La fontana del Mascherone, l’Arco Farnese, l’Ambasciata d’Ungheria e l’ingresso segnato dal riquadro della ZTL, quasi ad avvertire che “qui si fa sul serio”. Via Giulia è inopinabilmente una delle vie più belle di Roma, un chilometro di tracciato rettilineo di rara bellezza che corre parallelo al Biondo (ma ormai verde) Tevere, tra edere e piccole botteghe artigiane.

Da qualche tempo però, oltre alle bellezze storiche e architettoniche, la via voluta da papa Giulio II della Rovere (da cui prende il nome), ci regala un nuovo indirizzo per la scena gourmet capitolina. Giulia Restaurant non è solo il regno di Pierluigi Gallo, giovane chef di pacata personalità ma di grandissime potenzialità, ma è anche quel ristorante che, in una via così importante, mancava.

Triglia, alici, limone arrosto e provola. Credit – Official Giulia Restaurant / Ph Alberto Blasetti, www.albertoblasetti.com

Lui (lo chef) è di origini campane ma è cresciuto in Abruzzo. La passione per la cucina l’ha coltivata fin da giovanissimo, quando nel ristorante di famiglia a Vasto muove i suoi primi passi nel mondo della ristorazione. Nonostante la scelta di perseguire la strada universitaria a quattro esami della laurea molla tutto e apre un ristorante tutto suo: l’Osteria del Gallo con 25 coperti e una passione per la carne fatta di fuochi e brace. Il cambio di marcia più significativo arriva con l’iscrizione alla scuola di Niko Romito Formazione. Da lì in poi esperienze importantissime come Casadonna Reale di Castel di Sangro, Ristorante All’Oro di Riccardo di Giacinto fino alle cucine de Il Pagliaccio di Anthony Genovese.

Poi si sa, i treni passano per tutti, bisogna solo saperli prendere. Sarà stato il nome che ricorda romanzi shakespeariani, oppure la bellezza della via, fatto sta che Pierluigi Gallo ha scelto Giulia per esprimere tutto il suo estro.

Lo chef Pierluigi Gallo. Credit – Official Giulia Restaurant / Ph Alberto Blasetti, www.albertoblasetti.com

Lei (Giulia) si sviluppa all’interno di una palazzina curata dall’architetto Marcello Piacentini e la sua ultima veste era stata quella di atelier e magazzino artistico. Ora è ristorante articolato su due piani, con 45 coperti e quattro grandissime vetrate su Via Giulia. L’ingresso però è su Lungotevere dei Tebaldi, quasi timido e poco visibile.

L’arredamento è un mix di stili che vanno tubi in acciaio dal forte richiamo industriale a una parete completamente riservata al muschio, passando per grandi lampadari di cristallo. Lo spazio è grande e luminoso, con un bancone del cocktail bar che per colori ricorda qualche film di 007.

La proposta del locale è ampia coprendo tutta la giornata dalla mattina alla sera. Durante l’orario della seconda colazione e del pomeriggio, alla selezione di the e tisane, succhi e centrifughe, si accompagna la pasticceria artigianale, creata sempre sotto la direzione attenta dello chef. Ma è indubbiamente la sera a cena che Giulia esprime tutta la sua bellezza.

Pierluigi Gallo propone infatti una cucina gourmet autentica, bellissima all’occhio e ricca di sapore all’assaggio, piena di tradizione ma figlia delle tecniche all’avanguardia apprese dal giovane chef.

Kebab di Polpo. Credit – Official Giulia Restaurant / Ph Alberto Blasetti, www.albertoblasetti.com

Le opzioni oltre la carta sono due. “Ricordi” (60€) è un viaggio nel passato dello chef, in quei piatti che rappresentano profumi e sapori della sua memoria. Si inizia con Coda alla Vaccinara, sedano e ketchup al cacao e si termina con Pane, Latte e Caffè. Innovazione e fotografie d’infanzia.

Quella che abbiamo provato noi e che consigliamo è “Pierluigi racconta…” (85€). Fondamentalmente un racconto di lei (si, di Giulia) da parte dello chef, un immersione completa nelle idea culinaria di Pierluigi e della sua espressione più sincera all’interno del ristorante di Via Giulia. Come quel gioco dove mangiate bendati e dovete riconoscere cosa state assaggiando, non saprete cosa vi arriva se non nel momento in cui vi arriva. 

Lo chef Pierluigi Gallo. Credit – Official Giulia Restaurant / Ph Alberto Blasetti, www.albertoblasetti.com

Di tutte le portate che abbiamo assaggiato (e vi assicuriamo che sono state tante) ne citiamo una per categoria.

Asino Ragusano alla Pizzaiola e Gelato al Pane è la sorpresa degna della cucina gourmet: alla vista non c’è traccia di sugo, ma al primo morso tutti i sentori del pomodoro e dell’origano esplodono intensi. La carne, infatti, viene fatta marinare in modo che i classici sapori della pizzaiola siano direttamente nella carne senza bisogno di mestolate rosse. Il gelato al pane al sentore d’aglio è semplicemente il perfetto accompagno: crea un gioco caldo freddo eccelso e la texture dell’asino (perfetta) viene avvolta dalla morbidezza del gelato. Un piatto gourmet fantastico, senza aggiungere altro.

“Senza” Spaghetti alle Vongole sono un signature dello chef, dove allo spaghetto viene preferito un tortello ripieno di sentori di aglio e olio, immersi in un letto di vongole puntellato da gocce di prezzemolo. Innovativo e divertente.

Bollito croccante, Purè di ciliegie, Caprino e Spinaci è un bel gioco cromatico, dove i colori dei singoli elementi risaltano nel piatto (il rosso violaceo del purè è poesia). In bocca la carne si sposa pienamente con le ciliegie e la verdura, il caprino, invece, dona una punta di acidità che andrebbe dosata con parsimonia per non sovrastare gli altri sapori della portata.

Il servizio è gradevole e mai invadente, sotto la sapiente direzione di Antonello Manias, maître e sommelier di grande esperienza.

Lui e Lei, Pierluigi e Giulia, una nuova storia d’amore che ha portato quello che mancava ad una delle vie più belle di Roma.
Forse è proprio vero, qui si fa sul serio.

 

Giulia Restaurant, Lungotevere dei Tebaldi 4a, Roma

Tutti i giorni dalle 11:00 alle 02:00

Sito web: www.giuliarestaurant.it

Pagina Facebook: Giulia Restaurant

Pagina Instagram: Giulia Restaurant

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