Mentre noi italiani ci siamo già lasciati alle spalle i fasti e i pranzi succulenti del Natale e del capodanno e ci prepariamo con spirito e stomaco ai festeggiamenti del carnevale, in Cina il capodanno si festeggia a partire da  oggi, 25 gennaio.

Il Capodanno cinese

Noto come festa di primavera o capodanno lunare, il capodanno cinese è una delle festività maggiormente sentite e celebrate nel paese d’Oriente e segna l’inizio del nuovo anno, che avviene in concomitanza con la prima luna nuova.

In accordo con i dettami dell’astrologia cinese, ogni anno è rappresentato da un animale; quest’anno tocca al Topo e, come sempre accade, i festeggiamenti si protrarranno per ben due settimane.

Una fetta di Cina a Milano

La comunità cinese rappresenta un’importante fetta della popolazione milanese e questa festività non può dunque passare inosservata: il quartiere di Chinatown sarà addobbato con lanterne, drappi e insegne di colore rosso, simbolo di fortuna, ed attraversato dalla tipica Parata del Dragone.

Le tipiche lanterne cinesi. Credits: www.publicdomainpictures.net

E allora, per non farci trovare impreparati ed immergerci completamente nella cultura cinese, noi di Artwave siamo andati in uno dei ristoranti cinesi più autentici di tutta Milano, un luogo dalle dimensioni e dal menu talmente ampi che sembra davvero di teletrasportarsi nel paese degli occhi a mandorla.

168 Chinese Township

Si chiama 168 Chinese Township, si trova in viale Jenner ed offre un’esperienza gastronomica nel più puro stile cantonese. Basti pensare che un solo cameriere parla l’italiano, che il menu è scritto sia in cinese che nella nostra lingua e che la quasi totalità dei clienti hanno gli occhi a mandorla.

Già avvicinandosi all’ingresso si avverte l’originalità di questo luogo, con la sua caratteristica forma di pagoda, che all’interno si articola in innumerevoli sale private e nicchie laterali, rivelando la ricchezza di stile tipica dei locali di Pechino e Shangai.

Hot pot: condivisione e delizia

Poiché, come ormai sapete, siamo costantemente alla ricerca di piatti che siano autentici, radicati nella cultura gastronomica in cui ci stiamo immergendo e, perchè no, poco conosciuti o diffusi nel nostro paese, non ci siamo accontentati di assaporare soltanto i tradizionali dim sum, la zuppa di pesce, i frutti di mare e i piatti alla griglia.

Siamo andati oltre, a riscoprire uno dei piatti più antichi della Cina, che esprime in modo assolutamente esemplare l’idea di convivialità che vi è alla base della sua cucina.

Abbiamo assaggiato l’hot pot.

Il tavolo dell’hot pot. Credits: Marta Ascani

Conosciuta anche come “fondue chinoise” o “chinese hot pot”, si tratta di una portata originaria dell’antica regione del Sichuan ed affonda le sue radici in un tempo molto lontano. Per semplificarvi la vita, potremmo definirlo come una via di mezzo tra un barbecue e la bagna cauda.

Brodo bollente, sapori e leggenda

Di origine povera, è rappresentata da una pentola di brodo, all’interno del quale ogni commensale cuocerà gli ingredienti che preferisce: bocconcini di maiale e pollo, verdure, frutti di mare, pesce fresco, da condire poi con un’infinità di salse, preparate con ingredienti da tutto il mondo e con diverse gradazioni di piccantezza.

La storia narra che l’hot pot rappresentava una delle ricette più apprezzate da barcaioli e contadini, che avevano l’abitudine di cuocere in acqua bollente le interiora degli animali; i tagli pregiati erano riservati alla nobiltà, mentre ai meno abbienti spettavano gli scarti dell’animale.

Immaginate dunque la scena: un grande tavolo con intorno tutti i commensali, che, tra un discorso ed un altro, cuociono i vari ingredienti nell’enorme pentola, provando l’immensa gioia dettata dal poter condividere il cibo con i propri amici o la propria famiglia.

Il menu di 168 Chinese Township

Cenare da 168 Chinese township richiede innanzitutto attenzione e una certa decisione, poiché il menu, lungo pagine e pagine, vi farà venir voglia di assaggiare talmente tanti piatti che, alla fine, dovrete fare una scelta.

Già a partire dal brodo in cui cuocere gli ingredienti sarete fortemente messi alla prova: brodo di manzo piccante, di pomodoro, di funghi, di ossa, di pesce.

La buona notizia è che la pentola è divisa in due e potrete almeno optare per due brodi differenti.

Le salse da accompagnare all’hot pot. Credits: Marta Ascani

Quel che potrete cuocervi all’interno è pressochè infinito: pesce e crostacei (astice, canocchia, gambero, mazzancolle), carne (vitello, ribeye, agnello, patanegra, polpette di manzo), interiora (trippa, intestino d’oca, lingua di manzo, ventriglio di pollo), tofu, verdure (asparagi, patate bianche, alghe, funghi, pak-choi).

Se può consolarvi, gli eterni indecisi potranno scegliere tra mix di carne, tofu e funghi, così da soddisfare la loro esitazione e i loro palati.

Il resto del menu alla carta è composto da oltre 500 proposte, che vanno dal sud-est della Cina, alla regione del Canton ad Hong Kong.

Dagli antipasti ai dim sum, da riso e pasta alle zuppe, fino ad arrivare agli arrosti, alle pentole “secche” e di terracotta, ai crudi e alle specialità dello chef, cenare da 168 Chinese Township vi farà sentire per qualche ora in Oriente, completamente rapiti da questo fantastico mondo di convivialità e condivisione.

 

168 Chinese Township

Viale Edoardo Jenner, 29 – Milano

https://www.ristorante168.com/

 

Fonte immagine in evidenza: Marta Ascani
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