Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è una rete di associazioni, cooperative, gruppi, movimenti, diocesi, scuole e sindacati nata nel 1995 con lo scopo di combattere la criminalità organizzata attraverso la promozione di valori come la giustizia sociale e la legalità. Nello stesso anno, in occasione della prima conferenza stampa ufficiale, il fondatore e attuale presidente don Luigi Ciotti ha lanciato una petizione a favore di un ddl per migliorare la legge Rognoni-La Torre a proposito del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie: con la raccolta di un milione di firme, il 7 marzo 1996 la legge 109 è divenuta realtà, affidando alla società civile un ruolo importante nella riqualificazione degli spazi sequestrati alle organizzazioni mafiose. Libera, di fatti, non amministra direttamente questi beni ma agisce come intermediaria tra soggetti pubblici ed enti del settore terziario: la gestione è dunque affidata dai primi ad organizzazioni di volontariato e cooperative a cui i cittadini possono unirsi per partecipare in prima persona alle attività proposte dall’associazione in collaborazione con le aziende stesse.

Tra i progetti promossi da Libera, Libera Terra è quello che direttamente si occupa del “recupero sociale e produttivo dei beni liberati dalle mafie per ottenere prodotti di alta qualità attraverso metodi rispettosi dell’ambiente e della dignità della persona”. A partire da questo obiettivo, Libera Terra si impegna nella creazione di aziende cooperative capaci di dare nuova luce a questi territori tramite la creazione di lavoro e di indotto positivo e attraverso il perseguimento dei valori promossi dall’associazione.

Campo di Libera Terra. Fonte: Pagina Facebook di Libera Terra.

I terreni e le strutture amministrate dalle cooperative riunite dal progetto si distendono su centinaia di ettari in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia dove vengono prodotti, attraverso le tecniche dell’agricoltura biologica, alimenti tipici delle stesse aree: ne sono un esempio le mozzarelle di bufala prodotte in territorio campano dalla Cooperativa Le Terre di Don Peppe Diana Libera Terre, o le arance della piana di Catania coltivate dalla Cooperativa Montana Libera Terra, i vini delle realtà siciliane riunite nell’etichetta Centopassi o di quelle pugliesi che operano sotto il nome di Hiso Telaray.

Tutte le cooperative coinvolte nel progetto sono coordinate dal consorzio Libera Terra Mediterraneo, la ONLUS nata nel 2008 con lo scopo di guidare le attività produttive all’interno del mercato, perseguendo costantemente l’obiettivo di valorizzazione dei territori confiscati alle mafie. Il consorzio monitora tutte le fasi di creazione del prodotto, dalla coltivazione alla sua commercializzazione, garantendo sempre la massima qualità e la distribuzione nei migliori punti vendita italiani ed esteri.

Libera offre, inoltre, la possibilità di acquistare i prodotti coltivati e realizzati nei terreni confiscati alle mafie anche da casa: il sito bottegaliberaterra.it è lo shop online che consente di consultare in maniera semplice ed intuitiva l’offerta enogastronomica categorizzata per tipologia di prodotto. Pasta integrale o artigianale, prodotti da forno, legumi, conserve e marmellate, miele, mozzarelle, dolci, frollini, succhi, oli, liquori, vini, frutta biologica di stagione sono le aree del sito da cui poter scegliere cosa ordinare e a cui si aggiungono le sezioni dedicate alle confezioni regalo e alle idee per bomboniere.

Con lo scopo di trasformare i territori sequestrati alla criminalità organizzata in spazi di cooperazione e produzione agricola, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie promuove l’uso sociale di questi beni per combattere l’illegalità con l’educazione alla legalità, la corruzione con la giustizia sociale, la povertà d’animo con la ricchezza della terra. Al fine di coinvolgere attivamente i cittadini nel raggiungimento di tutti questi obiettivi, Libera organizza ogni anno E!State Liberi!, il progetto che offre a singoli, gruppi, minorenni e famiglie l’opportunità di trascorrere una settimana in una delle 50 località italiane in cui si svolgono i campi di impegno e formazione sui beni confiscati alle mafie. Per sette giorni, i partecipanti vengono coinvolti nelle attività agricole delle aziende cooperative ospitanti e in incontri formativi sui temi legati all’antimafia e alla conoscenza del territorio. È così che ogni anno migliaia di giovani e adulti contribuiscono alla mission di Libera mettendo a disposizione il proprio impegno e la propria fatica a sostegno dell’associazione.

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