Via Milano, a Brescia, è una zona che da sempre ha ospitato la classe lavoratrice, prima italiana e oggi perlopiù straniera, e che ha visto nascere negli anni molte attività commerciali di taglio multietnico che si alternano oggi ad aree fortemente degradate.

Una periferia quasi tradizionale, che qualsiasi città possiede, quella fuori dal mondo, dove la vita è rallentata, meno frenetica e spesso trascurata.

Questo, come altri, viene definito “quartiere ai margini”, spesso collegato solamente a degrado e criminalità, ma non in molti sanno che via Milano nasconde moltissimi palazzi d’epoca ricchi di potenziale e bellezza.

Ne è rimasto affascinato l’architetto e urbanista Stefano Rabolli Pansera, 38enne nato a Brescia ma trapiantato a Londra dove vive della sua passione, e che ha visto in un vecchio edificio d’angolo la culla delle idee innovative del giovane imprenditore Alessandro Lanzani.

Quest’ultimo, al cospetto di quella che un tempo era la sede della farmacia di quartiere, non è rimasto intimorito da ciò che via Milano è diventata oggi agli occhi dei bresciani e ha deciso di investire oltre mezzo milione di euro proprio qui.

Non ha avuto dubbi quando gli è stato proposto questo vecchio edificio, e se da una parte era visto da amici e familiari come un folle, dall’altra parte era sostenuto dalle idee di riqualificazione del Comune e dagli innumerevoli esempi riusciti di quello che in gergo tecnico si chiama «gentrification»: una parola che spiega un fenomeno sempre più in crescita dove i quartieri abbandonati e marginali sono sottoposti a un processo di rinnovamento che diviene innesco sociale ed economico.

Alessandro Lanzani, classe 1973, nasce a Brescia da una famiglia di macellai della zona ovest della città. Con in tasca il diploma di perito agrario inizia a viaggiare, conoscere e esplorare locali in tutto il mondo per poi trovare l’ispirazione proprio a casa sua, nella Salumeria Porteri di Borgo Trento, realtà nata nel 1875, divenuta poi una trattoria-simbolo di Brescia.

Qui inizia a partorire l’idea di una rosticceria-gastronomia che nel 2010 si trasforma in quella che oggi è chiamata “Bottega-Bistrot”, che offre proposte dalla colazione all’aperitivo diventando in poco tempo punto di riferimento della zona.

Ma ad Alessandro frullava in testa la creazione di qualcosa di nuovo, di grande, di innovativo, dove le idee si mescolano alla sperimentazione. In poche parole: un laboratorio.

Sui mattoni che compongono oggi il “Laboratorio Lanzani” permangono i segni della storia del luogo: simboli affiorano qua e là sulle pareti, che si mostrano con diverse tonalità di colore legate all’usura e al tempo. Tavoli di legno recuperato si abbinano a sedie di modernariato, mentre lo stile post-industriale dell’acciaio e del ferro arrugginito si mescola con squarci del verde delle piante, insieme a piccoli bagliori di colore.

Credit: Pagina Facebook Laboratorio Lanzani

Qui prendono vita le idee innovative dello chef Augusto Pasini, giovane professionista con un passato a fianco di Philippe Léveillé al Miramonti l’Altro di Concesio e di Alessandro, con proposte culinarie davvero diversificate: dall’ampia selezione di ostriche a quella delle tartare di pesce, dalla pasta rigorosamente fatta in casa, ai tagli di pesce e carne che qui vengono preparati a vista.

Difatti all’interno del locale la proposta di consumazione è varia: si può sorseggiare un cocktail informale nell’area adibita con divanetti, oppure gustare un piatto di pesce al bancone mentre gli chef cucinano di fronte a voi, o semplicemente cenare al tavolo, accanto alla grande vetrata che mostra ciò che il magnifico e curato cortile interno ha da offrire.

Credit: Pagina Facebook Laboratorio Lanzani

Le proposte culinarie sono davvero gustose, ricercate e di qualità. Nelle tartare, e nel carpaccio di pesce la freschezza del piatto è immediata e di gran qualità.

I primi sono studiati, bilanciati e davvero gustosi, come i secondi che risultano invitanti già al primo sguardo. Gli abbinamenti sono lontani dalla tradizione italiana, a volte con contaminazioni straniere ma il risultato è davvero sorprendente. Infine, i dolci sono bilanciati, per nulla stucchevoli o pesanti.

Credit: Pagina Facebook Laboratorio Lanzani

Il risultato è una cena gustosa, inaspettata e ben riuscita, con sapori nuovi, abbinamenti ben studiati e di gran qualità. Il servizio è professionale, forse fin troppo formale, ma bilanciato dal calore e dall’accoglienza dell’ambiente. I prezzi rispecchiano esattamente il target e lo standard del locale e risultano quindi proporzionati alla cura nei dettagli e all’alto livello della proposta culinaria.

“Laboratorio Lanzani” è un locale pensato non solo per i bresciani ma anche per chi ha voglia di respirare un’aria nuova, di sperimentazione, dove il profumo della creatività vi accompagnerà dall’antipasto fino al dessert.

 

Laboratorio Lanzani

Via Milano 49_Brescia

Tel. 030 373 3097

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