A circa 80km da Roma, incastonati nella splendida cornice del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, si ergono due importanti edifici di interesse storico, artistico, librario e religioso: i Monasteri di Santa Scolastica e del Sacro Speco.

Voluti dal monaco Benedetto Da Norcia nel VI sec. d.C. figura chiave della cristianità e padre dell’ordine benedettino, ne assicurò fama e diffusione grazie alla fondazione nella valle sublacense di dodici cenobi (monasteri), abitati da altrettanti monaci. Divenuto in seguito santo con l’appellativo di San Benedetto da Norcia, è venerato da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi. Numerosi popoli si insediarono nel corso dei secoli nella regione sublacense: abitata dagli Equi lungo il fiume Anio (l’attuale Aniene, affluente del Tevere), venne successivamente conquistata dai Romani i quali si servirono delle ingenti risorse idriche per approvvigionare Roma con la costruzione di ben 4 acquedotti: l’Anio Vetus, l’Aqua Marcia, l’Aqua Clodia e l’Anio Novus. Importanti testimonianze del passaggio romano sono date dai resti dell’imponente villa di Nerone costruita tra i monti Taleo e Francolano, su modello della Domus Aurea presumibilmente dagli stessi architetti Severo e Celere, terminata intorno al 60 d.C. Eretta intorno a tre laghetti artificiali voluti dallo stesso imperatore con lo sbarramento dell’Aniene mediante dighe artificiali, definiti Simbruina Stagna da Tacito, i suoi resti servirono per la costruzione di Subiaco e diverse altre strutture tra le quali il Monastero di Santa Scolastica.

Definito protocenabio benedettino, ovvero il più antico monastero benedettino in Italia e nel mondo, è l’unico dei dodici fondati da San Benedetto ad essere stato risparmiato dai vari terremoti e dalle incursioni dei Saraceni, attestandosi di fatto sino alla fine del XII secolo come l’unico monastero di Subiaco. In origine era intitolato a San Silvestro, ma verso il IX secolo prese il nome di ‘Monastero di San Bendetto e di Santa Scolastica’ e infine nel XIV sec. dedicato solo a quest’ultima santa, sorella gemella di Benedetto e patrona dell’ordine delle monache benedettine. La struttura si presenta come un palinsesto, ovvero un complesso di edifici costruiti in epoche e stili diversi, costituita da 3 chiostri definiti cosmatesco (XIII), gotico (inizio XIV) e rinascimentale ( fine XVI), un campanile del XII sec. e una chiesa settecentesca  di matrice romanica.

Il complesso può inoltre vantare l’impianto al suo interno della prima tipografia italiana ad opera dei due chierici tedeschi A. Pannartz e C. Sweynheym nel 1465, i quali si servirono dell’importante biblioteca la quale già allora poteva vantare un nucleo di 10.000 manoscritti. Proseguendo oltre, in direzione Ienne si raggiunge il sito del Monastero di San Benedetto chiamato anche del Sacro Speco, in quanto venne costruito come monumento ad memoriam a partire dal XII sec. attorno alla grotta dove il santo si ritirò a vivere in eremitaggio e contemplazione per ben 3 anni, esperienza spirituale che lo portò successivamente a fondare i primi monasteri e l’ordine monastico.

Definito nel 1461 ‘nido di rondini‘ da Papa Pio II Piccolomini per il suo insolito sviluppo verticale a strapiombo sulla valle dal Monte Taleo, il santuario è costituito da una chiesa Inferiore (più antica, realizzata dall’abate Enrico tra il 1244 e il 1276) costituente il nucleo originario del Monastero e una Superiore realizzata verso la metà del  XIV secolo. L’interno della struttura offre un’inedita commistione di diverse epoche della pittura italiana, con  affreschi di Scuola Romano-popolare e bizantina (inizio XIII), Senese (XIV) e Umbro-marchigiana (XV), nonchè preziosissimi mosaici cosmateschi e mirabili opere lapidee come il San Benedetto scolpito da Antonio Raggi (allievo del Bernini) e posto nell’omonima grotta.

Per arricchire la visita e rendere ancora più interessante l’escursione, noi di Artwave vi segnaliamo inoltre  le attività di Vivere l’Aniene che offre a grandi e piccini, a due passi da Subiaco, la possibilità di svolgere molteplici attività tra cui rafting, arrampicata e speleologia.

 

Photo credits: Valerio Caporilli
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