Ci proviamo spesso a finirla con le storie su Roma, di quanto sia speciale, nascosta, furba, bella e maledetta, eppure qualcosa va sempre storto. Ogni volta che lo facciamo ci sorprende e sorniona ci svela un nuovo angolo, una nuova prospettiva, una nuova via, che semplicemente credevamo non potesse esistere. Alla fine dei giochi vince sempre lei e involontariamente diventa la nostra musa preferita.

Roma ha quattro meraviglie. Solo quattro? Dirà giustamente qualcuno di voi, eppure tante ne contò il professore di storia e mitologia Giuseppe Antonio Guattani, che nel suo libro Roma Descritta ed Illustrata del 1805 racconta“si dice dal volgo che le quattro meraviglie di Roma siano il dado di Farnese, il cembalo di Borghese, la scala di Caetani (oggi Ruspoli) e il portone di Carboniani”. È forse proprio per questo che vince sempre lei, perchè nonostante la vostra carta d’identità racconti che ci siete nati, lei vi riserverà nuove bellezze segrete, luoghi nascosti per cui diventarne turisti anche se ne siete figli.

Concentrate le vostre attenzioni sul secondo riferimento dell’elenco perchè da qui parte il nostro viaggio (non vi preoccupate siamo ancora nella sezione Cibo&Locali). Il cembalo si rifà alla forma di quello che in realtà è la vera meraviglia, ovvero Palazzo Borghese, antica dimora di una delle famiglie più note della Capitale da cui deriva gran parte della collezione di Villa Borghese.

Hotel Vilòn è un boutique hotel 5 stelle, membro della Small Luxury Hotel of the World, che provando a ridurlo ai minimi termini possiamo definire come un disincanto capitolino. Meno di 20 camere e suites sviluppate su diversi piani di quella che una volta era la “casa annessa al Palazzo Borghese” (non vi raccontiamo cose a caso), a cui aggiungere Adelaide e In Salottorispettivamente ristorante e cocktail bar, che insieme rappresentano il vero cuore pulsante del Vilòn, accessibile anche ai non residenti nell’hotel.

Letteralmente vilòn è una parola ebraica il cui significato va ricercato nella Kabala, dove viene utilizzata per indicare quei passaggi obbligati nella vita di ognuno, che puntano a migliorare la condizione dell’anima. Un velo da alzare, una tenda da scostare, una porta in cui entrare, per incontrare il nuovo e migliorare.

Ecco allora che raccontandovene non vogliamo solo concedervi un nuovo luogo in cui portare i vostri amici stranieri in cerca di una Roma insolita, piuttosto desideriamo regalarvi qualcosa di vostro, fatto di stupore sincero, lusso quotidiano, verde smeraldo e campanelle di scuola ancora appese.

Dettaglio. Credit – Official Hotel Vilòn

Il rione è quello rumoroso e turistico di Campo Marzio, ma la posizione è riservata, quasi come volesse giocare a nascondino tra Piazza Monte d’Oro e Via di Ripetta. La via è Via dell’Arancio e il civico è il 69. Entrarci vuol dire cambiare bruscamente prospettiva, abbandonare il frastuono dei clacson e della gente per immergersi in un mondo diverso dove lasciarsi andare alla bellezza.

Superata la reception e percorso il corridoio iniziale, si arriva a In Salotto, regno di Magdalena Rodriguez, barlady dal Costa Rica. Lo spazio è confortevole e luminosissimo, grazie alle grandi finestre fronte bancone che permettono alla luce naturale di colorare i divani blu e le lampade dèco. I cocktail hanno un inevitabile, ma piacevole, tocco sudamericano, ogni giorno si preparano acque aromatizzate e tutti gli sciroppi sono selfmade.

Il cliente (quello di tutti i tipi) è messo sempre al centro, in un ambiente a cui vorremmo dare una definizione tra le varie cocktail bar, lounge bar o hotel bar, ma che viene raccontato alla perfezione solo dal suo stesso nome: un salotto elegante, dove tutti si sentono a proprio agio e l’orologio si spoglia delle lancette.

È il lusso senza sfarzo, dove vorresti passare i pomeriggi a organizzare le vacanze.

Superato In Salotto, si arriva da Adelaide la casa di Gabriele Muro, giovane chef nato 35 anni fa a Procida. Quando nasci su un’isola hai qualcosa di diverso, te la porti dentro ovunque e in modo inevitabile la riversi nella tua vita, specie se per mestiere dai crei opere culinarie. Ecco allora che il menù è un richiamo al mare, con tanto pesce ma anche tanti ricordi d’infanzia.

Ci piace definire Gabriele come un cuoco di sorriso, capace di esaltare la tradizione dandogli nuova vita, evitando inutili artifizi. La sua cucina sa d’Italia e famiglia, quasi come se i piatti della domenica diventassero improvvisamente gourmet (e vi assicuriamo che è un complimento).

Di tutto quello che abbiamo assaggiato Capriccio d’Estate è quello che più di tutti (a nostro avviso) racchiude quello che stiamo provando a raccontare. Le linguine di Gragnano vengono mantecate con i ricci di mare e adagiate su un carpaccio di pezzogna, pesce molto spesso ignorato ma tra i più buoni dei nostri mari. Il piatto già così vale la visita ma lo tatuerete in memoria grazie al limone candito, l’elemento inaspettato che cercherete ad ogni forchettata.

Ah, i limoni sono del papà dello chef, perchè l’Italia è bella per questo (e perchè a Procida i limoni sono squisiti).

Mangiare da Adelaide diventa ancora più speciale quando si sceglie di cenare nel patio interno del Vilòn. Qui, infatti, l’atmosfera si trasforma nuovamente e giocando con piante e colori la mente vola a immagini di riad marocchini. Vi mettiamo qualche foto ma dovete andare per capire.

Se siete nati e cresciuti curiosi, troverete in alto, su una delle pareti, una vecchia campanella di quelle che suonavano a scuola per la ricreazione. Questo perchè questa storica dimora nel 1841, per volere della Principessa Adelaide Borghese de la Roche Foucauld (moglie del Principe Scipione Borghese), divenne la Prima Scuola per Fanciulle Povere, affidata poi alle monache francesi Figlie della Croce. La volontà era che anche le bambine meno abbienti dell’epoca potessero essere “educate a quell’onestà di modi, di atti e di pensieri, che le avrebbero distinte per la loro eleganza”.

Adelaide, come si può intendere dal nome, è un’ode a lei e la campanella alla sua storia.

Ci proviamo spesso a dimenticarci che Roma sia la città più bella del mondo ma ogni volta lei ci sorprende.

Mangiare negli hotel è una cosa normale in moltissimi paesi, non in Italia, dove è ancora vista come uno sfarzo riservato ad una aristocrazia inarrivabile. Eppure non è così. L’Hotel Vilòn è un hotel magico, con viste mozzafiato sul giardino di una delle quattro meraviglie della Capitale (anche se vi assicuriamo che sono molte di più) e suites elegantissime.

Vista sul Giardino di Palazzo Borghese. Credit – Official Hotel Vilòn

Tuttavia, la cosa più bella del Vilòn è avere al suo interno, racchiusa come una perla, Adelaide, il luogo perfetto per far capire che il lusso non è per forza vistosa esorbitanza, quanto piuttosto raffinatezza ed eleganza, accessibile a tutti.

Meraviglie di Roma e dove trovarle. Semplicemente vorreste andare a viverci.

 

Adelaide, Hotel Vilòn, Via dell’Arancio 69, Roma

Sito Internet: www.hotelvilon.com

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