La cucina greca è tra le più apprezzate d’Europa e anche tra gli italiani più esigenti riscuote molto successo, per la sua semplicità e per i suoi sapori per nulla distanti da quelli del Belpaese.

Basti pensare ad eccellenze locali come l’olio di oliva, ortaggi vari, le coltivazioni di vite da cui si ricava il dolcissimo vinsanto, formaggi (come dimenticare la feta), carni ovine e bovine, e per concludere tanto pesce fresco, spesso fatto essiccare al sole e poi cotto alla griglia.
Ogni regione ha le sue peculiarità, salvo questi capisaldi comuni, ma è la cucina dell’isola di Santorini che potrebbe essere considerata l’emblema dell’intera Grecia.

Purtroppo la speculazione edilizia che sta interessando l’intera area sta sottraendo gli scarsi terreni coltivabili (buona parte dell’isola è arida essendo di origine vulcanica) ai pochi agricoltori rimasti; da qualche anno gli abitanti del luogo si stanno mobilitando per sostenere la causa degli agricoltori, ma ancora con scarsi risultati. Le risorse purtroppo sono limitate, e se non si pone un freno al problema, probabilmente i turisti non potranno più accompagnare i loro lussuosi soggiorni con dei pasti a km zero.

PIATTI TIPICI

Purea di fava gialla in una taverna tipica a Santorini

Sarebbe un’eresia lasciare l’isola senza provare la purea di fave gialle con olio di oliva, cipolla e capperi (altra eccellenza locale) che viene solitamente servita in cocci di ceramica.
La famosissima moussaka nella versione santoriniana prevede l’utilizzo delle melanzane bianche che si coltivano sull’isola. La feta, perfetta come antipasto o come secondo, viene accompagnata dal dolce pomodoro ciliegino, molto simile al nostro.

DOVE MANGIARE

I ristoranti turistici sono molti, ma in generale nessuno si configura come una vera e propria trappola, poiché lo standard è qualitativamente piuttosto alto. I piatti tipici della tradizione isolana e greca si trovano ovunque, sono buoni e a prezzi abbordabili.

Certo, i ristoranti di lusso non mancano, ma non è lì che avrete modo di assaporare l’autenticità della cucina locale.

Metaxi Mas è una trattoria semi nascosta tra gli speroni rocciosi, situata ad Exo Gonia, poco fuori dal villaggio di Pyrgos. È frequentata anche da molta gente del posto, è aperta quasi tutto l’anno (chiude solo da dicembre a metà febbraio) e offre una varietà di piatti legati alla tradizione culinaria greca e di Santorini. Non mancherà (come per la maggior parte delle taverne tipiche appena ci si siede) della grappa greca offerta e un antipasto a base di olive, pane e formaggi. In generale, le porzioni sono piuttosto abbondanti, per cui basterebbe anche ordinare solo un primo o un secondo (ricordate che anche il dolce vi sarà poi offerto una volta chiesto il conto).

Se volete spostarvi in una zona più cool, a pochi passi dagli scenari da cartolina di Imerovigli, troverete un altro luogo degno di nota: si tratta di Anogi, trattoria più turistica della prima, ma con un buon rapporto qualità prezzo se considerata l’ubicazione. Purtroppo non è aperto a pranzo ma solo dalle 17 in poi, quindi potrebbe essere una scelta dopo aver ammirato il tramonto vista caldera.

Se dovete mangiare pesce, fatelo nella straordinaria cornice della baia di Amoudi, ad Oía, dopo aver percorso i ripidi scalini che dal villaggio portano giù al mare.

Polpi essiccati al sole a Santorini

Se siete amanti del vino non lasciatevi sfuggire un’esperienza di degustazione da Santo Wines Winery, il tempio del Vinsanto. In base al tipo di degustazione prescelta verrete sistemati in un tavolo più o meno avanti, in ogni caso vista caldera. In altissima stagione è consigliabile prenotare con almeno un giorno di anticipo.


Infine, per chi alloggia nella parte sud dell’isola, la strada principale di Perissa che costeggia il mare è piena di ristoranti e cocktail bar per ogni tasca. La zona è frequentata da molti giovani e le soluzioni consigliabili sono parecchie: da Tranquilo, specializzato nelle insalate (e quindi adatto anche ai vegani), alle variopinte traverne come Mezedaki, Apollon, Atlantis Island.

 

Tutte le foto sono di ©Mariarita Persichetti
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