Ci sono cose che non consideriamo, elementi della vita che guardiamo tutti i giorni e a cui non diamo il giusto peso, momenti di quotidiano che diamo per scontati, ma che in realtà non lo sono. Le edicole in Italia, hanno un valore importante se sei nato prima del 2000, perchè ti ricordano le figurine Panini che ti comprava papà quando prendevi un bel voto in pagella, i cerchi con il pennarello che faceva mamma tra le pagine di Dove e nonno, che al pranzo di Pasqua si presentava con il Pasqualone tra le braccia. Fotografie di vita vissuta non riassumibili in pochi esempi, ma che fanno capire quanto le edicole siano parte delle nostre vite, quella parte inconscia a cui troppo spesso non diamo il giusto valore.

Tuttavia il mondo evolve, corre veloce e tante cose se le è già portate via: sul comodino non suonano più le sveglie rotonde, per ascoltare la musica non servono più i lettori CD e non portiamo più il caffè a mamma comandando il robottino Emilio.
La crisi della carta stampata è cosa nota a tutti, in Italia, dal 2001 al 2015 ben 13mila edicole (quasi un terzo del totale) hanno chiuso i battenti e se nel 2007 la diffusione media giornaliera dei quotidiani era di 5,4 milioni di copie oggi si aggira intorno ai 2,3 milioni. Un’ecatombe.

La tipica edicola a chiosco italiana. Free Credtis

Se il processo sembra irreversibile, la teoria della selezione naturale di Darwin potrebbe aiutarci a comprendere che un modo per sopravvivere esiste.

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si dimostra più reattiva al cambiamento”

Trasformarsi senza snaturare la propria essenza, cambiare per resistere e non essere schiacciati dall’evolversi del tempo.

Giornali. Free Credits

Ecco allora perchè nel testo Unico sul commercio approvato lo scorso venerdì 8 novembre dalla Regione Lazio è stato affrontato il problema ed è stata approvata una norma che tende “ad adottare idonee soluzioni finalizzate a sostenere la sopravvivenza delle edicole.

Nello specifico viene incentivata l’integrazione della vendita di quotidiani e periodici con attività e servizi innovativi. In particolare, ciò vuol dire che si potranno ampliare le categorie merceologiche presenti in edicola e fornire servizi alternativi quali, ad esempio, la consegna di pacchi o l’emissione di certificati.

D’ora in avanti, assieme ai giornali troveremo il cibo (esclusivamente confezionato). Non gli alcolici però, quelli, insieme a tutto ciò che va cucinato, rimangono vietati.

Il chiosco. Free Credits.

Se è vero che si tratta di una vera e propria novità, a Roma c’era già stato qualcuno che aveva anticipato i tempi e aveva, nel suo piccolo, rivoluzionato l’ordinario concetto di edicola. Stiamo parlando di ERNO – Edicola Romana Non Ordinaria, piccolo chiosco a Borgo Pio che quattro giovani soci hanno trasformato in un esempio imprenditoriale di originalità e avanguardia.

Una rigorosa selezione di giornali di livello, la regola interna di non vendere mai riviste di gossip e una piccola proposta di drink e snack da gustare seduti sulle panchine di Piazza Amerigo Capponi. Né un’edicola, né un bar, ma un “progetto liquido“, come si sono autodefiniti in un’intervista rilasciata a Lampoon.

Tra le prerogative di ERNO quella di organizzare continuamente eventi tra mostre, presentazioni di libri e dibattiti culturali, per riavvicinare l’arte e la lettura ai giovani e creare un polo di attrazione culturale in un contesto fresco e al passo con i tempi.

Quanto ci piacciono le cose non convenzionali!

In conclusione quello che ci sentiamo di dirvi è che la nuova norma potrà sicuramente aiutare le tante (ma sempre meno) edicole presenti sul territorio, tuttavia ciò che permetterebbe alla categoria di non morire è la definitiva comprensione che i tempi sono cambiati e che riempire le teche sulle pareti con giornali improbabili senza alcun gusto estetico, non basta più.

Se da una parte è vero che si legge sempre meno, dall’altra è altrettanto vero che i giovani d’oggi sono diventati più attenti al design e si identificano più nei brand che dimostrano di comprendere le loro esigenze, piuttosto che nei cantanti.

Selezionare con cura cosa viene venduto, ampliare l’offerta con piccoli servizi dedicati e differenziarsi dalla massa dando anche un’impronta estetica al locale, potrebbero essere alcune delle chiavi per una rinascita che, come dimostra ERNO, è possibile.

Sognare non costa nulla, morire di una morte annunciata, invece, costa molto.

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