Passeggiando nelle afose strade di Roma, girando per il cuore della città, tra locali, ristoranti e negozi, un punto luce si distacca da tutto il resto.

Con il suo colore bianco e il richiamo alla natura, Ginger Pantheon nasce nel 2016 in Piazza di Sant’Eustachio, a pochi passi dal Pantheon e da Palazzo Madama. Il padre di questa realtà romana, Dario Asara, dopo aver dato vita a Ginger quattro anni prima in via Borgognona, decide di replicare il ristorante nell’antica sede dello storico bar Camilloni, di fronte alla Chiesa di Sant’Eustachio, luogo di storie e di leggende (si racconta che la Chiesa sia stata costruita sulla casa di un ex centurione convertito grazie a un miracolo). Quello che Asara vuole offrire è un luogo luminoso, fresco, che richiami un tipico salotto di una casa di campagna, ma pur sempre raffinato. Se i lampadari stile ottocentesco danno un tocco di lusso al locale, i tavoli in legno laccati bianchi, l’angolo della gastronomia, i piccoli cestelli con piante e le cassette in legno piene di frutta, fanno immaginare di trovarsi in aperta campagna, dove poter gustare i prodotti della terra, freschissimi e soprattutto genuini.

Fonte: ©Alberto Blasetti

Ed è proprio l’attenzione costante all’ambiente e alla natura che caratterizza Ginger e la sua cucina.  Quella che viene offerta ai clienti è un’alimentazione sana, gustosa e bilanciata, che prevede incontri tra sapori tradizionali e lontani. Uno dei punti forza su cui Dario Asara dedica particolare cura è la scelta dei prodotti. Alcuni di essi provengono da una loro azienda agricola bio e sostenibile a Irpinia, Le Masciare, produttrice di vini presenti nel menù e di olio extravergine d’oliva. Gli altri – compresi quelli tipicamente esotici – provengono sempre da produttori che, oltre a condividere un approccio sostenibile verso l’ambiente, provengono dal territorio, in modo da ridurre al minimo le emissioni di CO2 dovute a logistica e trasporti. Ma non solo. La scelta ricade sempre su aziende biologiche certificate, come con la carne ad esempio, o da allevamenti certificati e controllati quando il pesce non è di passaggio nei nostri mari, scegliendo sempre tra specie non in via di estinzione e in età adulta.

La ricerca della sostenibilità è il perno di Ginger anche all’interno del locale. Dalla scelta dell’acqua, a chilometro zero perché presa dall’acquedotto, purificata tramite un impianto di sanificazione e mineralizzazione e imbottigliata nel vetro, agli impianti elettrici nei bagni fatti per ridurre il più possibile lo spreco. Ogni giorno Ginger punta a risparmiare un costo ambientale altrimenti altissimo.

Fonte: © Alberto Blasetti

A Ginger Pantheon è la chef originaria dello Sri Lanka, Sharon Landersz, a rendere i piatti un’espressione massima di equilibrio tra ingredienti e sapori provenienti da diverse esperienze, in combinazioni che riescono a soddisfare ogni palato ed esigenza. Si parte dalla colazione, di ogni nazionalità e tipo: italiana, americana, inglese, sia dolce che salata. Si passa da biscotti biologici, croissant, muffin, torte deliziose, gli amati pancakes, fino ad arrivare all’omelette, alle uova in ogni forma, a una selezione di salumi e formaggi e al toast di avocado e salmone. Oppure si può optare per piatti di frutta e yogurt o per delle rinfrescanti centrifughe o frullati tutti da gustare.

La colazione è servita fino alle 12, dopodiché inizia il lunch time, che dura fino a tarda sera, diventando cena ma anche un late lunch. Tra gli antipasti spicca molto la tartare di tonno con pepe sansho giapponese, mostarda di Cremona, gelsomino solidificato e frutto della passione liquido, oppure il cannolo di panzanella con brunoise di verdure di stagione, olive taggiasche, salsa di pomodoro alla vaniglia, salsa di basilico e fiore di zucchina. Nei primi abbiamo grandi classici, come i rigatoni alla carbonara, spaghetti bio certificati “Pastificio Felicetti” al pomodoro, come lo sono anche le linguine di kamut bio al cacio, pepe e zucchine. Il bio continua anche tra i secondi, nel petto di pollo, nella tagliata di manzo e anche in un cheeseburger.

Un’attenzione particolare merita però la vaporiera: cestini carne, pesce o uova con legumi o cereali, cotti a 100 gradi di vapore ad alta pressione. Il risultato è un piatto che non solo non ha grassi aggiunti, ma mantiene tutti i valori nutritivi degli ingredienti. La scelta può ricadere su un cestino di salmone, vegetariano o con spiedini di pollo.

Ma Ginger soddisfa tutte le voglie a qualsiasi ora. Tra gli healthy quick snack salati si trovano selezioni bio di salumi e formaggi o di prosciutto iberico anche con mango, prosciutto di parma e mozzarella di bufala, una caprese o del buono e semplice prosciutto e melone. Molto stuzzicanti e sfiziosi sono anche i panini gourmet, baguette realizzate in casa con farine biologiche. Per chi vuole restare ancora più leggero ci sono anche ricche e fresche insalatone dell’orto, vegane, vegetariane o con carne e pesce.

Oltre poi a piatti di frutta fresca, macedonia con yogurt, centrifughe e spremute salutari, o ancora frullati benefici fatti con i famosi “superfood” come bacche di Goji, semi di chia, il maca o l’açai, Ginger offre anche deliziosi dolcetti, dai tradizionali come semifreddi, budino o tiramisù, alle energy bowls servite nella “Tigela”, fatte con cereali e frutta fresca.

Quello che Ginger riesce ad offrire, unendo tradizione rurale e profumi esotici, è salute, naturalezza, qualità e freschezza, sempre con prodotti di prima scelta. Ma prima di tutto insegna un regolamento importante: non si può amare il buon cibo se prima non si ama l’ambiente che lo offre.

 

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