Sono le 19, è ora dell’aperitivo a Milano. Scendiamo alla fermata Palestro, alla nostra destra i giardini Indro Montanelli e alla nostra sinistra la GAM, Galleria d’Arte Moderna di Milano. Proprio quest’ultima, oltre alle sue magnifiche opere, nasconde un piccolo gioiello, un posto fuori dal tempo, che rapisce immediatamente per la sua atmosfera ricercata, bucolica e tradizionale, a partire dall’abbigliamento del personale, ispirato agli antichi abiti siciliani.

Entriamo e ci fanno accomodare al tavolo forse più suggestivo della sala, quello posto accanto al cenotafio alla contessa Anna Maria Porro Lambertenghi, monumento sepolcrale realizzato dallo scultore Bertel Thorvaldsen, da cui si gode di un’ottima vista sull’ingresso alla sala, con il suo arco di fiori che introduce in un ambiente assolutamente suggestivo.

Scorcio della sala. Fonte: LùBar

 

Da street food a ristorante, la storia di Lùbar

LùBar nasce dall’idea di tre fratelli siciliani, i tre Lù (Lucilla, Lucrezia e Ludovico Bonaccorsi), di origini siciliane ma milanesi di adozione, di scenografare un chiringuito a Noto; è il 2003 ed inizia così l’avventura del LùBar, “il bar” in dialetto siciliano.

In pochissimo tempo il concept si trasforma nuovamente e i tre fratelli progettano un’Ape Car decorata con motivi e colori della Sicilia, che porta in tutta Italia il prodotto siciliano per eccellenza: l’arancino.

E’ la svolta: Grandi Stazioni propone loro di stabilirsi sulla Terrazza del Mezzanino della Stazione Centrale di Milano, per offrire una pausa golosa alle migliaia di passeggeri che ogni giorno passano di lì.

Nel 2017 partecipano al bando per la creazione di un ristorante all’interno della Villa Reale di Milano, che ospita la GAM, e lo vincono grazie alla loro idea di un ambiente che ricordi in ogni aspetto le loro origini siciliane, perfettamente integrate in un contesto così prestigioso e monumentale, e che proponga un menu fatto di piatti tradizionali o rivisitati, dalla colazione alla cena.

Oggi questo è un posto assolutamente unico nel suo genere, al quale ognuno dei tre fratelli dà il suo contributo: Ludovico tiene gli occhi puntati al prodotto e al servizio, Lucrezia cura l’estetica al minimo dettaglio e Lucilla segue le Pubbliche Relazioni.

Lucrezia, Lucilla e Ludovico Bonaccorsi. Fonte: LùBar

Arredi ricercati e piante per un’atmosfera unica

Tavolini, sedie e vasi fatti realizzare in Marocco, il bancone del bar che arriva direttamente da Berlino ed è realizzato in plastica riciclata, le sedie realizzate e personalizzate da Kartell. Nulla è lasciato al caso ed ogni scelta si basa sulla volontà di creare un giardino d’inverno, in un mix di atmosfera rilassata e tocco ricercato.

I colori sono neutri, i materiali predominanti il marmo e la pietra, la sala principale è sormontata da una volta a crociera; tutto viene però unito dal colore e dal motivo del verde: piante di ogni specie, in particolare palme, trasformano questo luogo tradizionale in una sala senza tempo.

Quando viene sera, poi, non vi sono luci ad illuminarla, ma soltanto le candele posizionate su ogni tavolo.

Dettaglio dell’allestimento. Fonte: LùBar

La proposta culinaria

Il menù affonda le radici nella tipica cucina siciliana, rendendola meno verace e più ricercata.

Cannoli alla ricotta, granite e latte di mandorle al mattino; arancini, polpette di melanzane e menta e focaccia con ricotta, pomodori secchi e limone all’ora dell’aperitivo; cous cous vegetariano o al sapore di mare, alici fritte e tartare di ricciola per il pranzo o la cena.

Da bere, drink e vini anch’essi ispirati alla Trinacria.

Il tutto viene servito nelle ceramiche di Caltagirone, le “scudedde”, come le hanno battezzate i tre Lù: «è una parola inventata, ma ci divertiva».

La proposta culinaria. Fonte: LùBar

 

Colazione al LùBar. Fonte: LùBar

 

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