L’estate è alle porte e gli amanti della musica sanno bene che questa rappresenta in assoluto la stagione dei grandi Festival. Oltre a quelli di cui si sente parlare più spesso come Glastonbury, Rock in Rio, Sziget e tanti altri dai generi più disparati, ce n’è uno in particolare che vanta una storia ribelle e affascinante, i cui protagonisti hanno composto la storia del rock dal 1960 ad oggi. Si tratta del Festival dell’Isola di Wight, tenutosi dal 9 al 12 giugno sull’omonima isola a Sud dell’Inghilterra.

Pubblico del Festival di Wight

                                                                  Pubblico del Festival di Wight

E’ indubbiamente uno dei pochi Festival superstiti di matrice Woodstockiana, poiché piantò per la prima volta le sue radici sull’isola nel 1968, in un contesto storico-rivoluzionario durante il quale stava prendendo piede uno dei più grandi movimenti socio-culturali di forte protesta, “Il Sessantotto”. Ad aprire l’evento quell’anno furono i Jefferson Airplain, gruppo rock statunitense, ma il vero successo del Festival di Wight fu raggiunto negli anni a seguire.

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                                                      Jefferson Airplain Festival di Wight- 1968

Nel 1969 la manifestazione di musica rock durò due giorni consecutivi, durante i quali ospitò noti artisti quali Bob Dylan, The Who e Joe Cocker.

La terza edizione fu la più lunga e innegabilmente la più leggendaria. Era il 1970 quando approdarono sull’isola più di 600 mila persone. La cultura degli hippies, di derivazione americana, aveva invaso Wight per assistere al più grande Festival Europeo del suo tempo e vivere intensamente cinque giorni di pace e amore libero. Tale edizione vide la presenza di Joni Mitchell, Miles Davis, Jethro Tull, Free e molti altri; e rimase famosa per il penultimo concerto di Jimi Hendrix e l’ultimo concerto dei Doors con Jim Morrison che si tennero proprio in quell’occasione.

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                                                     Jimi Hendrix Festival di Wight – 1970

Dal punto di vista economico il Festival, nella sua ultima edizione, fu un vero fallimento. La scarsa reattività degli organizzatori, non abituati a gestire un flusso così ingente preoccupò il Parlamento inglese, il quale divenne ostile all’evento e decise di approvare “l’Isle of Wight Act”, una legge che vietava l’unione di più di cinquemila persone sull’isola. Così “The Isle of Wight Festival” fu interrotto.

A partire dal 2002 Johm Giddings, un noto promotore musicale,  decise di rilanciarlo e di gestirne l’organizzazione tuttora affidata a lui.

La musica si è evoluta e insieme ad essa è mutato il contesto socio-economico del Paese, ma la costante “Rock” è stata eccellentemente ripresa da musicisti di fama mondiale che si sono susseguiti negli ultimi quattordici anni a Wight: Bryan Adams (2003), David Bowie (2004), R.E.M (2005), Coldplay (2006), Rolling Stones (2007), Sex Pistols (2008), i Police (2008), Jay-Z (2010),  Stereophonics (2004 e 2009), Bruce Springsteen (2012), Red Hot Chili Peppers (2014), Iggy pop (2016) e tantissimi altri.

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                               Red Hot Chili Peppers Festival di Wight- 2014 (immagini dal web)

Murray Lerner girò un documentario “Message to Love” contenente immagini e video della celebre edizione del 1970 per far rivivere le ormai remote giornate di ordinaria follia.