A seguito del Referendum Costituzionale del 2 e 3 giugno del 1946, tutti i cittadini italiani decisero che la Repubblica sarebbe diventata la forma di stato da dare al loro paese appena uscito dalle tragedie della Seconda Guerra Mondiale. Il Re Umberto II decise di allontanarsi volontariamente dall’Italia per andare in esilio in Portogallo assieme alla sua famiglia e pochi giorni dopo Alcide De Gasperi, considerato uno dei padri della Repubblica Italiana, divenne Capo provvisorio dello Stato Repubblicano; Enrico de Nicola invece, nel 1948, venne eletto primo Presidente della Repubblica Italiana.

referendum2                                                                                   La scheda con le due scelte previste dal Referendum del 1947

Proprio in quell’anno fu adottato un simbolo identificato, un emblema appunto, che avrebbe rappresentato l’Italia in modo inequivocabile: venne così deciso di bandire un concorso aperto a tutti i cittadini per premiare poi i primi cinque classificati con un “cospicuo” premio di 10.000 lire (poco più di 5 euro, ma a quel tempo una somma del genere era in grado di cambiare la vita di una persona!). Vi era un unico obbligo per i partecipanti: utilizzare la cosiddetta Stella d’Italia, uno dei più antichi simboli del nostro patrimonio iconografico, risalente addirittura all’Antica Grecia, ma del suo particolare significato ce ne occuperemo in seguito.

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La Stella d’Italia che assiste un soldato in trincea della prima guerra mondiale

Ai cinque vincitori la Commissione chiese di fare nuove proposte basate su un concept più preciso:“una cinta turrita che abbia forma di corona”, come simbolo della resistenza contro il nazifascismo, racchiusa da una ghirlanda di fronde della flora italiana, con la rappresentazione del mare in basso, la stella d’Italia in alto e le parole “unità” e “libertà”. Il primo concorso fu vinto da Paolo Paschetto, ma l’emblema successivamente fu scartato perché ogni partito avrebbe voluto vedere all’interno delle fronde il proprio simbolo (croce, falce e martello…).

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Il primo emblema con la corona turrita al centro

La commissione perciò indisse un nuovo concorso che fu vinto ancora una volta da Paschetto: l’emblema, dopo vari perfezionamenti, fu approvato definitivamente il 5 maggio 1948 dal Presidente della Repubblica. Il risultato finale fu una stella bianca a cinque punte, centrata su una ruota dentata, circondata da un ramo di olivo e di quercia. Analizzando questi pochi ma significativi elementi troviamo che in ognuno racchiude in sé una storia ed un preciso messaggio: tornando appunto alla stella, essa è il simbolo che sovrastava l’allegoria dell’Italia Turrita, una donna cinta da una corona turrita, personificazione dell’Italia stessa.

1612_-_Milano_-_Luigi_Belli,_Monumento_ai_caduti_di_Mentana_(1880)_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_-_18-May-2007                                                                           Italia Turrita nel Monumento ai caduti di Mentana 

Inoltre, andando più a fondo, questo simbolo rimanda alla leggenda secondo la quale Enea, appena fuggito da Troia, riuscì ad approdare in Italia seguendo la Stella di Venere, che subito dopo il tramonto è visibile sull’orizzonte a ovest. La ruota dentata, a sua volta, rappresenta il lavoro, elemento fondante della Repubblica, e il progresso. Il tutto è racchiuso da questi due rametti: l’olivo a sinistra, simbolo della pace e la quercia a destra a simboleggiare la dignità e la forza del popolo italiano. Quest’ultima qualità ha portato il popolo italiano, settant’anni fa, a fare questa importante scelta, monarchia o repubblica, che avrebbe cambiato radicalmente il destino del nostro Paese.