Quello di cui stiamo per parlarvi può sembrare, ad una prima impressione, un argomento legato al mondo della politica o della finanza.

State tranquilli, non vogliamo impelagarci in materie che non ci competono; a bene vedere, però, col mondo delle obbligazioni quest’iniziativa ha una cosa in comune: è comparabile ad un investimento, una scommessa sul futuro.

A cosa ci riferiamo? Ai “dining bond”, una forma di acquisto solidale che promette di dare una mano al mondo della ristorazione, profondamente martoriato dalla crisi legata al coronavirus.

Il mondo della ristorazione è uno dei più colpiti dalla crisi. Credits: www.foodiesfeed.com

Si tratta di un’iniziativa nata negli Stati Uniti (grazie a un’idea dell’agenzia di comunicazione Hall Pr), che sta pian piano espandendosi anche in Italia, oltre che in Germania e in Spagna.

Se volessimo sinteticamente definire i dining bond attraverso uno slogan, potremmo sintetizzarli con un “paghi oggi, ceni a crisi superata”.

In cosa consistono i dining bond?

Avete presente le famose box con cui si possono acquistare cene e decidere in seguito quando gustarle?

Il funzionamento è molto simile: si acquista un voucher, che sarà spendibile quando il ristorante avrà ripreso il pieno regime della propria attività.

Inutile specificare che si tratta di un buono “a scatola chiusa”, senza, cioè, sapere quando sarà possibile usufruirne.

Potremmo dare a quest’iniziativa una doppia valenza: da un lato, è senza dubbio un modo per sostenere i ristoratori in questo momento buio ed esprimere loro la nostra fiducia e la nostra vicinanza; dall’altro, appare come un modo per esorcizzare la paura del futuro ed augurarsi di tornare presto alle vecchie abitudini, come cenare nel proprio ristorante preferito.

Come e dove si acquistano i dining bond

I siti web di riferimento per il nostro Paese sono due: diningbond.com e saveoneseat.com.

Navigando nel primo, ci appare una mappa virtuale in cui, per ogni città, vengono indicati i ristoranti aderenti; i buoni non sono direttamente acquistabili sul sito, ma devono essere richiesti contattando il ristorante scelto.

La mappa virtuale con da cui scegliere i ristoranti. Credits: www.diningbond.com

Nel secondo, invece, si possono direttamente acquistare “le cene di domani per chi resta a casa oggi”, scegliendo il valore del buono tra quelli possibili.

In più, gli stessi ristoratori possono ricorrere al sito internet per richiedere di iscriversi ed entrare a far parte della rete dei locali aderenti all’iniziativa.

Uno degli slogan di saveoneseat.com. Credits: Official Facebook page “Save one seat”

Cene per tutte le tasche

L’idea è stata accolta già da numerosi ristoranti in tutta la penisola, compresi quelli stellati, da Massimo Bottura ad Andrea Berton.

Il primo ha emesso 450 bond per i suoi tre ristoranti italiani (Casa Maria Luigia, Osteria Francescana e La Franceschetta 58); neanche a dirlo, sono andati esauriti in 24 ore.

Lo chef stellato Massimo Bottura. Credits: Facebook page “Massimo Bottura – Osteria Francescana”

Berton, invece, propone un voucher del valore di 150 euro per un menu degustazione di sette portate accompagnate da un calice di Ca’ del Bosco o del valore di 400 euro per un tavolo in cucina per due persone (bevande escluse).

Tuttavia, parliamoci chiaro, con ogni probabilità la maggior parte di noi in questo momento non avrà la possibilità di spendere cifre esorbitanti per una cena, per quanto essa possa essere desiderata e sognata.

Per fortuna i ristoranti che hanno aderito finora all’iniziativa sono davvero per tutte le tasche, basta solo scegliere.

Una cena che meritiamo e che può fare del bene

Di certo, in un momento di crisi così profonda, non basteranno questi bond a risollevare la situazione; serviranno ben altri aiuti e iniziative molto più concrete per rilanciare il settore ristorativo.

In più, acquistare una cena senza sapere se e quando sarà possibile gustarla può lasciare certamente titubanti e indecisi sul fare o meno questo “investimento”.

Però dobbiamo ammetterlo, chi di noi non sogna di poter di nuovo mangiare quella pizza fumante, quel sushi strepitoso o quella carbonara senza eguali?

E allora, prendiamolo come un gesto scaramantico e facciamolo: regaliamoci una cena per quando tutto questo sarà solo un brutto ricordo e noi saremo pronti a brindare alla rinascita (e mangiare alla faccia del coronavirus).

 

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