L’abbiamo aspettata, sognata, cercata, rincorsa e finalmente l’abbiamo trovata, l’estate. Meraviglia di sole e mare, ricca di sorprese inaspettate, sorrisi  e scottature nasali non preventivate. Non ha tatto l’estate, ti arriva addosso all’improvviso e bisogna essere in grado di correrci insieme.

La stagione più bella di tutte per tante ragioni: la sabbia nella sacca il giorno dopo, l’odore di salsedine, i tavoli all’aperto dei ristoranti, il venticello fresco della sera e soprattutto il gelato. Quella delizia di italica origine, che rinfresca il palato e alleggerisce le giornate. Ecco perché la terza apertura di Pico a Roma, va celebrata.

Zabaione Superiore e Caffè. Credit Official Pico / ph: @vanessafranciaphotographer

Nato nel 2013, il gelato “naturalmente buono” di Pico è, in realtà, figlio di due argentini, romani di adozione. La loro visione è semplice e lineare: solo addensanti naturali, materie prime freschissime e di stagione che vengono lavorate al momento nel laboratorio, senza basi già pronte.
Se il prodotto iniziale è buono, non serve altro, quello finito non potrà che esaltarne le caratteristiche. 

Le materie prime. Credit Official Pico / ph: @vanessafranciaphotographer

Dopo le prime due aperture, il terzo arrivato è un piccolo punto vendita a Via Ridolfino Venuti 77, a 5 minuti dalla stazione Santa Agnese Annibaliano, in  un simpatico sali e scendi tra scale e discese che, al tramonto, regala anche qualche bella cartolina.

Alle spalle del bancone c’è l’annesso Pico Lab, in cui il gelatiere Gustavo Fabian Sosa da libero sfogo alla propria fantasia, preparando gelati da banco, torte e piccoli stecco da asporto, oscillando tra grandi classici della gelateria italiana e gusti innovativi raggiunti dopo prove, sbagli e equilibri sottili. 

Adesso troverete Pane burro e marmellata, ma a Natale ci sarà il “Pandoro” e a Pasqua le “Frappe”.

Il nome (piccolo e simpatico) è l’acronimo dei figli di Diego Barbieri (l’altro imprenditore in casa Pico) Pietro e Costanza. C’è sempre il cuore dietro le cose fatte bene.

Tra i grandi classici una menzione speciale va riservata a due gusti su tutti: Pistacchio di Bronte e Zabaione Superiore.

Il Pistacchio (certificato di Bronte) arriva intero da un fornitore siciliano e viene poi tostato direttamente in laboratorio. Questo dona un gusto intenso alla crema e permette di mantenere dei piccoli pezzetti di frutto all’interno che esplodono a contatto col palato all’assaggio. Uno dei migliori in circolazione.

Lo Zabaione ricorda l’infanzia, si sentono intensamente le uova e il Marsala delle Cantine Florio aromatizza tutto senza sovrastare nulla. Semplice, senza mezzi termini, giallo, come quello di una volta. 

Pistacchio di Bronte. Credit Official Pico / ph: @vanessafranciaphotographer

Una piccola panchina fuori il portone, due coppette (siamo del partito coppetta ma abbiamo assaggiato anche il biscotto del cono e vi assicuriamo che è quello vero, croccante, doppio), il sole che cala piano e la leggerezza che arriva, impetuosa ma dolcissima.

L’estate: stagione di vestiti colorati, capelli chiari, foto perfette e scottature sul naso che non avresti voluto, ma alla fine ti piacciono.

L’estate: stagione di gelati come quelli di Pico, tradizionali e bizzarri ma buoni e fatti con passione, romani ma con il cuore argentino.

 

Pico, il gelato Naturalmente buono.
Sedi: Largo XXI Aprile, 1; Via Donatello 81; Via Ridolfino Venuti 77.

Sito Internet: www.picogelato.it

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