«La strada per Menfi e Tebe passa per Torino»

Così scrisse a inizio ‘800 Jean-François Champollion, colui che è considerato il padre dell’Egittologia: fu il primo a decifrare i geroglifici nel 1822, aprendo la strada alla conoscenza dell’antica civiltà.

Studiosi provenienti da tutta Europa giungevano a Torino per analizzare e visionare i pezzi della collezione reale, pratica ancora diffusa grazie all’attenzione che l’attuale Fondazione dedica alla prassi; essa gestisce il Museo e si dedica alla condivisione del sapere, attuata mediante una libera consultazione della biblioteca “Silvio Curto” presente in situ e ai permessi rilasciati per motivi di studio a chi desidera approfondire determinate tematiche.

 

La collezione

Il nucleo più corposo nasce come Regio Museo delle Antichità Egizie nel 1824 con l’acquisto da parte di Carlo Felice di Savoia delle opere riunite in Egitto dal piemontese Bernardino Drovetti. Questi aveva seguito Napoleone Bonaparte durante le sue campagne militari e, grazie ai meriti dimostrati, venne nominato console di Francia in Egitto, incarico che gli permise di accumulare un patrimonio molto corposo e variegato.

Drovetti riuscì a raccogliere 5.268 pezzi, fra i quali 100 statue, 170 papiri, numerose stele, mummie, bronzi, sarcofagi, amuleti e vari oggetti della vita quotidiana nilotica.

L’ attuale Museo delle Antichità Egizie è quindi un insieme di patrimoni che si sono via via consolidati nel tempo a partire da quello del console piemontese.

Una delle sale di nuova progettazione (intervento del 2015). Credit: ©espazium.ch

Importanti ritrovamenti avvennero durante gli scavi condotti in Egitto fra il 1900 e il 1925, periodo durante il quale in base ad accordi internazionali la metà dei pezzi apparteneva a chi compiva le missioni archeologiche, quindi trasportabili nel proprio Paese di provenienza. Oggi sono conservati al Museo oltre 29.000 reperti, 3.300 dei quali esposti nelle sale (è possibile visionare sul sito web l‘intera collezione, dove ogni file è corredato da specifiche descrizioni).

Si tratta del secondo museo al mondo per quantità e qualità del materiale raccolto dedicato interamente all’antica civiltà egizia, preceduto unicamente dal Museo Egizio del Cairo: la collezione è contenuta nelle numerose sale disposte su tre livelli del palazzo dell’Accademia delle Scienze, edificio progettato dall’architetto barocco Guarino Guarini nella seconda metà del XVII secolo.

Accademie delle Scienze, edificio progettato da Guarino Guarini. Credits@amazonaws.com

Ala con i reperti dell’epoca Tolemaica. Credits@mytransfo.com

I pezzi conservati sono stati trovati in numerosi siti archeologici egiziani, fra i quali Eliopoli, Giza, la Valle delle Regine a Tebe, Qau el-Kebir, Asiut, Hammamija, Ermopoli, Deir el-Medina e Gebelein: questa variegata provenienza geografica rende la collezione estremamente complessa, databile a un periodo che copre l’intero arco della civiltà nilotica, dal paleolitico fino all’epoca copta. Degni di nota sono il tempio rupestre di Ellesija, la tomba di Kha e Merit nonché numerose sculture di divinità e faraoni, come la statua di Seti II, quella di Amon (risalente al regno di Tutankhamon, 1333-1323 a.C.) e la statua di Uahka, in calcare, datata 1850 a.C.

La galleria dei Re è sicuramente la stanza più interessante del Museo: pareti interamente rivestite di specchi a tutta altezza,  con zone lasciate in ombra e luci soffuse che illuminano unicamente le colossali statue che animano la sala. Ad accogliere il visitatore si trovano due sfingi in arenaria del 1292- 1250 a.C, mentre non si può che rimanere incantati davanti alla statua di Ramesse II appartenente al Nuovo Regno, 1539-1076 a.C. Champollion la definì “l’Apollo del Belvedere dell’arte egizia” per via della sua bellezza e perfezione.

Galleria dei Re. Credits@mytransfo.com

 

Alle radici della disputa

Il 6 ottobre 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali diede in uso per trent’anni i beni del Museo alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, ente definito da uno statuto consultabile pubblicamente sul sito web. L’attuale Presidente, designato dal Ministro competente nel 2012, è la Dr.ssa Evelina Christillin, grazie alla quale si compì un’imponente opera di restauro dei vani del Museo, con il notevole ampliamento dello spazio espositivo. I lavori si sono conclusi il 1° aprile 2015.

Altra figura chiave del funzionamento della “macchina museale” è il Direttore Christian Greco, in carica da febbraio 2014. Prima di approdare a Torino, il dott. Greco era responsabile della collezione egizia della Fondazione del Museo delle Antichità di Leiden e docente universitario del corso “Egyptian funerary archaeology and archeology of Nubia and the Sudan” presso l’Università della stessa città (dal 2009).

Grazie a lui sono state intraprese numerose attività di inclusione sociale a partire dal progetto “Il Museo fuori dal Museo”, come le visite da parte dello staff a coloro che non possono recarsi fisicamente nelle sale museali (ospedali e carceri), accoglienza dei senzatetto, attività didattiche dirette ai ragazzi delle scuole di qualsiasi ordine e grado, agevolazioni economiche per gli studenti universitari (ingresso a 4€) e l’ingresso gratuito per le coppie il giorno di San Valentino. Si tratta di iniziative mirate a radicare ancor più il Museo nel territorio e nella realtà sociale e civica dove si trova, avvicinando più fasce della popolazione all’inestimabile patrimonio che questa struttura può offrire.

«[Questa istituzione] ha l’onore e l’onere di custodire un patrimonio culturale che è di tutti e la cui accessibilità è una priorità assoluta e una precisa responsabilità di chi lo gestisce in piena ottemperanza all’art. 9 della Costituzione italiana».

Direttore Chistian Greco

L’ultima iniziativa in ordine cronologico ha destato scalpore: uno sconto dedicato, per tre mesi, ai visitatori di lingua araba.

A questo punto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni si è recata a Torino per manifestare sotto il Museo contro questa proposta «diretta ad una specifica religione». Tralasciando la solita, strumentalizzata, confusione che viene fatta fra lingua araba e la religione islamica, il confronto faccia a faccia avvenuto all’ingresso della sede museale fra Il Direttore e la Presidente del partito di destra evidenza una grossa problematica tutta italiana. La grave disinformazione su temi inerenti la cultura, cruciali in un Paese come il nostro denso di beni vincolati e di numerose bellezze artistiche dislocate lungo ogni Regione, porta a osteggiare eventi che incentivano la diffusione del “sapere”, quando invece andrebbero elogiate, incentivate, rispettate e promosse le figure professionali che si adoperano per ottenere questo.

Il Direttore è sceso ad accoglierla con in mano un biglietto d’ingresso, le ha regalato il volume che parla della collezione e ha avuto con lei un sano e preciso scambio di battute: «il Museo appartiene a tutti, alla città tutta», sono le parole finali espresse da Greco.

 Stia tranquillo il direttore Greco: una volta al governo, Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma che prevede uno spoil system automatico al cambi del ministero della Cultura per tutti i ruoli di nomina.

Sono state queste le parole espresse da Federico Mollicone, responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia, il giorno successivo all’incontro-scontro avvenuto fuori dal palazzo dell’Accademia delle Scienze.

Tempestiva, la nota del Consiglio di amministrazione del Museo ha ribadito che «La Presidente Evelina Christillin e il Consiglio di Amministrazione esprimono al Direttore Christian Greco solidarietà e piena condivisione per la gestione dell’istituzione e le operazioni culturali condotte a partire dalla sua nomina. La Presidente Evelina Christillin aggiunge infine: “sostengo totalmente ogni iniziativa del Direttore Christian Greco, con cui da quattro anni condivido quotidianamente idee, progetti e attività. La stima e l’affetto che mi legano a lui sono assoluti, ed è un onore e un piacere condividere lo sviluppo che il Museo Egizio conosce dal giorno del suo arrivo. Il concorso internazionale con cui è stato scelto, con professionalità e trasparenza, testimonia come in Italia il merito possa ancora venire premiato, e i risultati finora ottenuti lo dimostrano con chiarezza”».

Tutt’altro che risolta, la vicenda evidenzia queste due Italie in perenne diatriba fra loro, dove l’unica strada per osteggiare la pigrizia intellettuale di questo Paese, affiancato da un cieco qualunquismo che porta a un razzismo latente, è quello di affrontare queste situazioni avendo dalla propria una solida formazione nel proprio campo di studi, una grande competenza professionale e la fermezza di non temere la disinformazione, perché la Cultura vince su tutto, dal momento che la Cultura ha una vocazione universale.

Sede

Via Accademia delle Scienze, 6, 10123, Torino (TO)

Orari

Lun. Dalle 09.00 alle 14.00

Mar- Dom: dalle 09.00 alle 18.30

Ultimo ingresso un’ora prima dell’orario di chiusura

Biglietti

Intero € 13,00

Ridotto € 9,00