Questo weekend a Milano ha avuto luogo, nella città meneghina la prima Fiera Nazionale del tartufo dal 17 al 20 ottobre.

Nero, bianco, bianchetto, uncinato, nero moscato, sono solo alcune delle varietà di tartufi esposti.

Una quattro giorni settimana in cui la città lombarda “ha preso in prestito” dalla capitale italiana del tartufo, Alba, il sapore e gli odori del tartufo, fiore all’occhiello della gastronomia made in Italy.

Un’occasione unica per i tanti appassionati, ma soprattutto per gli esperti del settore, che hanno potuto promuoversi ed acquistare i prodotti senza necessariamente spostarsi in Piemonte.

Non una sagra, dunque, ma una vera e propria Fiera, che si pone l’obiettivo di diventare un punto di riferimento internazionale.

Tartufo bianco. Fonte: www.foter.com

Il programma

Durante l’evento questo prezioso alimento della nostra cucina è stato proposto sotto forma di creme e paste e arricchendo salumi, formaggi e olii.

La provenienza dei partecipati è stata estesa a tutta la penisola: solo per fare qualche nome: Urbani Tartufi, azienda con 167 anni di storia, nota in tutto il mondo grazie alle sue quattordici sedi, cinque marchi e trecento professionisti.

La Fiera ha permesso la visita – e gli assaggi – a qualunque ora del giorno: dal pranzo alla cena, passando per l’aperitivo. Una cena completa al costo di 25 euro (dall’antipasto al dolce); a pranzo, invece, degustando un primo accompagnato da birra o vino al prezzo di circa 15 euro.

Tartufo per tutti i gusti e a tutte le ore, dunque.

Non solo espositori, però: all’interno dell’evento, tenutosi in piazza Città di Lombardia, è stata allestita un’area food curata da Associazione Culturale Circus, in cui si sono svolti interessanti showcooking e corsi di approfondimento sulla coltivazione, l’estrazione, il mantenimento e la cottura di questo prezioso fungo ipogeo.

Tagliatelle al tartufo bianco. Fonte: www.foter.com

Tartufo a peso d’oro

Prezioso anche nel costo, visto che negli ultimi giorni il prezzo del tartufo bianco è aumentato del 20%, sfiorando i 300 euro all’etto secondo il borsino di Alba.

Del resto, quella di quest’anno si è mostrata un’ottima annata, ancor più di quella del 2018, grazie ad una perfetta alternanza tra piogge e caldo umido, condizioni che hanno permesso la produzione di un tartufo saporito e profumato.

In più, i tartufi spontanei sono molto rari e ci impiegano anni per crescere. La loro raccolta richiede attrezzature costose e cani addestrati nel saper riconoscere il loro profumo. Ecco perché si parla di “oro nero” e, ancor di più, di “oro bianco”.

L’organizzazione

Sara Nanni di Arte del Vino, che vanta al suo attivo numerose altre iniziative gastronomiche a Milano e che ha organizzato l’evento, spiega che «Abbiamo notato che non esiste una fiera che presenti questa maestosa eccellenza. Il tartufo è sicuramente uno dei prodotti gastronomici più importanti e di grande valore che si trova nel Bel Paese e Milano deve aprire le porte ad un prodotto che dovrà essere alla base, in futuro, della creazione di una nuova Fiera Internazionale».

Insomma, un evento prestigioso, fondamentale per conoscere, apprezzare ed soprattutto assaporare, il “fungo d’oro”, pietra miliare della tradizione culinaria italiana.

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