Come già saprete, oggi è San Valentino, ovvero la festa degli innamorati, il giorno in cui si celebra il vero amore, in tutte le sue forme. Che siate single o felicemente fidanzati poco importa, a noi di Artwave interessa celebrare questa giornata dedicandola totalmente al sentimento più forte che possa legare due esseri umani, l’amore. Come?
Semplice, vi porteremo a fare un tuffo all’interno di alcune delle opere più emblematiche della storia dell’arte, della letteratura e della fotografia, che hanno indagato questo sentimento in modo originale e creativo.

Partiamo da uno dei quadri più celebri del Romanticismo italiano, un’opera che celebra l’amore nella sua forma più semplice ed universalmente riconosciuta: il bacio.

F. Hayez, Il bacio (1859), Pinacoteca di Brera, Milano

Si tratta, appunto, de ‘Il bacio ’, dipinto da Francesco Hayez  nel 1859 e conservato a Milano nella Pinacoteca di Brera. Questo quadro divenne il simbolo dell’Ottocento e racchiude tutte le caratteristiche del romanticismo italiano.  L’ambientazione del dipinto è spoglia per concentrare l’attenzione dello spettatore sulla scena del bacio tra i due innamorati. L’uomo ha un piede sulla scalinata, che rende l’idea della partenza imminente, ma la passione del bacio fra i due amanti lascia intendere che vorrebbe restare con lei. L’amata, arrendevole, trasmette la passione e il trasporto struggente nel salutare il suo amato.

Passano gli anni e con essi la società, le consuetudini  e il modo di rappresentare la realtà circostante e i sentimenti umani. Così anche un tema, come quello del bacio, viene studiato e reinterpretato in modo completamente differente rispetto al passato, portando ad esiti veramente straordinari.
Questo è il caso della celebre opera intitolata “Gli amanti” di Magritte, di cui esistono due copie, realizzato nel 1928 con la tecnica dell’olio su tela. Uno è conservato presso la National Gallery of  Australia e l’altro al MOMA di New York.

R. Magritte, Gli amanti (1928), MOMA, New York

Il quadro raffigura due amanti che si baciano appassionatamente con la testa e le facce coperte da un panno bianco. L’opera nasconde un significato molto più profondo dietro la sua apparente semplicità: i volti coperti dei due innamorati simboleggiano la passione del puro amore fisico, che non richiede l’utilizzo delle parole, ma anche l’incapacità dei due amanti di conoscersi  e comprendersi veramente. Questa immagine, nonostante il triste richiamo alla morte della madre dell’artista, trovata morta suicida con un panno sulla faccia, appare molto conturbante. Le interpretazioni sono disparate e la riflessione a cui l’opera deve condurre l’osservatore esprime proprio quella che era la volontà dell’artista. Nascondendo i volti, rendendoli non visibili, il pittore vuole mostrare i molteplici significati del reale attraverso nuovi punti di vista.

Un’altra artista che ha affrontato il tema dell’amore all’interno delle sue opere è stata Frida Khalo. Una donna dalla storia tormentata e difficile, che ha saputo trasferire le sue angosce, le sue paure, ma anche i suoi sentimenti più intimi, sulla tela dei suoi quadri, con risultati a dir poco spettacolari.
L’esempio forse più rappresentativo della sua personale visione dell’amore lo possiamo trovare nella tela  ‘Diego nei miei pensieri (1949), un’opera che riesce ad esprime meglio delle altre l’importanza che il rapporto con il pittore Diego Rivera ha rivestito nella vita dell’artista messicana.

Questo è ciò che affermava l’artista a proposito del suo amore: «Ho subito due gravi incidenti nella mia vita…il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego». 

F. Khalo, Autoritratto come Tehuana o Diego nei miei pensieri (1943), The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation

Oltre alla bellezza estetica e criptica del ritratto, gli elementi che colpiscono di più chi osserva il quadro sono la raffigurazione particolareggiata del costume popolare messicano Tehuana indossato dalla pittrice e, soprattutto, l’icona del marito Diego trasposta sulla sua fronte, come se si trattasse di un vero e proprio tatuaggio. Frida sembra volerci dimostrare che, nonostante la loro fosse una storia tormentata, fatta di passione, arte ma anche (e soprattutto) di tradimenti, litigi e separazioni più o meno lunghe, tra i due si radicò un sentimento così forte, che durerà fino alla morte precoce dell’artista.

Non solo la pittura però  ha indagato e raffigurato la tematica amorosa. Essendo l’amore un sentimento universale e avendo l’uomo a disposizione tanti mezzi differenti per poterlo rappresentare, non c’è da meravigliarsi se questo nobile sentimento sia stato approfondito anche da altre arti, come la fotografia o la letteratura.

Addentrandoci nel magico mondo della fotografia in bianco e nero, non possiamo non citare l’ormai celebre ‘Bacio davanti all’hotel De Ville’ del 1959.

R. Doisneau, Bacio davanti all’hotel De Ville (1859)

Pur celebrando l’amore in tutta la sua bellezza e fugacità, è doveroso fare una precisazione su quest’opera: i due protagonisti della foto sono in posa, non è uno scatto rubato come può sembrare. Robert Doisneau, infatti, si trovava a Parigi per la rivista “Life” quando vide questa coppia di fidanzati baciarsi di fronte a lui. Allora gli chiese di rifarlo, questa volta mettendosi in posa. in ogni caso, rubata o no, la foto Bacio davanti all’hotel De Ville resta uno dei baci più  famosi e affascinanti della storia della fotografia.

Arrivando ai giorni d’oggi, finalmente abbiamo potuto assistere a moltissime attestazioni, da diverse parti del mondo, dell’amore in tutte le sue forme. Con l’approvazioni delle unioni civili e dei matrimoni omosessuali in gran parte del mondo occidentale, sono arrivati anche i primi scatti delle macchinette di fotografi professionisti, pronti a cogliere le manifestazioni commosse ed emozionanti di un amore che dopo anni di battaglie ottiene finalmente il suo riconoscimento ufficiale.

 

(Photo by Mario Tama/Getty Images)

In questo scatto realizzato dal fotografo Mario Tema,  John Feinblatt e Jonathan Mintz festeggiano con le figlie dopo essersi sposati al New York City Hall. Il 24 luglio del 2011 è stato il primo giorno in cui le coppie omosessuali hanno avuto la possibilità di sposarsi nello stato di New York. Un grande passo avanti per il progresso culturale di tutto l’Occidente.

Concludiamo il nostro viaggio con l’ultima delle grandi arti che ha raccontato fin dai suoi albori il tema dell’amore: la letteratura, e in particolar modo, la poesia.

Riportare qui le maggiori opere della letteratura italiana e non che hanno trattato e sviscerato la fenomenologia amorosa sarebbe impossibile, perché troppe e di incredibile bellezza sono le attestazioni letterarie e poetiche che ci parlano d’amore. Quindi abbiamo deciso di condividerne una che, in qualche modo, si distingue da tutte le altre per l’intensità e l’originalità del messaggio d’amore che vuole lanciare a tutti i lettori. Si tratta della poesia ‘Il più bello dei mari di uno dei più importanti poeti turchi dell’epoca moderna, Nazim Hikmet:

 

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Nazim Hikmet

 

Conoscendo le enormi difficoltà e sofferenze che ha dovuto subire il poeta lungo tutto l’arco della sua vita, le sue parole acquistano così un’importanza ancora maggiore di quella che potremmo dargli dopo una prima lettura superficiale.
La poesia di Nazim esprime l’insaziabilità dell’uomo, che per quanto possa già possedere, non si accontenterà mai di ciò che ha e tenderà sempre alla ricerca di qualcosa in più. A causa del desiderio sempre crescente in noi, il mare che ci sembra più bello degli altri non lo abbiamo ancora navigato, oppure potremmo averlo già navigato, ma non ce ne siamo accorti. Questa ricerca rivela aspetti positivi: il non aver trovato ancora il mare più bello ci permette di continuare a cercarlo e di continuare a vivere. Al contrario, sapere già di aver trovato e navigato il mare più bello di tutti gli altri metterebbe fine a ogni ricerca.

Con questa splendida poesia vi lasciamo al vostro San Valentino, augurando anche a voi di trovare il vostro “mare più bello” di tutti..o forse no, perché alla fine il bello della vita, e anche dell’amore, non è il raggiungimento di uno stato immobile di quiete, ma la continua ricerca di qualcosa che ci faccia sentire vivi.

Viva la vita, viva l’amore!

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