Non so quanto possa aiutare a comprendere il mood che pervade questo articolo, ma sappiate che mentre sto scrivendo sul mio Spotify è partita la playlist chiamata “Drunk and Hangover”. Cappelli da cowboy, chitarre che riffano alla ricerca del “boom-chick” e atmosfere southern.
So che fa molto retro chic ma io l’America l’ho sempre amata. Non politicizzate l’affermazione, prendete un ragazzino cresciuto a pane e telefilm americani, con un amore sconfinato per la comicità di John Belushi e un’ammirazione imbarazzante per il talento disarmante di Michael Jordan. Mettete poi che sono diventato grande e mi sono perso nel dolore di Johnny Cash e ho fatto indigestione di film di Tarantino. A me gli States sono sempre piaciuti e mi piacciono ancora.

Tuttavia mai avrei pensato di finire a scrivere un articolo sul cibo americano, io che al posto del latte pastorizzato ingerivo spaghetti alla carbonara. Il problema è che non avevo fatto i conti con lo Slow Smoked Barbecue, il problema è che non conoscevo Phil.

Brisket no sense, Credit – Pagina Ufficiale Facebook

Molto spesso le novità etniche a Roma rischiano di perdere di autenticità e di avere prezzi esorbitanti rispetto l’offerta proposta, a causa una concorrenza pressochè inesistente. Phil non è così, Phil è lo zio d’America che abbiamo sempre desiderato ma non abbiamo mai avuto.
La formula è semplice: vengono selezionate le carni e gli ingredienti migliori e li cucinano senza fretta, con un lento processo di affumicatura con legna di quercia, secondo le regole della vecchia scuola del Sud. Si rende omaggio all’America più vera, fatta di cose semplici e concrete, terra di grandi opportunità e di straordinaria bellezza.

L’offerta gastronomica è ristretta ma proprio per questo assicura un’elevata qualità nelle sue proposte. Sulla carta troviamo brisket, pork ribs, pulled pork, beef sausage e beef rib. Quando dicevo che l’inglese lo masticavo poco, non avevo ancora incontrato Phil.
A condire il tutto patatine fritte e una deliziosa salsa barbecue fatta in casa. Per sciacquare la bocca, tre simpatiche spine di birre del Piccolo Birrificio Clandestino.

L’arredamento è spartano e in legno, le posate si prendono da soli e non si può prenotare. È come un fast food dove si ordina allo sportello e si ritira al bancone, ma riprende la cultura delle affollate riunioni familiari statunitensi dello stare tutti insieme attorno al barbecue, dove il Pit-master si apprestava a soddisfare i palati di tutti. È fast ma anche slow, o meglio è un posto dove si mangia bene, si spende il giusto e non si attende più di 5 minuti per vedersi arrivare il proprio piatto su vassoi d’acciaio non raffinato.

Le sedute sono sia all’aperto che al chiuso, in un’accogliente veranda che offre riparo anche nei mesi invernali. L’illuminazione è lasciata alle lampadine appese da un albero all’altro che aggiungono, se non bastasse il resto, un tocco americano alla location.

Nato dall’idea un po’ folle di costruire uno smoker e metterlo su un trailer, per provare a portare in Italia un po’ di America vera, Phil dopo un po’ di girovagare ha finito per scegliere Via del Foro Italico come sua unica sede fissa.

Alla fine è vero che tutte le strade portano a Roma.

 

Phil’s Slow Smoked American Barbecue, Via del Foro Italico 501, Roma

http://www.philsbbq.it 

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