Nell’elenco dei buoni propositi per l’anno nuovo, quello che più frequentemente occupa la prima posizione in ordine di priorità è sicuramente uno: la dieta. Obiettivo di tanti, ma traguardo di pochi, spesso la perdita di peso è l’impegno che i golosi si impongono di perseguire dopo l’Epifania, quando la bilancia segna quei due-tre chili di troppo e i pantaloni non entrano più con la stessa facilità di prima.

Già dopo poche settimane dalla fine delle festività natalizie, però, ecco spuntare dietro l’angolo la prima minaccia all’integrità dei seguaci dell’alimentazione ipocalorica, il Carnevale, la festa che porta con sé numerose specialità regionali ricche di gusto… e di grassi.
Al peccato di gola si cede facilmente in Toscana, che in quanto a calorie non si risparmia affatto: cenci, frittelle di riso e schiacciate alla fiorentina sono alcuni dei dolci più comuni della tradizione culinaria della regione che è possibile trovare in qualsiasi forno o pasticceria soprattutto in questo periodo.

I cenci, chiamati comunemente chiacchiere (ma anche bugie, frappe, gale a seconda della località in cui si producono) sono sfoglie di farina, uova e zucchero fritte nell’olio e cosparse di zucchero a velo. Il nome di questo dolce è un chiaro riferimento alla sua forma rettangolare o romboidale dai bordi frastagliati, che ricorda di fatti un lembo di stoffa (cencio, in toscano, è appunto l’equivalente di straccio, pezzo di tessuto).

Fonte: tuscanfeeling.com

Anche le frittelle di riso richiedono una particolare abilità con la frittura, poiché a questo impasto di farina, uova e riso viene data una forma sferica difficile da mantenere nel processo di cottura. Una volta cotte in olio bollente, le frittelle vengono guarnite con dello zucchero in granelli o a velo.

Fonte: sfiziepasticci.blogspot.com

La schiacciata alla fiorentina, infine, è un tipico dolce del capoluogo toscano sempre a base di farina, uova e lievito con aggiunta di latte e strutto (grasso animale, precisamente di maiale), che nelle rivisitazioni più recenti viene sostituito col burro. La forma rettangolare, il giglio di zucchero a velo o di cacao amaro e l’aroma di arancia sono le peculiarità di questa antica specialità della tradizione locale.

Fonte: dolcegiornale.it

Come gli altri dolci toscani cucinati nel periodo di Carnevale, anche la schiacciata alla fiorentina è fatta di ingredienti poveri, ma in questo caso anche di sostanze grasse, come appunto lo strutto, il cui utilizzo in passato andava a compensare l’astinenza da carne e derivati imposta dal periodo immediatamente successivo al Carnevale, la Quaresima. È infatti il temine stesso, che deriva dal latino carnem levare, ad anticipare la rinuncia ai piaceri della cucina.

Ultimo, ma non meno importante (semmai fondamentale), il vinsanto è il vino liquoroso dal colore ambrato che accompagna i dolci carnevaleschi e ai quali si sposa perfettamente con il suo sapore armonico e il profumo intenso.

Fonte: dissapore.com

Quella toscana è una tradizione culinaria rinomata per la ricchezza dei sapori, sempre decisi e avvolgenti, a cui è difficile resistere: ma non solo per le sue classiche specialità salate, famose in tutta Italia e oltre i confini nazionali, ma anche per i dolci, come quelli del periodo delle maschere.

Mettiamo allora da parte diete e rigore alimentare e prepariamo il palato alla semplice ma gustosa bontà di cenci, frittelle e schiacciata alla fiorentina per affrontare il Carnevale sazi e soddisfatti.