di Eleonora Bettinelli

Durante un viaggio in Giappone, Alba Galtieri e Marco Centonza restano affascinati dalla magica atmosfera dei neko café, i bar dei gatti (nekoin giapponese significa gatto), e decidono di aprire a Milano una caffetteria-bistrot dove potersi rilassare mangiando in compagnia degli amici felini. Nasce così nel 2015 il Crazy Cat Café, a pochi minuti dalla Stazione Centrale.

© Crazy Cat Café

I neko café sono diffusissimi in Giappone, ma l’origine si deve a Tracy Zhang, che nel 1998 aprì a Tapei (Taiwan) il Cat Flower Garden dando vita al fortunato concept che oggi in Oriente è diventato quasi una mania: ormai esistono neko café divisi per categoria (gatti bianchi, gatti randagi, gatti obesi) e il governo ha dovuto emanare una serie di leggi per regolare queste attività ed evitare il maltrattamento degli animali. Siccome in Giappone la fantasia non manca mai, sulla falsa riga dei bar dei gatti nel corso degli anni sono sorti pet café con gufi, cani e… capre: a Tokyo, al Sakuragaoka Cafe, è possibile emulare Heidi sorseggiando una tazza di té con accanto delle tenere caprette.

In Europa questi tipi di locale sono molto meno diffusi, tant’è che il Crazy Cat Café è uno dei pochi neko café in Italia (e per questo bisogna fare spesso una lunga fila prima di poter avere un tavolo). All’interno del locale, arredato ad hoc in stile vintage con tiragraffi e giochi di ogni sorta, attualmente si trovano nove gatti, trovatelli di razza europea che avevano bisogno di una casa, selezionati con cura, verificando la compatibilità a trovarsi bene in luoghi densi di persone, dove il viavai non manca mai. “Ci siamo sempre fatti seguire da veterinari ed esperti del comportamento felino per essere assolutamente sicuri del loro benessere. Vogliamo essere un modello per tutti quelli che ci seguono dando spunti e consigli su come relazionarsi al meglio con questi adorabili piccoli felinidichiarano i gestori del bar sul loro sito.

© Crazy Cat Café

La cura e il rispetto dei gatti sono evidenti anche dalle regole del locale, esposte con chiarezza nella prima pagina del menù: vietato fare troppo rumore, scattare foto col flash, strapazzare i piccoli padroni di casa, svegliarli, dare loro da mangiare e portare altri animali da fuori. È invece consentito ammirarli, accarezzarli, coccolarli, farli giocare con gli strumenti messi a disposizione dallo staff, guardarli e rilassarsi. È praticamente impossibile osservare un gatto intento a dormire e sentirsi nervosi.

Al Crazy Cat Café, aperto dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 20:30, è possibile fare una pausa caffè con un catpuccino e una fetta di cheesecake, pranzare con curry di verdure o di pollo, cannelloni, panini e insalatone oppure optare per un brunch con yogurt, pancakes, avocado toast e caffé ameowricano. Per gli amanti dell’aperitivo, dalle 18 in poi si possono gustare cocktail con stuzzicherie al tavolo e taglieri di salumi e formaggi. I prezzi sono in linea con gli standard milanesi: 3-5€ per un dolce, 10€ per l’aperitivo, tra i 15 e i 25 per un brunch completo. Viene richiesto inoltre 1€ di coperto devoluto ai gatti per il loro servizio di pet therapy.

© Crazy Cat Café

A meno che soffriate di ailurofobia, il terrore dei gatti, o siate allergici, vi consigliamo di fare una sosta al Crazy Cat e di affidarvi ai “gatti candidi e sornioni che amano fare le fusa tra le stoffe e sui divani in mille pose goffe” per fare una pausa diversa dal solito. Come dice lo scozzese Stuart McMillan, un miao massaggia il cuore.

Crazy Cat Café

Via Napo Torriani, 5, Milano

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