L’emergenza coronavirus è iniziata come un’emergenza sanitaria, ma, di fatto, sta sconvolgendo ogni aspetto della nostra vita e dell’economia italiana e mondiale.
I primi due settori ad essere stati colpiti da questa grave crisi sono stati quelli della ristorazione e del turismo, seguiti poi da tutti gli altri.
Davanti a scenari e a conseguenze così gravi, l’unica soluzione efficace sembra quella di collaborare, sacrificarsi ed adattarsi a ritmi, condizioni e situazioni che non ci appartengono, o a cui probabilmente non avevamo mai pensato.
Brevemente, potremmo dire che siamo tutti chiamati alla resilienza, ovvero ad essere capaci di fronteggiare in maniera positiva quest’evento traumatico ed improvviso, a riorganizzare la nostra vita dinanzi alla difficoltà, a ricostruirci ricordando le opportunità positive che la vita offre, nonostante tutto.
E resilienti si stanno dimostrando molte realtà della ristorazione milanese, da sempre fiore all’occhiello dell’economia lombarda ed italiana, ritrovatesi nel giro di poche ore senza prenotazioni né clienti.
Anch’esse hanno dovuto reinventarsi, ideando soluzioni innovative e mai testate prima, pur di evitare la chiusura delle proprie attività.

“Daniel Canzian a casa tua”

Ne è un esempio lo chef Daniel Canzian, che, ha ideato una formula che consentirà ai milanesi di poter gustare un menu stellato dentro le mura di casa propria.

Come? Grazie ad un menu degustazione da ordinare e ricevere comodamente a casa.
Le proposte sono quattro, con prezzi variabili dai 50 ai 70 euro a persona: faraona arrosto, tortelli ripieni al risotto, gnocchi ripieni di baccalà sono solo alcune delle pietanze contenute nei menu.

 

Lo chef Daniel Canzian. Credits: official Facebook page “Daniel Canzian/Ristorante Daniel Milano”

Le lezioni di cucina di Pietro Leemann

Pietro Leeman, proprietario del Joia, ristorante stellato vegetariano, non ha solo deciso di aprire il suo ristorante solo a pranzo, dalle 12 alle 15.
Ha trovato anche il modo di restare in contatto con la sua clientela, dandogli la possibilità di assistere attraverso Skype alle sue lezioni di cucina, solitamente destinate esclusivamente agli allievi della Joia Academy.

Lo chef Pietro Leemann del Joia. Credits: official Facebook page “Pietro Leeman”

Una proposta dedicata a tutti quanti vogliano sfruttare le loro giornate dedicandosi all’arte culinaria.

Il delivery va in taxi

Lo chef Wicky Priyan del ristorante Wicky’s Innovative Japanese Cuisine, ha ideato, oltre ad un servizio take away che consente di ordinare al telefono e ritirare in loco usufruendo di uno sconto del 10%, un servizio delivery, con cui ricevere a casa il cibo ordinato, che viene consegnato tramite taxi.
Unico neo: costo di consegna pari a 15 €.
La proposta comprende piatti freddi, sushi e pietanze calde di carne o pesce, da consumare a casa o in ufficio.

La proposta di sushi delivery di Wicky’s Innovative Japanese Cuisine. Credits: official Facebook page “Wicky Priyan”

Il contactless delivery di Domino’s

Già nota per essere una delle principali realtà del settore delivery, Domino’s pizza, in questo clima di emergenza, ha seguito alla lettera le indicazioni date per evitare i contagi.

Il food delivery Domino’s Pizza. Credits: official Facebook page “Domino’s Pizza”

In un periodo in cui si chiede di lavarsi spesso e a lungo le mani, di evitare il più possibile i contatti e di usare le giuste precauzioni, ha infatti ideato il contactless delivery, ovvero la possibilità di ricevere la pizza a domicilio evitando qualsiasi contatto con chi la consegna.
In che modo? Una volta effettuato l’ordine, basta specificare nelle note la sigla “CL al piano” (ovvero “contacteless al piano”) e fare in modo che il driver lasci il prodotto davanti alla porta di casa, pronti per essere ritirati.
Scrivendo, invece, “CL all’androne”, il fattorino lascerà i cartoni della pizza davanti al portone di casa.
Più sicuro di così.

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