contese tra popoli e civiltà che ne bramavano il predominio fu la bellissima Palermo, capoluogo siciliano. La città “tutto-porto”, tanto agognata poiché fulcrum commerciale e culturale fra Occidente e Oriente, fu fondata nel VII secolo a.C. dai Punici; in un secondo momento si insediarono i romani denominandola “Panormos”. La città subì una miriade di invasioni barbariche che si conclusero con l’insediamento bizantino, che diffuse il cristianesimo nella penisola. E’ nell’827 che inizia la penetrazione islamica, proveniente dall’Ifriquia, attuale Tunisia, particolare importante su cui ci soffermero in seguito. Nel 1061 avvenne l’invasione normanna.

L’arte che si è sviluppata a Palermo (XI-XII secolo) non è espressione di una cultura sincretica tra l’arte musulmana e quella normanna, ma di una cultura pienamente matura e autonoma stigmatizzata da una matrice culturale dominante che è in primis quella musulmana. Infatti, sarebbe il caso di parlare di arte in Sicilia prodotta in età normanna. Ecco perché Palermo vanta di una ricchezza culturale composta, apparentemente, da un pastiche di stili. In tal senso, troviamo ampie testimonianze figurative che vanno da resti di mura puniche fino ad arrivare a ville in stile liberty, passando a luoghi di culto in stile bizantino e “arabo-normanno” fino a giungere ad architetture gotiche e basiliche barocche, a teatri neoclassici e palazzi razionalisti.

Il 3 luglio 2015, il World Heritage Commitee ha deciso di iscrivere nella World Heritage List le ricchezze palermitane e le Cattedrali di Monreale e Cefalù, proclamandole, così, patrimonio dell’UNESCO. A presiedere la cerimonia fu il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 28 ottobre 2016.
L’iter “arabo-normanno” palermitano dichiarato dall’UNESCO è costituito da:

  • Palazzo Reale o dei Normanni
  • Cappella Palatina
  •  Cattedrale  Chiesa di San Giovanni degli Eremiti
  •  Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana
  •   Chiesa di San Cataldo
  •   Castello della Zisa
  •   Ponte dell’Ammiraglio

A Monreale il Duomo e il Chiostro mentre a Cefalù la Cattedrale.

Analizziamo alcuni di questi monumenti, previa una doverosa premessa.
Se si vuole proprio scendere nel dettaglio, qui si sta parlando di un’arte precisamente musulmana piuttosto che “araba”, dettata dalla provenienza geografica della civiltà che conquistò Palermo (Ifriquia, quindi Maghreb e non Arabia Saudita); pertanto, l’appellativo “arabo-normanno” è improprio, dal punto di vista geografico e di conseguenza artistico.

Il Palazzo dei Normanni è l’attuale sede dell’Assemblea regionale italiana, ex sede imperiale di Federico II e Corrado IV. L’architettura prettamente normanna del palazzo la si può riscontrare nell’utilizzo di archi a tutto sesto. Era costituito da quattro torri normanne di cui solo due rimaste originarie (torre Pisana e torre Joaria) di forma quadrangolare. Le sale sono collegate alla cosiddetta cripta da due scale laterali. Inoltre, vi sono due cortili interni con colonnati: il cortile Maqueda con tre loggiati, dove si affaccia al primo piano la cappella Palatina, e il cortile della fontana.

Palazzo dei Normanni Photo credit: Franco Cosimo Panini

Palazzo dei Normanni
Photo credit: Franco Cosimo Panini

La sontuosa cappella Palatina è una basilica a tre navate, dedicata a San Pietro apostolo; si trova all’interno del complesso architettonico del Palazzo dei Normanni. E’ un unicum decorativo- strutturale nell’individuare la dimensione identitaria della Sicilia del XII secolo; definita da Guy de Maupassant la «chiesa più bella del mondo». L’influsso musulmano è evidente per la pianta quadrata con sviluppo cubico delimitata da quattro archi ogivali e coperta da una cupola emisferica, tipica della qubba musulmana, la quale a sua volta si ispira alla dorka egiziana. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate da preziosissimi mosaici bizantini, raffiguranti il Cristo Pantocratore benedicente. I mosaici sono formati da due lastre di vetro tra le quali si trova uno strato sottilissimo d’oro, metaforicamente assimilabile alla Parola di Dio, degna di essere rappresentata per mezzo di un materiale brillante, quale sia l’oro. E’ qui presente una sincresia di stili e lavori tra musulmani e bizantini.

Mosaico bizantino di Cristo Pantocrator Fonte: goart.it

Mosaico bizantino di Cristo Pantocrator
Fonte: goart.it

Esemplare è il soffitto della Palatina, opera della migliore carpenteria musulmana.
Interamente in legno, scavato ad alveoli e stelle a otto punte (muqarnas), il soffitto della navata centrale è foderato in seta istoriata con immagini di scene di vita di corte. Le pareti delle navate sono rivestite da un manto musivo a fondo aureo rappresentante le storie dell’Antico e Nuovo Testamento, di matrice culturale bizantina. Ricordiamo che non è cosa rara nel Mediterraneo Orientale, rinvenire la collaborazione di maestranze musulmane e bizantine nell’erezione di edifici sia di culto che civili.

Soffitto della cappella Palatina Fonte: palermopocket.it

Soffitto della cappella Palatina
Fonte: palermopocket.it

Da quanto abbiamo evidenziato è possibile evincere che Palermo sia una città dai mille volti e caratterizzata da un’incredibile ricchezza multiculturale. Pertanto è bene riconoscere il Kunstwollen del tempo affinchè si possa, a sua volta, comprendere e non mal interpretare il contesto socio-politico e culturale dell’epoca.

© riproduzione riservata