Zona Tridente, ovvero (rubando a Wikipedia) quel complesso stradale costituito da tre vie rettilinee di Roma che partono da Piazza del Popolo e divergono in direzione sud, assumendo appunto la forma di un tridente. In sostanza stiamo parlando dei sampietrini tra i più calpestati della Capitale, considerando che le tre strade citate sono via del Corso, via di Ripetta e via del Babuino.

Trovare la tranquillità passeggiando in questo marasma di turisti e cacciatori di grandi firme scontate, è quasi impossibile. Quasi, perchè all’interno del reticolo triangolare si nasconde incantevole, tra edere e gallerie d’arte, via Margutta. Per chi non la conoscesse le coordinate sono queste: metro A, fermata piazza di Spagna, prendete via del Babbuino direzione Piazza del Popolo e quando sulla destra vedete spuntare via Alibert girate, fate qualche metro ancora, poi voltatevi a sinistra e meravigliatevi, avete trovato la quiete nel caos.

È una via da vivere, da percorrere piano ma da percorrere tutta, perchè proprio alla fine, al civico 118, troverete Il Margutta, locale che fa la storia del mangiare vegetariano a Roma da circa 40 anni.

Una delle grandi vetrate de Il Margutta. Credit – Official Facebook Page Il Margutta

Essere istituzioni del cibo in una grande città non è facile, ma se già nel lontano 1979 si è deciso di puntare sulla cultura vegetariana, qualche motivo lo possiamo trovare. Lungimirante fu Claudio Vannini, che creò il Primo Margutta sotto forma di circolo dove si praticava yoga, seguendo i dettami di qualche guru indiano che imponevano un’alimentazione priva di carne animale.

La Dolce Vita che eslpodeva nelle strade della Capitale fu la spinta che portò personaggi come Federico Fellini, Sandra Milo, Marcello Mastroianni e Charles Bukoswki (assieme a tanta altra gente comune) ad avvicinarsi a questo piccolo mondo green costruito a via Margutta.

La trasformazione e il passaggio completo al mondo del cibo avviene 10 anni dopo, nel 1989 quando Tina fa breccia nel cuore di Claudio e assieme aprono su Roma ben tre locali vegetariani: un bar, un bistrot e un ristorante.
Impegno, visione, coraggio e tanto amore (che resiste tutt’ora, senza carne e senza pesce).

Tina e Claudio Vannini. Credit – Official Il Margutta

Oggi il format è stato sintetizzato in un locale unico, con un proposta che va dalla colazione al bio bar al brunch all’italiana con un buffet ampio e ricco.

L’aperitivo diventa green con cocktail originali e colorati, con la possibilità di gustarsi la mostra dell’artista di turno. Già, perchè se il mondo vegetariano è il centro del civico 118, l’arte ne è il perimetro che lo racchiude: quattro mostre l’anno, per dare la possibilità a giovani artisti meno conosciuti di proporre la propria arte nel cuore di Roma.

Non a caso il nome per intero recita Il Margutta – vegetarian food & art (filosofie olistiche e dove trovarle). Dato il nome, noi di Artwave non potevamo non andare.

Aperto dalla mattina alla sera è però con la cena che il locale trova la propria identità, con una cucina che vuole essere gourmet senza abbandonare la ricerca di quei sapori che possano soddisfare anche i palati più onnivori.

Il menù è stagionale e i prodotti selezionati seguono a pieno la filosofia del locale: i peperoncini sono coltivati dalle mani del padre dello chef, il riso proviene dalla Riserva San Massimo dove il Margutta ha dedicata una parte della risaia, mentre le verdure nascono dall’orto di proprietà.

Ricerca del prodotto e studio del territorio, che ritroviamo anche nella carta dei vini selezionata da Valerio Calabrò (anche ai cocktail), con chicche sconosciute ai più e una selezione che copre l’Italia da Nord a Sud.

La mise en place. Credit – Official Facebook Page Il Margutta

Il menù della nostra serata prevedeva sei portate (con escursioni nel mondo vegan e crudista), dall’antipasto al secondo prima di terminare con un’invasione di dolci da condividere a cucchiaiate.

Tre gli antipasti, dove il gioco di colori, i contrasti di temperature e le diverse consistenze rendono “divertente” l’inizio della cena.

Vivace La Panzanella del Margutta dove la mollica del pane e l’estratto di datterino sono avvolti dalla buccia dello stesso e il basilico è sotto forma di gelato. Bello e buono. Semplicemente squisito Crudo di asparagi e fichi, conditi con sesamo nero tostato, pomodori secchi e maionese veg leggera al Porto. L’abbinamento all’apparenza ardito tra asparagi e fichi, si dimostra, invece, perfetto, dove la croccantezza della verdura viene avvolta dalla dolcezza del frutto. Leggerissimi Gli arrosticini cruelty free con seitan fatto in casa, che risulta morbido e saporito grazie alla maionese e il wasabi d’accompagno.

Passando ai primi, nel Risotto riserva San Massimo il riso è cotto alla perfezione e la presenza delle mandorle con cui viene fatta la ricotta bilancia l’amaro del gel di rucola, del sorbetto di pompelmo e del prosecco. Equilibrato e interessante.

Piccanti il giusto e di un rosso bellissimo i Maccheroncini estivi, conditi con sugo di datterini gialli e rossi della Piana del Sole conservati in acqua di mare e guarniti con terra di olive taggiasche e foglioline di Mertensia marittima (che messa in bocca ricorda magicamente il sapore dell’ostrica). Semplici e da scarpetta.

Per finire una Variazione di melanzane completa la parte salata della cena con quattro varianti della verdura in un piatto unico.

La degustazione dimostra come lo chef Mirko Moglioni, onnivoro di base, sia riuscito a calarsi molto bene in una realtà priva di materie prime come la carne e il pesce, mettendo in gioco se stesso e le proprie idee culinarie. Accettare le sfide non è da tutti.

Mirko Moglioni. Credit – Official Il Margutta

Il trionfo di dolci finale proviene dalle mani del giovane pastry chef Marco d’Addario che propone una pasticceria fresca, estiva e gustosa. Condividete le sue creazioni.

Il servizio è guidato da Ezio Gravilli, direttore di sala cordiale e simpatico che illustra i piatti in modo chiaro e risponde sempre con un sorriso.

Il nostro consiglio quindi è quello di seguire le nostre coordinate e raggiungere via Margutta in quel modo. Innamoratevi della sua unicità e percorretela fino in fondo, perchè al numero 118 troverete la quiete (veggy) anche al Tridente.

Essere istituzioni del cibo in una città grande come Roma non è facile, ma Il Margutta lo è.

 

Il Margutta – vegetarian food & art, Via Margutta 118, Roma

Aperto da lunedì a domenica dalle 09.00 alle 23.30

Sito internet: www.ilmargutta.bio

Pagina Facebook: Il Margutta

Pagina Instagram: Il Margutta

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