Lo sappiamo, le festività sono sempre un momento per riunire la famiglia, un “ritorno alle origini” per staccare la mente dal lavoro e godersi i sapori autentici di un tempo. La Pasqua è ormai alle porte e, come ogni anno, tra chi decide di festeggiare fuori o in casa, le cucine di ogni zona d’Italia si attrezzano per mostrare le proprie prelibatezze.

Partendo dagli antipasti – se vogliamo anche dalla colazione – in molti decidono di aprire le danze con il simbolo della Pasqua per eccellenza, le uova sode, spesso anche colorandole per dare un tocco in più di festività. Altri invece prediligono i classici affettati, da accompagnare ad esempio o con una bella crescia di Pasqua, torta salata tipica delle Marche, dell’Umbria e della Valle d’Aosta, realizzata con vari formaggi, oppure, spostandoci più al sud, con il casatiello, tipica torta salata napoletana inconfondibile per le sue uova sode belle in vista e spesso consumato anche nel giorno di Pasquetta.

 

Fonte: Franciop, Wikipedia

Una forte ondata di tradizione viene poi dalla pasta fatta in casa, di ogni tipo e forma, dalle tagliatelle, alle lasagne, fino agli gnocchi. Tutti primi piatti generalmente realizzati con sughi di carne, di asparagi o carciofi. Sulle tavole emiliane sono facili da trovare le lasagne verdi con il tipico ragù bolognese, mentre, spostandoci in Piemonte, troviamo i ravioli del plin (“pizzicotto” in piemontese), riempiti con vari tipi di carne e così chiamati per il gesto del “pizzicare” la pasta appena fatta, chiudendovi all’interno l’impasto. Sulla tavola toscana, la pasta lascia il posto alla calda minestra di gallina.

Tra i secondi citiamo il classico agnello arrosto con patate, che fa spesso da collante per tutte le varie zone del paese, anche se possiamo trovare valide alternative, come ad esempio tra le specialità del Molise la cicoria ricamata, cotta nel brodo e poi cosparsa e insaporita con del formaggio grattugiato. Anche il Piemonte si caratterizza per un secondo di carne diverso dall’agnello, il brasato al Barolo, realizzato con carne di manzo cotta nella marinatura fatta con il vino e insaporitori.

 

Fonte: Popo le Chien, Wikipedia

Ma uno dei veri punti forti della cucina italiana nelle festività di Pasqua sono le torte salate. Oltre ai già citati crescia e casatiello, nel territorio lombardo possiamo gustare la torta salata di Pasqua, con all’interno del pollo, prosciutto, asparagi e parmigiano. Tipica invece della zona ligure è la torta pasqualina, torta a sfoglia originaria di Genova farcita con uova, spinaci o bietole e ricotta.  L’Abruzzo invece assapora il fiadone, molto simile ad un grande raviolo dalla pasta sottile ripieno di formaggio e uova, preparato in alcune zone anche come vera e propria torta rustica. Facendo un salto sulla terra siciliana, il palato trova piacere nell’impanata ragusana, focacce ripiene di carne di agnello o di capretto.

Tra le varie portate molti decidono di riservarsi sempre quell’angolino nello stomaco per il grande atteso della giornata, il dolce. Dopo aver fatto rompere ai più piccoli le uova di cioccolato per scoprire quale sorpresa si nasconde all’interno, si possono iniziare a gustare altre golosità tipiche di Pasqua. Una di queste è il presnitz, dolce tipico triestino dalla forma circolare fatto con uvetta, noci, mandorle, pinoli, spezie e un pochino di rum. La Valle d’Aosta assapora invece il particolare mecoulin, pane dolce realizzato con farina, zucchero, uova e panna e cotto al forno. Ma è dalla Lombardia che arriva il dolce più rappresentativo della Pasqua, insieme alle uova: la colomba pasquale. Celebrata fin dai primi decenni del Novecento, è un dolce dall’impasto soffice, a forma di colomba, farcito in superficie con mandorle e granella di zucchero.

Nel viaggio lungo la penisola, dalla Toscana abbiamo invece la Schiacciata di Pasqua, dolce della metà dell’Ottocento, la cui particolarità sta nel sapore che hanno i semi di anice presenti nell’impasto. La tradizione ligure porta in tavola i cavagnetti, cestini di frolla con dentro uova sode spesso colorate. Trasferendoci al centro-sud, un dolce tipico del Lazio è invece la pigna ciociara, un panettone ricco di uvetta, cannella, canditi, anice e vaniglia spesso ricoperta da una glassa fatta di zucchero e uova.

I napoletani non possono non mangiare la pastiera, dolce dalla pasta croccante esterna ma dal ripieno morbido fatto grazie alla presenza di ricotta e di grano cotto. Sempre al sud, in Puglia per l’esattezza, troviamo la scarcella, una ciambella di pasta frolla arricchito con delle uova sode all’interno e molto amata dai più piccoli perché può assumere diverse forme, dal coniglio al cestino alla colomba. Se facendo un salto ancora più al sud – in Sardegna – troviamo le pardulas, tipici fagottini ripieni di ricotta, nell’isola siciliana invece un tocco zuccherino e colorato viene dalla cassata, in realtà di origine araba e realizzata con pan di spagna, farcia interna di ricotta e ricoperta da frutta candita e pasta di mandorle o pistacchi.

Fonte: Paola Sersante, Wikipedia

E allora posate in mano, appetito in corpo e mente sgombra, pronti a goderci un’altra in Pasqua insieme ai propri affetti e con un buon cibo.

Perché la varietà va sempre a braccetto con la tradizione.

 

 

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