Il Marocco è un crocevia di diverse etnie e culture.

Un luogo sorprendente, a tratti contrastante, inebriato in ogni angolo dai profumi della sua cucina, delle spezie e del tè alla menta. Una cucina che risente delle numerose influenze che caratterizzano questo Paese, a partire dalle tradizioni popolari delle donne dei villaggi berberi fino all’eredità proveniente dai popoli mediterranei.

Dopo essere stati in Marocco non si riuscirà facilmente a dimenticare i suoi sapori, i profumi e le tradizioni di questo luogo.

Ciò che determina la ricchezza e la varietà dei piatti marocchini è la disponibilità di alimenti di ogni genere: grazie alla pastorizia e all’allevamento si producono numerosi tipi di carni, che vengono poi insaporite con yogurt, limone, olio, cumino, finocchio, cannella, coriandolo, agrumi, menta.

Le portate principali vengono costantemente arricchite con contorni di verdure, cipolle e olive e tutto viene assaporato rigorosamente con le mani, senza l’utilizzo delle posate: i marocchini, infatti, utilizzano il pane come fosse un cucchiaio o un mestolo.

Il pane arabo

E proprio il pane è l’alimento che può essere definito il prodotto principe delle tavole marocchine: un elemento è onnipresente, nelle case e in qualunque angolo della città, dove si possono scorgere bancarelle piene di invitanti pagnotte dalla forma pressoché ovale.

Il pane arabo viene prodotto con farina di frumento, acqua e lievito madre; il suo nome originale è Batbout ed ha la caratteristica di non essere cotto in forno, bensì in padella.

Pane arabo_Fonte: www.foter.com

Passeggiando per le strade dei paesi marocchini è facile imbattersi in venditori ambulanti che ve lo proporranno farcito con carne, verdure o formaggio, in una modalità che ricorda la piadina italiana o la pita greca, ma con sapori molto più saporiti e speziati.

I piatti tipici del Marocco

Dopo il pane, il piatto marocchino più famoso è senza ombra di dubbio il cous cous: esso viene preparato dalle famiglie marocchine lavorando il frumento, che viene macinato fine o grosso e cucinato utilizzando due utensili specifici: la Kedra, una pentola i terracotta in cui viene preparato il brodo, e la Kaskas, la parte superiore in cui viene cotto il cous cous.

Cous cous con verdure e legumi_Fonte: www.foter.com

Il cous cous viene poi servito con carne di agnello, pollo o manzo ed un mix di verdure, legumi e le immancabili spezie, che rendono questo piatto colorato e irresistibilmente profumato.

Uno dei piatti onnipresente nei ristoranti e nelle abitazioni marocchine è poi la Tajine, che trae il suo nome dal recipiente in terracotta a forma di cono in cui viene cucinato.

Le tajine in terracotta_Fonte: www.foter.com

Si tratta di una portata principale a base di carne e verdure, cotte e fuoco basso, lentamente, la cui versione originale vede tra gli ingredienti irrinunciabili le prugne e le mandorle, a cui vengono poi aggiunte carne di pollo, agnello o manzo e verdure.

Che dire poi dei dolci? I pasti marocchini terminano sempre con dessert saporiti, molto zuccherati e anch’essi speziati. I più noti sono due: la pastilla, un fagottino di pasta fillo farcita con pollo (si, avete letto bene!) insaporito e cotto con cipolla, zenzero, zafferano, cannella, paprika, coriandolo, mandorle e zucchero, e gli shebbakia, una pasta preparata con farina, uova, acqua di fiori d’arancio, mandorle e spezie, che viene poi tagliata in rettangoli successivamente arrotolati per assumere la caratteristica forma “a nodo”.

Il tè alla menta

Infine, è impossibile non menzionare quello che è l’assoluto protagonista della cucina marocchina, a tutte le ore e in tutte le stagioni: il tè alla menta, a cui non si riesce a resistere neanche quando la temperatura sfiora i quaranta gradi.

Già a partire dalla modalità con cui esso viene versato – dall’alto, ad una distanza di almeno quaranta centimetri dal bicchiere – si viene conquistati da quella che è la bevanda marocchina per eccellenza, considerando anche che in Marocco è vietato bere alcolici.

Il tè alla menta_Fonte: www.foter.com

Il tè alla menta viene servito dalla colazione fino alla cena, perché ben si sposa sia con piatti dolci che salati, ma può essere degustato anche per una pausa pomeridiana, tra una bancarella e l’altra.

 

Insomma, la cucina marocchina può essere definita una vera e propria esperienza, un rito, un viaggio attraverso i sapori e gli odori di un paese che ti conquista sin dal primo assaggio e che è difficile dimenticare.

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