Per quel che mi riguarda l’Italia ha sempre avuto un problema: i voli pindarici. Passiamo troppo in fretta da arcobaleni riempiti di “andrà tutto bene” a lamentele fondate su fake news condivise su alcune bacheche Facebook. Respiriamo poco e la vista appannata non ci consente di vedere come la verità sia molto spesso nel mezzo. Siamo o tutto verde o tutto rosso, dimenticandoci del bianco che li divide.

Non ci sarà nessun “ritorno alla normalità”, semplicemente perchè la nostra vecchia normalità non esiste più. Tuttavia nel 2019 tutti parlavano di “resilienza” e nel 2018 amici e giornali cercavano di farci capire come per essere una persona migliore bastasse uscire dalla propria “comfort zone”. A volte niente è più ironico della vita.

Ecco perchè sarebbe troppo facile (e noioso) fare l’ennesimo scritto pessimistico sulle conseguenze firmate Covid 19. Nessuna lezione, non ne ho né l’intenzione né le capacità, voglio solo offrire un’altra prospettiva.

Per questo, in un momento in cui più di qualcuno demonizza i locali fisici di ristoranti, pub e bar quali untori di virus, sono voluto andare a cena da Armando al Pantheon. Se non erro (e non erro), qualcuno che le lezioni le poteva dare per davvero, consigliava “siate affamati, siate folli”.

Entrata del locale

L’entrata del locale. Credits: Official Armando al Pantheon

Roma è forse l’esempio migliore per dimostrare come, guardando le cose da un’altra angolatura, questa catastrofe possa essere considerata un’opportunità. Il centro storico sarà il fazzoletto di  Capitale più colpito dall’assenza di turisti. In termini economici sarà disastroso, eppure questo offre la possibilità ai romani e a tutti quelli che mamma Roma ha adottato di godersi il proprio museo a cielo aperto come mai prima d’ora. Possibilità si, ma anche un po’ obbligo morale.

Lo stesso discorso vale per i ristoranti. Niente più locali affollati, ritmi di lavoro più lenti e qualità della cucina che inevitabilmente si alza. La sala che torna al centro, con il cliente che viene coccolato, ringraziato e un po’ viziato. La cena fuori che (ri)diventa momento speciale e la scelta del luogo epifania di condivisione. Di contro lo sforzo che viene richiesto a noi clienti è quello di prenotare e non improvvisare. Credo fermamente sia qualcosa nelle nostre potenzialità.

Armando al Pantheon lo dimostra. 

La famiglia Gargioli

La famiglia Gargioli al completo (senza mascherina perchè la foto risale a prima dei vari DPCM). Credits: Official Facebook Page

Posizionato (come si intuisce dal nome) a pochissimi metri da uno dei monumenti più visitati al mondo, Armando si è imposto negli anni come una vera e propria istituzione romana. Gestito dalla famiglia Gargioli da ormai tre generazioni è riuscito nel difficilissimo compito di mantenere autenticità e qualità nonostante le ingenti quantità di visitatori che ne affollavano le sedute. In altre parole, niente menù per stranieri, pasta scolata (vivadio) sempre al dente e la sala perennemente piena.

Poi il Covid, la chiusura forzata e la fase due. Un locale abituato ad avere il tutto esaurito, si ritrova a dover rivedere il proprio lavoro e a fronteggiare la paura degli italiani. 

Tanto impegno, un po’ di Tetris e una sola regola inderogabile: la qualità della materia prima non si tocca, tanto poi a trasformarla ci pensano chef Claudio, suo fratello Fabrizio e il resto della brigata. Ecco allora che i menù si trasformano in codici QR da scansionare con il telefono, tutti in sala indossano mascherine e guanti e all’entrata ci accoglie un dispenser con igenizzante per le mani.
I coperti passano da più di 30 a 18, tutti distanziati un metro tra loro e distribuiti su 7 tavoli. Fa male solamente a scriverlo.

Eccola lì la grande nemica del ritorno a tavola degli italiani: la distanza. Tutto, improvvisamente, sembra ruotare attorno a questa misura di lontananza. “Non mi sembra normale andare al ristorante e dover star distante dal mio commensale“, vi diranno in tanti.

Ok, è vero, non potrete più fare piedino sotto al tavolo, ma due anni fa volevate uscire dalla vostra comfort zone, ricordate? Imparate a rispettarla e riuscirete ad apprezzare il momento in cui sarete in grado di romperla, la distanza. Tipo quando ti accorgi che non è il suo sorriso che ti piace, ma il modo in cui le si colorano le gengive.

Poi pensatela così: potrete ordinare tutto il menù e non ci saranno problemi sul dove mettere le portate.

Distanziamento al tavolo

Io che cerco invano di fare piedino. Credits: Daniele Spurio

La cena da Armando è stata speciale e non lo diciamo per il mero piacere di essere anacronistici, ma perchè lo è stata veramente.

Il servizio di Fabiana (figlia di Claudio) e Flavio (figlio di Fabrizio) è stato dolce, preciso, quasi affettuoso. Sappiamo, da fonti interne e certificate, che il calore e l’attenzione al cliente è un simbolo di Armando, ma i pochi tavoli e l’intimità che questo comporta ha elevato tutto a massima potenza. La sala si è trasformata in un salotto di casa e Roma si è mostrata nella sua arte migliore, l’accoglienza.

La cucina di Claudio e Fabrizio non ha bisogno di presentazioni. È verace, sincera, romanesca “come deve esse”. La gricia è un masterpiece da provare nella vita e la cottura degli spaghetti andrebbe insegnata nelle scuole e tramandata alle generazioni future.

La conclusione è che cambia la forma ma il contenuto quasi migliora. Se siete amanti dei ristoranti, della loro voglia di comunicarvi qualcosa e delle storie che ci sono dietro, scoprirete solo una nuova prospettiva.

Accettate che per un po’ i cari “vecchi tempi” non torneranno e che nonostante tutti i vostri sforzi, il pane che fate a casa fa cagare.
Se avete problemi con la distanza di un metro: pensate a quelle coppie che il Covid ha diviso, mettendoci chilometri in mezzo.
Chi ha paura lo possiamo capire, ma se il ristorante che sceglierete adotta le giuste misure di sicurezza non avete di che temere, c’è più virus su alcune bacheche Facebook.

 

Se cercate un posto dove iniziare, noi vi consigliamo Armando al Pantheon, Salita de’ Crescenzi 31

Aperto dal lunedì al sabato dalle 12:30 alle 15 e dalle 19 alle 23. Non apriva il sabato a cena da oltre 30 anni!
La domenica solo per delivery e asporto.

Sito Internet: www.armandoalpantheon.it

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Pagina Instagram: Armando al Pantheon

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