Se pensiamo alla Mulino Bianco, molto probabilmente affiorano alla nostra mente tre cose: il profumo d’arancia delle Nastrine riscaldate, la sagoma del mulino stampata sui Crackers, da “ritagliare” con i denti, e le Crostatine al cioccolato, per le quali vigeva la regola del “prima il bordo esterno e poi il cuore di cioccolato”.

 

Potremmo dire che quelle sono state le piccole gioie della nostra infanzia, sulle quali quest’azienda, che nel 2020 festeggia i suoi primi 45 anni di attività, continua a basare il suo successo, come dimostra l’ultimo spot ideato proprio per questa ricorrenza (in onda dal 24 maggio), che invita a ricercare “le cose buone che ci rendono felici”.

1975: i biscotti del mondo contadino entrano nelle case degli italiani

È il 1975 quando i biscotti Mulino Bianco entrano per la prima volta nelle case degli italiani, con il loro logo fatto di spighe e fiori, che esprimono la naturalità, la figura del mulino, che richiama la tradizione, e lo stesso nome del marchio, che fa riferimento ai concetti di genuinità e salute.

Impossibile non ottenere la fiducia dei consumatori, che si rispecchiano in quel mondo fatto di ingredienti semplici, di colazioni sane e di convivialità.

Il primo logo di Mulino Bianco

Tarallucci, Pale, Molinetti, Campagnole e Galletti sono i primi cinque biscotti che la Mulino Bianco lancia sul mercato; da quel momento, l’ascesa è inarrestabile e generazioni di bambini e famiglie portano in tavola quei prodotti che invitano alla “festa tutti i giorni”.

I primi biscotti Mulino Bianco

8 aneddoti e curiosità sulla storia di Mulino Bianco

Ma, al di là della filosofia contadina e senza fronzoli che contraddistingue questo marchio, la storia di Mulino Bianco è stata caratterizzata soprattutto da idee innovative e aneddoti curiosi, che hanno senza dubbio contribuito a consolidarne il successo negli anni.

1. Il Coccio

Mulino Bianco ha sicuramente il merito di aver avuto per prima l’idea (geniale) delle promozioni, raccolte punti finalizzate all’ottenimento di un premio (e alla fidelizzazione della clientela).

Il primo regalo, ideato nel lontano 1978, fu il mitico Coccio, una scodella in terracotta per la prima  colazione, che ricordava le tazze in cui i nostri nonni mangiavano al mattino la zuppa di pane e latte.

Il Coccio ebbe un successo travolgente: oltre 20 milioni di italiani collezionarono 600 milioni di “spighe” per riceverlo.

Il Coccio di Mulino Bianco

2. Il Piccolo Mugnaio Bianco

È il 1981 quando Mulino Bianco conquista uno spazio televisivo pomeridiano tutto suo, dedicato ai più piccoli. Nasce così, dalle mani dell’illustratrice Grazia Nidasio, il Piccolo Mugnaio Bianco, detto Piemmebi, oggetto di continue disavventure.

Piemmebi, infatti, trascorre le giornate nel suo piccolo mulino sfornando Crostatine e Bomboloni per la sua amata Clementina, che tuttavia non si accorge mai di lui. Il piccolo mugnaio, però, non perde mai la speranza di conquistarla, suggerendo a tutti un vero insegnamento di vita: ogni giorno dobbiamo conquistare le persone che amiamo.

Qualche anno dopo al simpatico personaggio viene dedicata una serie di calendari, venduti in allegato a giornalini per bambini e settimanali per le famiglie. Uno dei più amati fu quello che, grazie ad un metro disegnato sulla copertina, permetteva di monitorare la crescita dei bambini.

3. Le Sorpresine del Mulino

Due anni dopo, nel 1983, da un’idea di Graziella Carbone nascono le Sorpresine, oggetti desiderabili dai bambini, personalizzabili e sempre diversi, da scambiare con gli amici e collezionare.

A partire dalla prima, “Carta vince, carta perde” (di cui furono prodotti circa un milione di pezzi), ne vennero ideate 650 differenti tipologie, custodite all’interno di confezioni simili a quelle dei fiammiferi e contenenti un piccolo foglietto con le istruzioni per giocare.

L’iniziativa ebbe un successo così grande che fu poi inventato il Maxi Sorpresiere, una valigetta in cui custodire tutte le Sorpresine.

4. La Radio del Mulino

Nel 1988 il Mulino si materializza in nuove sorprendenti forme: nasce così la Radio del Mulino, in cui la ruota cela l’altoparlante e l’antenna spunta dal comignolo. Seguirono poi la Sveglia, il Mulino dei Segreti, il Mulino delle Meraviglie, il Mulino degli Artisti e quello di Archimede.

La Radio del Mulino

5. Il vero Mulino Bianco

Il 1990 è l’anno di una svolta significativa per il marchio: il tanto amato mulino da favola diventa reale, trasformandosi in un luogo fisico, un vero e proprio antico mulino, situato sulle colline senesi.

A Chiusdino, a pochi chilometri da Siena, venne infatti scoperto un vero mulino del XIII secolo, che, dopo un accurato restauro, consentì di materializzare questo luogo incantato, in cui girare i nuovi spot.

Oggi questo luogo incantato si chiama “Mulino delle Pile” e, oltre ad essere utilizzato per eventi della Barilla, è un agriturismo in cui è possibile soggiornare in completo relax.

6. I giochi sulle confezioni

Nel 1996, in risposta all’avvento degli Hard Discount, Mulino Bianco sceglie di eliminare le promozioni e inventa una nuova forma di “dipendenza”: introduce, infatti, sul retro delle confezioni elementi di gioco quali cruciverba, anagrammi, labirinti.

I Cruciverba sul retro dei Flauti

7. Premi – avventura

Nel 2003 Spirit – Cavallo Selvaggio diventa il testimonial delle merende Mulino Bianco, che in ogni confezione nascondono un regalo tra le Film-card, i Giochi indiani per travestirsi e gli indimenticabili CreaTotem, per disegnare e inventare.

I Crea-Totem di Spirit – Cavallo Selvaggio

8. Quei biscotti che non ebbero mai fortuna

L’ultimo aneddoto rivela che i biscotti possono avere una vita amara persino se sono di Mulino Bianco.

Nonostante l’enorme successo che va avanti ormai da 45 anni, diversi furono, infatti, i prodotti lanciati sul mercato e successivamente ritirati, perché incapaci di far breccia nel cuore delle famiglie italiane, spesso senza un vero motivo.

Nocchie, Tortorelle, Settembrini, Palicao, persino i Mattutini, dalla loro forma allungata ripiena al malto d’orzo non raggiunsero il successo sperato.

E che dire dei Soldini? Quella merendina con una moneta di cioccolato sulla superficie ha addolcito le nostre merende, ma è stata poi ritirata da negozi e supermercati, spezzandoci il cuore.

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