Giorno X di una quarantena che sembra non finire mai. Se state iniziando ad accusare non spaventatevi, è normale. Senza scomodare troppo la cronostoria del pensiero filosofico rubiamo una delle definizioni più care ad Aristotele: “l’uomo è un animale sociale”. Per quanto delle specie animali, sia l’essere più evoluto, la tendenza ad aggregarsi con altri individui rimane uno dei fondamenti dell’esistenza di ognuno di noi. Soffrire l’isolamento, quindi, è del tutto comprensibile anche nel 2020, anche dopo millenni di evoluzione.

Insieme alla nostra di sofferenza, però, si aggiunge quella di luoghi che riempivano momenti di vita tra il lavoro e lo stare a casa: i bar. Chiamateli come volete, pub, speakeasy, birrerie o cocktail bar, il succo è che questo maledetto Covid-19 rischia di colorare di nero molti di quei posti che coloravano (di vivo) le nostre serate.

Bar. Free Credits

I ragazzi di BlueBlazeR, infatti, hanno realizzato una prima indagine sulla situazione dei cocktail bar italiani per comprendere meglio la percezione del danno economico che la diffusione del Covid-19 sta causando al sistema beverage del BelPaese.

La Guida BlueBlazeR, contiene una selezione dei migliori cocktail bar italiani, scelti dalla redazione in collaborazione con i principali esperti di settore (trovate tutto nell’app gratuita scaricabile al link www.blueblazer.it/app). Sottoponendo un questionario ai locali presenti nell’edizione 2020, si è riusciti a fotografare l’attuale condizione del mondo liquido dell’Italia.

Logo Guida BlueBlazeR. Credits: Official BlueBlazeR

Il primo dato che salta alla vita è quello che mostra quanto l’emergenza pesi già adesso, con quasi la totalità degli intervistati (99%) che registrato segnali di crisi. A preoccupare manager e proprietari sono, nell’ordine: canone di affitto delle strutture ( 70% degli intervistati); retribuzione del personale (67%); gestione dei fornitori (51%); oneri relativi a finanziamenti e mutui (45%).

Diciamo spesso che fare previsioni in questo momento è complicato, tuttavia le prospettive di restrizioni perpetuate nel tempo, porta più della metà degli intervistati a ritenere che il calo del proprio fatturato supererà il 50% (per quasi un quarto anche oltre l’80%).

Il bar. Free Credits.

L’indagine, inoltre, fa emergere interessanti differenze dal punto di vista geografico. Analizzando nel dettaglio la situazione nelle due principali città italiane, i locali di Roma stimano cali più alti in percentuale rispetto a quelli di Milano. Possibile spiegazione di questo potrebbe risiedere nel differente impatto del turismo nei locali dei due capoluoghi italiani.

Americano. Free Credits

Interessante, in chiusura, è stato l’ultimo quesito dell’indagine che attraverso una domanda aperta, chiedeva quali potessero essere gli interventi necessari per arginare la crisi. La quasi totalità dei manager e proprietari dei bar troverebbe necessario un deciso alleggerimento della pressione fiscale e un immediato accesso agevolato alla liquidità, premiando in particolare le società più virtuose o quelle che siano in grado di garantire la piena occupazione. Una delle proposte più condivise concerne nella riduzione delle imposte indirette per favorire la produzione di distillati, vini, liquori e birre artigianali italiane. Un’altra delle risposte più frequenti, riguarda, infine, il riordino della regolamentazione del settore, anche atto ad arginare il lavoro sommerso.

Sicuramente c’è molto da fare, sopratutto in altri settori, per combattere questo Covid-19 ma una cosa è certa, non bisogna dimenticarsi di Aristotele. In altre parole, in un momento come questo riunirsi al bar con i propri amici è la cosa più importante tra le cose meno importanti.

 

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