Ricordi di paesi lontani e profumi diversi, aggrappati alla memoria per non perdere dettagli e sensazioni. L’afa di questi giorni che sembra di essere in Asia, ma finalmente l’estate con il suo sole e la sua voglia di leggerezza.
Mangiare asiatico a Roma è diventato mainstream o per lo meno, lo è considerando quante persone, con la parola ”asiatico” definiscano esclusivamente di sushi e ristoranti cinesi. Tuttavia esiste altro, se si sa dove cercare.

Mangiare asiatico a Roma smette di essere mainstream se si esce dai luoghi comuni e dai soliti gusti a cui abbiamo abituato il palato. Niente pollo alle mandorle (che non è Cina) e niente sushi (che certamente non basta a definire la cucina in Giappone come vi abbiamo raccontato qui e qui), perché cerchiamo altro. Ecco allora che finiamo in quella penisola nel mezzo che è la Corea, con la sua cucina fatta di barbecue e verdure fermentate, di cui Galbi è il portavoce nella Capitale.

Nato dall’idea di Stefano Chung e Deuk Uoo Ferretti Min, Galbi è un barbecue coreano, ma non solo.

L’offerta gastronomica prevede un menù variegato che attraversa la tradizione coreana, basandosi su tecniche antiche migliaia di anni ma proponendo una cucina contemporanea.

Pajeon, la “pizza coreana”. Credit – Official Galbi Roma

A pranzo l’idea è quella di riproporre i classici Bentō, ovvero tradizionali cestini completi di antipasti, riso bianco al vapore, contorno, frutta/dessert e un piatto principale a scelta tra pollo, manzo, maiale, tofu, gamberi e salmone.
Come prepararsi il pasto a casa il giorno prima e sistemarlo in un comodo box, solo che si mangia seduti al ristorante.

Mangiare bene, pulito e veloce durante l’ora di pausa pranzo dell’ufficio. Semplice e coreano.

Bentō box. Credit – Official Galbi Roma Facebook

La cena invece il menù si amplia e arriva il barbecue.

Per iniziare consigliatissimo è il “Galbi per due persone” con cui si riescono ad assaggiare diversi piatti della tradizione, iniziando ad abituare il palato ai sapori speziati e dolcemente piccanti che presenzieranno la cena. Su tutto il Pajeon al kimchi merita un’ode, in quanto croccante fuori e tenerissimo all’interno, con quel pizzicore necessario che avvolge ma non disturba.

Non mancano Udon di gamberi e verdure e Japchae (spaghetti di patate dolci con tipico fungo coreano, verdure e carne di manzo a base di salsa di soia) assieme ad altri “primi piatti” tipici. Diversi (e carini) i Mini Pang ovvero i panini al vapore asiatici ripieni di un po’ di tutto.

Il barbecue e il kimchi chiudono il cerchio ma in realtà sono il centro di tutto.

La particolarità del metodo coreano sta nell’applicare direttamente al centro del tavolo la griglia, dove i commensali possono cuocere la carne da soli. Quando questa non è incorporata, vengono forniti dei mini barbecue trasportabili. Questo è quello che succede da Galbi, dove il Deungsim Gui è un cuore di controfiletto accompagnato da un piccolo e tradizionale braciere coreano.

Tutta la carne è cotta utilizzando legna di quercia e marinata secondo tradizione. Speciale il Samgyopsal, pancia di maiale a fette, servita alla soia o con pesto agrodolce di peperoncini coreani, succoso e aromatico. Divertente il Bulgogi, ovvero straccetti di manzo marinato cotti alla brace con verdure miste, da avvolgere in foglie di lattuga e mangiare con le mani.

Possibile anche provare le alternative con il pesce.

Primo piano anche per il kimchi, il piatto più iconico della cucina coreana. Si tratta di foglie di cavolo fermentate con un mix di spezie, da provare come contorno di tutte le pietanze. Il sapore è forte, ma in bocca vi arriveranno secoli di storia e cultura, tant’è che nel 2014 la sua pratica di preparazione è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco. 

Il kimchi. Credit – Official Galbi Roma Instagram

Galbi ricorda viaggi lontani, pieni di note orientali e stupore, di tavole lunghe in legno, chiasso (che qui scompare) e verdure colorate di rosso dal profumo acido.

Mangiare asiatico a Roma può voler dire coreano, ma soprattuto mangiar bene. Talmente tanto che perfino un padre cresciuto a carbonara e abbacchio scottadito potrebbe apprezzarne i profumi e azzardare un ”a quando la prossima volta?”.

 

Galbi, Via Cremera 21, Roma
Aperto da lunedì a venerdì a pranzo e a cena, sabato solo a cena e chiuso la domenica.

Sito Internet: www.galbiroma.it

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