Avete mai pensato di trovare sulla tavola delle frittelle di manioca al posto, per esempio, delle classiche crocchette di patate? E magari di accompagnarle al Bissap, una bevanda fresca e dissetante a base di fiori di karkadè?

Nella dieta alimentare quotidiana di tutti noi è diventato piuttosto semplice rintracciare ingredienti esotici o storicamente meno comuni alla cucina di casa. Nei nostri piatti possono avere un ruolo rilevante spezie, farine, erbe e frutti che originariamente giungono da lontano e che, oggi, gustiamo in tante ricette più o meno fedeli alle tradizioni. Dall’America, all’Africa, fino all’Estremo Oriente, materie prime e uomini hanno sempre viaggiato, contaminandosi vicendevolmente in uno scambio di idee, culture, prodotti, usanze, insomma: modi di pensare, modi di fare, modi di vivere.

”La cucina si rivela per ciò che è ed è sempre stata: il luogo per eccellenza dello scambio e della contaminazione, oltre che dell’origine. Se un prodotto può essere espressione di un territorio, il suo uso in una ricetta o in un menù è quasi sempre il frutto di un’ibridazione”, scrivevano diversi anni fa Alberto Capatti e Massimo Montanari nel loro libro “La cucina italiana. Storia di una cultura”.

L’alimentazione rappresenta un osservatorio critico e cruciale per comprendere le dinamiche sociali: è nel mangiare che si riflettono i mutamenti nei valori e negli stili di vita. Il cibo rappresenta un vero e proprio linguaggio, un canale di comunicazione in grado di esprimere epoche, mode, identità. Dunque, il cibo è conoscenza, portatore di storie anche lontane, potenzialmente veicolo di integrazione e fattore importante di sviluppo economico e di capitale umano.

Credit: ricettedafrica.com

“Ricette d’Africa” è un progetto avviato a Torino due anni fa da Renken Onlus, un’associazione di cooperazione internazionale che dal 2006 promuove il dialogo tra Italia e Senegal, proprio con questo scopo: valorizzare le singole culture locali per farle comunicare. Grazie al sostegno di fondazione CRT, al crowdfunding sulla piattaforma Eppela, al contributo di Intesa San Paolo e al patrocinio di Slow Food, è stato costituito un collettivo di venti cuoche di origini africane, partito da un percorso di inclusione attraverso la formazione di competenze nella ristorazione e lo sviluppo di laboratori interculturali di scambio e condivisione tra cucina africana e cucina italiana. La cucina, infatti, è vissuta come strumento di crescita, di lavoro, ma anche come luogo di incontro, di conoscenza e di divertimento per unire le persone, offrire nuovi sguardi e spazi di contaminazione. Quello che Ricette d’Africa fa nel concreto è cercare di coinvolgere la città di Torino in attività gastronomiche originali ed educative anche nelle scuole medie e superiori.

Credit: ricettedallafrica.com

Ricette d’Africa partecipa al più ampio progetto piemontese “Ricette del Dialogo. Cibo e storie per l’intercultura e l’integrazione”, promosso da LVIA – Associazione Internazionale Volontari Laici attiva da oltre cinquant’anni in dieci paesi africani, con la collaborazione di Renken Onlus, Slow Food, Cooperativa Sociale Colibrì, ASBARL (Associazione Senegalese Bra Alba Roero Langhe), Panafricando, Città di Torino e Regione Piemonte, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Pensato per creare una grande comunità legata al cibo e dal cibo, quale elemento di socialità, mosaico di culture e linguaggio universale tra varie nazionalità, ha già avviato sul territorio regionale attività di educazione formale e non formale presso le scuole e i giovani e si estende sviluppando percorsi di partecipazione popolare volti alla promozione delle buone pratiche del dialogo e del confronto.

Come spiega Giulia Gozzelino di Renken Onlus, l’impegno di Ricette d’Africa in questo progetto proseguirà nei prossimi mesi in dieci classi scolastiche di Torino con alcuni eventi organizzati assieme agli studenti e agli insegnanti per coinvolgere anche le famiglie. Inoltre, approfondisce la presidentessa dell’associazione Claudia Nicola, proporrà nuovi laboratori aperti alla cittadinanza, come quello che si è svolto a febbraio presso l’Istituto Alberghiero Beccari, in occasione dell’ultima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino, per scoprire i sapori di alcuni paesi dell’Africa Occidentale (Guinea, Senegal e Ghana) sotto la guida esperta delle cuoche del collettivo: Hawa, Amy e Veronica. Altre attività saranno parte integrante di ulteriori programmi di sensibilizzazione e di educazione, come quelli alla Casa delle Donne di Poirino, o nel corso di manifestazioni come Panafricando, il festival delle comunità africane cittadine nel mese di maggio, e CreativAfrica, il festival dedicato alle culture africane nel mese di giugno. Poiché il progetto è volto all’inclusione e ad un percorso di pieno inserimento lavorativo e sociale, le cuoche del collettivo Ricette d’Africa si danno da fare organizzando eventi, brunch, pranzi, cene, aperitivi rivolti a chiunque sia interessato a esplorare novità del gusto e cercando attivamente un proprio spazio gastronomico. Offrono anche un servizio di catering, al fine di incrementare la loro autonomia economica e continuare a sensibilizzare la popolazione attraverso l’incontro con il cibo e con le persone.

© Piera Feduzi

Per sostenere il progetto Ricette d’Africa, ma soprattutto per conoscere le prossime attività proposte e prendervi parte, visitare il sito www.ricettedafrica.com oppure www.renken.it e seguire il profilo di Renken Onlus www.facebook.com/AssociazioneRenken. Per approfondimenti sulle Ricette del Dialogo: www.lvia.it/italia/Le-Ricette-del-dialogo.

Di seguito due ricette consigliate dalle cuoche dell’alleanza Ricette d’Africa.

Frittelle di manioca.

INGREDIENTI: manioca; farina di grano o di riso; sale; zucchero; pomodoro; cipolla; peperoncino; olio per friggere.

PREPARAZIONE: grattugiare finemente la manioca e strizzarla in un telo per far fuoriuscire tutta la sua acqua. Aggiungere un cucchiaio di zucchero e sale quanto basta. Correggere l’impasto con farina di grano o di riso per renderlo asciutto. Dividere l’impasto in palline leggermente oblunghe e friggere in olio fino a doratura. Accompagnare con salsa di pomodoro fresco, cipolla e peperoncino.

Bissap (infuso di karkadè).

INGREDIENTI: fiori di karkadè; menta fresca; zucchero.

PREPARAZIONE: lavare i fiori di karkadè più volte fino a eliminare tutte le impurità. Aggiungere 2/3 litri di acqua (fredda o calda). Lavare la menta e mettere le foglie nell’acqua. Lasciare riposare l’infuso. Filtrare il succo fino a che non è limpido, aggiungere zucchero a piacere, mescolare e servire freddo.

Buon appetito!

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