Archichef Night è ormai da diversi anni l’evento principale che vede consolidarsi il binomio “cibo&design“.

Che il connubio sia vincente è cosa nota da diversi anni, ma che addirittura un architetto possa trasformarsi in chef (per una sera) non è così scontato.

Il format, organizzato dall’agenzia TOWANT, vede cinque studi di architettura delle città più famose d’italia sfidarsi a colpi di mestoli e forchette, raccontandosi attraverso un piatto che li rappresenti e preparandolo dal vivo durante la serata.

Uno dei piatti di Archichef Night 2019

Uno dei piatti presentati ad Archichef Night 2019. Credits: Andrea Fratella

A decretare il vincitore sarà l’esperienza e la competenza dello chef Francesco Chiavacci, cuoco professionista di cucina italiana che vanta nel suo profilo la formazione presso il centro di fama internazionale ALMA e docenti come il maestro Gualtiero Marchesi.

Il giudice di Archichef Night 2020

Lo chef Francesco Chiavacci, giudice di Archichef Night 2020. Credits: Andrea Fratella

Quest’anno, le restrizioni imposte dall’emergenza coronavirus hanno trasformato Archichef Night in un evento digitale, che, attraverso le piattaforme Zoom e Isola Goes Digital, si sposterà tra Milano, Napoli, Roma, Firenze, Verona e Londra a partire da questa sera e fino a settembre.

Per l’occasione abbiamo intervistato Gianluca Lupi, Founder & Director di TOWANT, per conoscere più da vicino il connubio tra cucina e architettura.

Gianluca, ci parli innanzitutto di lei e di come ha avuto l’intuizione di unire in un unico evento cibo e architettura.

L’idea di Archichef Night, come tutte le altre iniziative TOWANT, nasce dall’obiettivo di raccontare l’architettura contemporanea in maniera nuova, diversa, non convenzionale. Non attraverso i disegni e progetti degli architetti ma  attraverso la conoscenza della persona, la conoscenza dei protagonisti dell’architettura, le loro passioni, i loro interessi, i loro hobby e curiosità. Con Archichef Night lo facciamo parlando di cucina: chiediamo agli architetti di raccontare un loro progetto, un aneddoto, una curiosità dello studio attraverso  un piatto, che sarà realmente cucinato da loro e condiviso con uno chef reale, giudice di tutte le tappe Archichef Night Italia.

Non è la prima volta che si parla del binomio “cibo-design”, eppure non è un’associazione così scontata: secondo lei cosa accomuna questi due settori?

Il cibo è colore, le ricette sono composizioni di ingredienti; serve attenzione verso il processo, occorre valorizzare i dettagli… un po’ come accade in un progetto di architettura. Spesso gli architetti sono molto appassionati di cucina e riescono, con modalità anche originali, a raccontarsi attraverso un piatto.

Uno dei piatti di Archichef Night 2019

Uno dei piatti di Archichef Night 2019. Credits: Andrea Fratella

Come avviene la selezione degli studi di architettura partecipanti ad Archichef Night?

Per tutte le iniziative TOWANT facciamo un’attenta selezione degli studi che andremo a contattare. Lo facciamo attraverso riviste, siti internet, segnalazioni. Molto spesso sono gli stessi studi che si propongono per partecipare.
Cerchiamo sempre di coinvolgere studi contemporanei attivi nell’ambito della progettazione, con particolare attenzione agli studi attivi in ambito residenziale, ricettivo e retail.

C’è qualche città italiana tra quelle che ospitano Archichef Night in cui trova che il legame tra cucina e progettazione architettonica sia più forte ed eloquente?

Non solo in Italia ma anche all’estero il legame con la cucina è sempre molto apprezzato. In Italia direi ovunque in ogni città sono state proposte ricette originali e nuove da parte degli architetti coinvolti.

Il pubblico risponde bene all’iniziativa o ritiene che questo format sia ancora un tantino “elitario” e destinato soltanto ai professionisti del settore?

La caratteristica delle iniziative TOWANT è proprio quella di mettere l’architettura ed i suoi protagonisti a contatto con la gente. Si parla di architettura in modo nuovo, semplice, non tecnico… in questo caso attraverso un piatto. L’architetto, anche in occasione di Archichef Night, si presenta stando assieme alla gente, al pubblico, divertendosi e dialogando con loro. In tutti gli appuntamenti c’è sempre una bella e importante partecipazione del pubblico, che vive l’iniziativa con grande curiosità.

Quest’anno il format è diventato digitale a causa dei limiti imposti dal Covid-19; ha trovato risvolti positivi o negativi in questo cambiamento forzato?

Ci siamo dovuti ovviamente reinventare! Archichef Night si svolgeva e si svolgerà ancora nel prossimo anno all’interno dei ristoranti. Per il nostro tipo di iniziative, lo stare assieme alle persone, dialogare direttamente con loro è fondamentale.
Però sono convinto che questa situazione trasmetterà spunti creativi e opportunità ad Archichef Night. Nell’edizione digitale gli architetti cucinano a caso loro il piatto e realizzano dei video per documentare la preparazione. Tutti gli appuntamenti Archichef Night saranno trasmessi in diretta su Facebook e sulla piattaforma digitale di Isola Design District e alla fine di ogni tappa verrà realizzato un video di tre minuti che racconterà l’evento.

Si tratta di ingredienti e nuovi spunti creati ad hoc per adattare l’iniziativa alla situazione attuale, ma sicuramente  saranno utili anche per le prossime edizioni “live” dell’iniziativa.

 

Archichef Night
Mercoledì 17 giugno dalle ore 17.30 alle ore 18.30 sulla piattaforma ZOOM
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