Dopo Mantova, Pistoia, Palermo e Matera, la Capitale italiana della Cultura 2020 sarà la città di Parma.
Essere designata di questo titolo significa avere a disposizione un intero anno per mostrare al resto della nazione le proprie radici e il proprio sviluppo culturale.

Il nuovo anno si apre, quindi, all’insegna dell’emilianità, visto che, pur non essendone il capoluogo, Parma rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’Emilia Romagna per le sue architetture, la sua storia e la sua tradizione gastronomica.

Il cibo è cultura

Perché, se è vero che il termine “cultura” nel suo significato più puro fa riferimento alla formazione di un popolo sul piano intellettuale e morale, è anche assolutamente certo che anche il cibo è cultura.
La cucina tipica di un luogo ne rappresenta, infatti, l’identità più sincera ed è uno strumento per esprimere e comunicare la cultura di un luogo.
Non è un caso, dunque, che per il 2020 sia stata scelta proprio una città che possiede un’indole naturalmente capace di esaltare i piaceri della vita attraverso il buon cibo, il buon vino e la convivialità.
I parmigiani al bello e al buono hanno sempre dedicato attenzione, consolidando una cultura gastronomica divenuto un riferimento non solo italiano ma mondiale, grazie a prodotti apprezzati in ogni parte del globo.

Un’antica ricetta parmense

Ecco perché noi di Artwave, follemente innamorati del buon cibo e ottime forchette a tavola, vogliamo rendere omaggio a questo luogo i cui fiumi, pianure e strade sono impregnati di formaggio, strutto, uova e carne.
Siamo giunti allora fino alle radici della cultura culinaria più autentica di Parma, riscoprendo una delle più antiche e tradizionali ricette della città.

Un piatto che esprime la bontà, la sapidità e la sincerità di una cucina che dona – di questo siamo certi – la vera felicità ad ogni morso: la Vécia col pisst, che tradotto significa la Vecchia col pesto di cavallo.

La Vecia col pisst di Trattoria Corrieri a Parma. Credits: Pagina Facebook Trattoria Corrieri

La carne di cavallo

Carne, appunto, in questo caso di cavallo, che viene spesso utilizzata in sostituzione di quella di manzo in alcune preparazioni, come lo stracotto, oppure consumata cruda.
Ma cos’è il “pisst”? Non è altro che carne di cavallo macinata, consumata cruda dopo averla sapientemente condita con olio, sale, pepe e a piacere aglio, limone o scaglie di Parmigiano Reggiano.
Il pesto di cavallo, però, manifesta tutta la sua bontà nel piatto di cui stiamo per rivelarvi segreti e ricetta, in cui è protagonista insieme a patate e peperoni.
Preparatevi a sbavare, perché questa preparazione è davvero una bomba (in tutti i sensi).

La ricetta

Per quattro persone occorrono:
2 patate, 2 cipolle e 3 pomodori freschi
2 spicchi d’aglio, prezzemolo e sedano
600 grammi di patate
300 grammi si pesto di cavallo
Pepe, sale e burro

Vecia col pisst. Credits: Pagina Facebook Parma Eventi

La preparazione inizia tritando finemente la cipolla, i due spicchi d’aglio, il prezzemolo e il sedano ed insaporendo il tutto con sale e pepe.
L’altra cipolla va invece tagliata a fette sottili, così come i pomodori e i peperoni.
Si può quindi versare le verdure in una padella ampia in cui si sarà fatto fondere del burro, aggiungendo poi cipolla, aglio e prezzemolo.
Il tutto va cotto a fuoco moderato, aggiungendo gradualmente del brodo, per non far asciugare troppo il sughetto.
È giunto il momento di aggiungere la carne di cavallo e, successivamente, le patate, che saranno state precedentemente tagliate in pezzi piuttosto piccoli e fritte in abbondante olio d’oliva.
Per la gioia di coloro che si cimenteranno nella preparazione di questo piatto, non bisogna attendere neanche un minuto prima di assaporarlo: per poterne apprezzare la sua bontà è infatti vivamente consigliato mangiarlo ancora bollente, accompagnandolo con un calice di vino rosso dal sapore robusto e corposo.

Siamo certi che Parma saprà rendere onore al titolo di cui è stata designata; di sicuro, però, ci ha già resi felici con questa bontà.

 

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