Sarà che varcare le soglie di nuovi locali è probabilmente il mio passatempo preferito. Come quando ti esplode un sapore tra le labbra o trovi la luce perfetta. Sarà che i miei racconti sono sempre retrospettive di bicchieri vuoti.
Buio e atmosfere underground. Luci al neon e un bancone da bar gigante. Sala giapponese e videogiochi arcade anni ’80. Descrivere Drink Kong è complicato, perchè al posto della china dovrei essere in grado di riversare sul foglio immagini, sapori e profumi. Il nuovo locale di Roma aperto da Patrick Pistolesi, tra i migliori bartender a livello internazionale, è speciale perchè è diverso.

Patrick Pistolesi, Credit – Alberto Blasetti www.albertoblasetti.com

Non lo chiamate speakeasy perchè qui i cocktail puntano allo sostanza, senza decorazioni e cannucce, con la volontà di sorprendere i vostri sensi senza usare artifici diversi dalle abilità degli uomini che li creano. Non immaginatevi un lounge bar, perchè c’è un intera sala dedicata al mondo della musica dove gli artisti si possono esibire dal vivo senza badare ai decibel dello stereo. Non pensate che sia un ristorante perchè anche se il cibo è di qualità, viene servito solo come abbinamento ai drink.
Il compromesso è questo: non lo classificate, perchè il Drink Kong è tante cose tutte insieme.

Alterazioni al neon, Credit – Alberto Blasetti www.albertoblasetti.com

Quattro sale, diverse ma complementari, in cui si concretizza l’esperienza totalizzante dell’ideologia Be Kong. Il primo impatto è con il Main Bar, questo bancone titanico colorato dalla bottigliera alle spalle dei barman. A sinistra si passa alla sala Lounge, con divani in pelle nera, il buio e un grande neon rosso che raffigura uno gorilla stilizzato, simbolo del locale. Avventurandosi a destra, invece, si accede alla sala Musica che prevede di accogliere molti generi musicali, dal jazz al live rock passando per i dj set del weekend. Continuando il percorso si scova la nascosta e appartata Ginza Room, ispirata agli hidden bar di Tokyo, governata da un tavolo sociale in legno di ciliegio dove gli ospiti, su prenotazione, potranno provare un menù speciale seguiti da un barman interamente dedicato.
Come si può categorizzare un luogo del genere?

Quanto amo questo mio girovagare, soprattutto quando mi permette di fare esperienze che destrutturano il mio pensiero. Non credevo che Roma avrebbe mai potuto accogliere un luogo del genere, fatto di atmosfere dark, luci al neon e cocktail straordinari perché essenziali. Invece ora esiste ed è pronto per imporsi nella scena romana con la potenza che è racchiusa nel nome.
Il mio consiglio è quello di andarci durante la settimana in modo da evitare la calca di gente che giustamente si riverserà nel weekend. Capitelo, entrateci in contatto, vivetelo e soprattutto godetevelo. 

Retrospettive di bicchieri vuoti, Credit – Alberto Blasetti www.albertoblasetti.com

Le storie della propria vita portano a costruirsi le proprie idee e le proprie certezze. Poi ci sono quelle persone e quei luoghi che queste certezze te le mandano in frantumi e uno si ritrova da solo a raccoglierne i pezzi e a crearne di nuove.
Ora provate ad andare al Drink Kong e ordinate un Negroni Bianco; vi arriverà un bicchiere dal contenuto trasparente immerso in un solo cubo di ghiaccio formato XL. Per i vostri occhi quel cocktail non può essere un Negroni.
Assaggiatelo e capirete in che modo certi luoghi sono fatti per distruggere le vostre certezze.

Negroni Bianco sfocato dopo diverse retrospettive di bicchieri vuoti

Cambiare idea non è mai stato così bello.

 

Drink Kong, Piazza San Martino ai Monti 8, Roma.

Aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 18:30 alle 02:00

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