La solidarietà non ha confini. Per fortuna.
E, sempre per fortuna, quando sembra che l’ignoranza, l’ottusità e gli inutili allarmismi stiano per prendere il sopravvento, ci pensano l’altruismo e l’intelligenza a cancellare con un colpo di spugna comportamenti e azioni infelici e figli della poca informazione.
Anzi, sarebbe più corretto dire “a colpi di bacchette”.
Perché oggi, 20 febbraio, l’intera città di Milano si mobiliterà per “La notte delle bacchette”, una serata organizzata “per dare un calcio alla diffidenza, alla discriminazione, alle paure”, come si legge nel comunicato stampa.

La notte delle bacchette a Milano. Credits: Marta Ascani

Gli effetti del coronavirus sulle attività ristorative

Da quando si è verificato il primo caso di coronavirus, infatti, è scoppiata una vera e propria psicosi, che ha visto calare almeno del 50% il fatturato dei ristoranti cinesi.
Un comportamento improvviso e immotivato da parte delle persone, che sono spesso abituate a fare di tutta l’erba un fascio o errate associazioni, pensando (male) che il virus potesse trasmettersi semplicemente frequentando zone e locali con un numero significativo di cinesi o mangiando il loro cibo.
Calo che, comunque, non ha riguardato soltanto la città meneghina, ma l’Italia intera, da Nord a Sud.

Caso limite di questa situazione è stato quello di un ristorante milanese, che ha preferito “chiudere temporaneamente per psicosi da coronavirus”, non riuscendo più ad affrontarne i costi, visto il crollo degli introiti.

La serata organizzata da AiBi

La parte altruista (e davvero informata) della città ha organizzato, dunque, una serata gastronomica in cui ristoranti, sale da thè, enoteche e gastronomie cinesi devolveranno la metà dei ricavi a favore dei progetti dell’Associazione AiBi – Amici dei Bambini – per aiutare a gestire l’emergenza sanitaria negli orfanotrofi in Cina causata dal Coronavirus.
Ai.Bi., ente autorizzato per le adozioni in Cina, che opera a Pechino dal 2008 e a Xi’An, nello Shaanxi, dal 2012 è tra le organizzazioni che, in risposta all’appello del CCCWA, China Center for Children’s Welfare and Adoption (CCCWA) di reperire e mettere a disposizione dell’Autorità Centrale Cinese il materiale sanitario anti-epidemico al momento non disponibile o estremamente difficile da trovare sul mercato del Paese asiatico (disinfettante per lavarsi le mani, guanti usa e getta, mascherine professionali e per bambini, ecc.).

Un’iniziativa che ha lo scopo di invitare tutti a ritornare nei ristoranti rimasti vuoti e fare contemporaneamente due buone azioni: aiutare i ristoratori in difficoltà e sostenere i bambini cinesi.
Per aiutare questo progetto, saranno, inoltre, messe in vendita delle spillette, il cui ricavato andrà alla stessa associazione.
“In questi giorni di buio, sospetto e pregiudizio – scrivono i promotori dell’iniziativa sulla pagina Facebook creata ad hocstiamo provando a portare un po’ di luce, come la luna a mezzanotte: forse non illumina a giorno, ma tiene un po’ di compagnia agli animi buoni. Ed è per questo che la nostra luna comparirà a Milano il 20 febbraio 2020”.
“Quella della ‘Notte delle Bacchette – commenta invece il presidente di Amici dei Bambini, Marco Griffiniè un’iniziativa lodevole. La speranza, ora, è che dopo la tappa milanese se ne realizzino diverse altre, in tutta Italia!”

I ristoranti che partecipano alla serata

Tra gli ideatori dell’iniziativa solidale c’è Lorenzo Biagiarelli, in collaborazione con un gruppo di ristoratori cinesi (Ravioleria Sarpi, Ramen a Mano, Wonton, Le nove scodelle, Mao Hunan, Hanji Fusion e relativi gruppi).
Per scoprire la lista aggiornata dei locali partecipanti basta seguire i canali social facebook.com/lanottedellebacchette e @lanottedellebacchette, mentre per maggiori informazioni è possibile inviare un’email a lanottedellebacchette@gmail.com.

Noi di Artwave ci auguriamo che questa sera i ristoranti cinesi di Milano non solo si riempiano, ma facciano sold out, dimostrando vicinanza e solidarietà alla comunità cinese della città e ai tanti cinesi che studiano, lavorano e vivono in Italia, e che non hanno nessuna colpa, se non quella di essere spesso circondati (e poi evitati) da chi, invece di informarsi ed agire con intelligenza, si fa guidare dalla diffidenza e dall’ignoranza.

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